Dal 23 al 26 settembre 2026 Cagliari ha ospitato il XVII Simposio internazionale di storia della Massoneria spagnola, dedicato al tema «La massoneria latina: dal Mediterraneo al mondo». Organizzato dal Centro de Estudios Históricos de la Masonería Española (CEHME), l’incontro ha riunito studiosi e ricercatori di università e istituzioni di diversi Paesi. Alla chiusura dei lavori è intervenuto Luciano Romoli, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M.
La ricerca storica, la conoscenza delle proprie origini e il dialogo tra culture sono stati al centro del suo contributo. Romoli ha richiamato il valore delle fonti documentali e la responsabilità di conservare un patrimonio che consenta di comprendere la storia della Libera Muratoria e di trasmetterla alle generazioni future.
L’intervento del Gran Maestro Luciano Romoli
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La ricerca storica e il patrimonio documentale
Il Gran Maestro ha espresso apprezzamento per il lavoro del CEHME e degli studiosi impegnati nella ricostruzione della storia massonica. In questo percorso ha ricordato la collaborazione con Emanuela Locci e con Alessandra Lepri, Grande Bibliotecaria della Gran Loggia d’Italia, per il recupero e la valorizzazione del patrimonio bibliografico e documentale dell’Obbedienza.
Archivi e biblioteche rappresentano, nella sua riflessione, strumenti di conoscenza: permettono di ricostruire vicende, collocare le testimonianze nel loro contesto e distinguere i fatti documentati dalle interpretazioni. Preservare questi materiali significa anche renderli accessibili alla ricerca, favorendo una comprensione più consapevole dell’identità dell’istituzione.
Le origini e la formazione iniziatica
Nel ripercorrere le origini della Gran Loggia d’Italia, Romoli ha richiamato il legame con il Supremo Consiglio d’Italia, l’impronta scozzese dell’istituzione e la separazione del 1908. Nella lettura proposta dal Gran Maestro, quel passaggio rispondeva all’esigenza di riaffermare la centralità della ricerca iniziatica e della dimensione spirituale del percorso massonico.
Da questa ricostruzione è nata una riflessione sulla funzione dell’Obbedienza: offrire a uomini e donne liberi un cammino di ricerca, approfondimento e crescita interiore. Formazione, consapevolezza e responsabilità individuale sono state indicate come componenti essenziali di tale percorso.
Romoli ha inoltre ricordato le difficoltà che hanno segnato la percezione pubblica della massoneria italiana, tra contrapposizioni ideologiche e incomprensioni. Anche nel riferimento alla vicenda della P2 ha sottolineato l’importanza di distinguere realtà istituzionali ed esperienze diverse, affidando alla ricerca e ai documenti il compito di ricostruire i contesti.
Il dialogo con la Chiesa cattolica
Un altro tema dell’intervento ha riguardato il confronto tra massoneria e religione. Romoli ha ricordato l’incontro tenuto a Milano nel febbraio 2024 tra rappresentanti della Gran Loggia d’Italia ed esponenti del mondo ecclesiastico, dedicato al metodo massonico, alla spiritualità e alla centralità dell’essere umano.
Nel suo racconto, il confronto ha consentito di discutere le rispettive posizioni mantenendo le diverse identità. La disponibilità ad ascoltare e ad approfondire le differenze è stata presentata come condizione per proseguire il dialogo nel rispetto reciproco. Il Gran Maestro ha anche richiamato la prospettiva di una pubblicazione degli atti di quell’incontro.
Un libro per conoscere la storia della Gran Loggia d’Italia
Romoli ha illustrato il progetto editoriale dedicato alla storia della Gran Loggia d’Italia, con una tiratura di 11.000 copie destinate prevalentemente agli appartenenti all’Obbedienza e, per una parte, alle istituzioni. Il volume si inserisce nel lavoro di valorizzazione della memoria, perché la conoscenza del passato contribuisca a comprendere il presente e a orientare le scelte future.
Il programma scientifico del Simposio
I lavori si sono svolti tra l’Archivio di Stato di Cagliari e la Mediateca del Mediterraneo. Le sessioni hanno affrontato la storia della massoneria italiana e spagnola, le reti nel Mediterraneo, la figura di Giuseppe Garibaldi, le rappresentazioni nella stampa e nelle medaglie, la diffusione internazionale della Libera Muratoria e i rapporti tra religiosità e massoneria.
Il contributo del Gran Maestro si è collocato in questo confronto tra ricerca accademica e memoria istituzionale, ribadendo il sostegno allo studio delle fonti e alla circolazione della conoscenza storica.
Resoconto redazionale basato sul testo rielaborato dall’intervento del Gran Maestro Luciano Romoli.
L’intervista integrale a Luciano Romoli
La biblioteca di Palazzo Vitelleschi, la memoria e la storia della Gran Loggia d’Italia sono al centro dell’intervista integrale al Gran Maestro Luciano Romoli, a firma di Massimiliano Cannata.

