L’unità d’Italia è una conquista irrinunciabile. Non potrebbe essere altrimenti per chi crede nella fratellanza universale e nello stesso tempo riconosce nella diversità di cultura e tradizioni una ricchezza inestimabile che non può che contribuire alla crescita dell’intera società.
E’ sostanziamente questo il messaggio che è emerso dal convegno di Cosenza “Squadra, compasso e tricolore“, primo degli eventi in programma organizzati dalla Gran Loggia d’Italia in celebrazione del 150° anniversario della costituzione dello Stato Unitario.
E’ stata anche una occasione per ripercorrere senza pregiudizi né esaltazioni, bensì con sguardo obiettivo, un tratto di storia che è stato spesso oggetto di travisamenti, manipolazioni e che ancora oggi non sfugge a processi revisionistici dettati dall’ideologia del momento.
Grazie agli interventi degli illustri relatori, si è potuto evidenziare come il processo risorgimentale non sia stato unicamente governato da interessi politici ed economici delle potenze dell’epoca, ma sia stato anche sostenuto da una volontà popolare, da un desiderio collettivo di una rinascita nazionale all’interno di uno stato unitario, libero e democratico. E la Calabria ne è una prima testimone, con la lunga serie di propri figli che abbracciarono gli ideali risorgimentali e donarono la loro vita per la libertà.
Nomi su lapidi, spesso dimenticati, che la Gran Loggia d’Italia ha voluto onorare, in occasione del convegno, con il deposito di una corona di fiori.
Il Convegno tenutosi a Cosenza, che ha visto una larga partecipazione di pubblico, è stato quindi un importante contributo scientifico non solo allo studio degli eventi, ma anche all’approfondimento degli ideali e delle aspirazioni che mossero quegli uomini all’azione, anche a rischio del supremo sacrificio. Ideali di fratellanza, libertà e democrazia che la Massoneria, oggi come allora, sostiene e difende.
