Nel numero inaugurale della rivista della Gran Loggia d’Italia, Renzo Canova delineava una concezione della comunicazione massonica fondata sulla libertà della ricerca, sul confronto critico e sul dialogo con la società.
Nel giugno del 1989 prendeva avvio Officinae, la rivista della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. Ad aprire il primo numero era un editoriale di Renzo Canova, dedicato al significato della comunicazione iniziatica e al rapporto tra la Libera Muratoria e la società.
Non si trattava soltanto di presentare una nuova pubblicazione, ma di definirne il carattere e le finalità: offrire uno spazio di analisi, di confronto e di ricerca, senza imporre una linea di pensiero precostituita e senza rinunciare all’originalità della tradizione iniziatica.
A distanza di oltre trentasei anni, riproponiamo integralmente questo documento, che testimonia lo spirito con il quale nacque Officinae e permette di riscoprire le radici del suo progetto culturale.
L’editoriale
di Renzo Canova
Nel dominio dei valori iniziatici la comunicazione ha caratteri del tutto particolari: non solo essa vi privilegia il simbolico, ma nel simbolico stesso riconosce una struttura semantica che è una variabile relativa al livello di gnosi raggiunto dall’adepto.
Da ciò seguono sia la condanna della divulgazione sia la condanna della trasformazione del simbolico in forma discorsiva: difatti, nell’uno come nell’altro caso il sapere iniziatico è presente solo ai suoi livelli minimali, pressoché profani.
Peraltro, pur nel convincimento che là dov’è stato raggiunto un considerevole approccio esistenziale alla iniziazione, là necessariamente è il silenzio e l’incomunicabilità, tuttavia nel momento in cui l’iniziazione medesima «è obbligata» a manifestarsi, dovrà trovare lo strumento adeguato a tale manifestazione, dovrà generare una sua peculiare comunicazione.
In ogni caso dovrà rispondere alle sollecitazioni esteriori, adeguarsi alle domande profane, concedersi ai dubbi della società se presume concretarsi nel «dovere» – cioè nell’operatività – la sua presenza al mondo.
Questa presenza è carattere irrinunciabile della Libera Muratoria, che un tempo si esprimeva nella «costruzione sacra» (quand’era operativa). Oggi si esprime nell’apporto critico e ideativo al patrimonio culturale della società profana (come Libera Massoneria speculativa), e con una visione di tipo ecumenico (e perciò al di là delle distinzione di sesso, di razza, di religione).
Diremmo anzi che questo apporto, critico e ideativo, vale solo in quanto per il suo tramite la società può raggiungere più facilmente quelle aree di libertà nelle quali soltanto può maturare – quasi all’insaputa di tutti e certamente al di là delle rappresentazioni già istituzionalizzate – un vero divenire morale ed intellettuale dell’umanità.
In effetti questo è il significato della «filantropia» massonica: soddisfare il bisogno del «colloquio», non solo in seno all’istituzione ma fra i suoi membri ed il mondo profano.
Va da sé che il colloquio suppone una diversa organizzazione di pensiero ed una dimensione valutativa diverse da quelle profane, una metodologia che scaturisce dall’ARTE REALE, finalità che prevalgono su ogni scopo profano, politico e religioso.
Pertanto è doveroso fin da ora sottolineare questo carattere di assoluta originalità del sapere iniziatico come propedeutico ad un effettivo intervento sulla mentalità, non di tutti i profani, ma di coloro che in qualche modo siano disponibili a tale orientamento.
Ne segue che la comunicazione non può non avere un indirizzo di sollecitazione intellettuale e morale; non dando perciò risposte precise ai quesiti, ma orientando, tramite la critica, ad una ricerca progressiva personale sui fattori impliciti agli avvenimenti che si desidera «spiegarci».
Non solo: a nostro modo di vedere è altrettanto insulso stabilire con uno strumento di comunicazione, che dovrebbe interessare sia l’adepto che il profano, una certa «linea» di pensiero come espressione della Libera Muratoria. Ne verrebbe, ipso facto, una negazione dei principi medesimi della Libera Muratoria.
Viceversa lo sforzo dovrebbe consistere nell’analisi delle singole situazioni emergenti secondo la nostra dottrina, nell’approfondimento del momento critico secondo la nostra metodologia, e, infine, nella instaurazione di una ermeneutica conforme allo spirito iniziatico che è intrinseco alla nostra istituzione.
Dato il carattere iniziatico della Libera Muratoria speculativa (cioè «filosofica») dovremmo tener conto del fatto che fermi restando quei principi, a loro volta rinvianti a più sublime (e indicibile) luogo di verità – ogni proposizione e giudizio riflettono il pensiero dell’unità iniziatica, il momento esistenziale dell’individualità, senza si possa pensare che questo implica responsabilità dell’intera istituzione.
L’istituzione infatti accoglie con gioia tutte le voci veramente genuine, fresche ed innovatrici, ad alcuna facilitando l’accesso alla grande area della riflessione critica e della espressione creativa, purché effettivamente spontanee e creative.
I grandi temi della vita nazionale ed internazionale sono la manifestazione, nel mondo profano, più degli intenti propagandistici e degli orientamenti impositivi dei grandi gruppi di potere che effettiva espressione dell’anima popolare o delle istanze culturali maturate in seno alle élites intellettuali e morali: purtroppo tale è la realtà odierna, che tenta vanificare ogni sogno di superiore ideologia.
Nello sviluppo del criterio cavalleresco che la Libera Muratoria riferisce al movimento templare e del criterio scientifico quale viene ad esprimersi soprattutto nel rosacrucianesimo, è nostra intenzione proporre un tipo di approccio analitico, critico e interpretativo alle grandi questioni del momento che sia puntualmente riferito alla grande tradizione iniziatica universale e primordiale. In quest’ottica peculiare andrebbero visti e rivisti i temi che agitano questa epoca nostra, nella speranza che l’apporto concettuale dei nostri fratelli e degli eventuali collaboratori profani, possa in qualche modo essere un contributo efficace alla soluzione degli immensi problemi che ci stanno davanti.
Non ripetizione di tipo divulgativo degli Arcani che sono a rare convengono; non ripetizione di motivi intellettuali e morali ampiamente presenti nell’ambito della profanità: essi denuncerebbero solo la sudditanza della Libera Muratoria nei confronti di interessi politici, religiosi, economici; non porterebbeo avanti il nobile compito di manifestare i movimenti profondi della società.
Si tratta – ci pare evidente – di gravi questioni, di grandi ambizioni, di eccezionali speranze per l’affermazione di un progetto spirituale, universale ed eterno, che questa pubblicazione dovrebbe mostrare agli adepti, ai profani a tutti coloro che della vita hanno una visione di trascendenza e di «OFFICIUM».

