Franco Franchi riflette sull’identità iniziatica della Gran Loggia d’Italia, sul rapporto tra Ordine e Rito Scozzese Antico ed Accettato e sul dialogo fra le Obbedienze massoniche.
Gran Maestro la Gran Loggia Le ha appena riconfermato la carica per il prossimo triennio, ciò testimonia l’apprezzamento per l’opera svolta fino ad oggi, ma anche l’affetto che i Fratelli della Sua Obbedienza Le portano. Palazzo Vitelleschi pare godere, relativamente e nonostante la contingenza italiana, di una buona salute; è effettivamente così?
E’ così perché in questi anni abbiamo dato una impostazione di tipo squisitamente massonico non discostandoci mai da quelle che sono le direttive del nostro viaggio iniziatico. E’ stato il comportamento delle logge e delle cariche dell’Obbedienza a vari livelli. Insieme a tutti i Fratelli dirigenti (delegati regionali, ispettori provinciali, maestri venerabili) mi sono sforzato di mantenere la nostra Obbedienza sulla grande via iniziatica. Se l’Obbedienza se ne allontanasse, piano piano si manifesterebbe la profanazione del contesto massonico. Guai se nella Massoneria prevalesse l’aspetto profano; perciò i nostri sforzi sono indirizzati a correggere ogni comportamento che sembri andare in questa direzione. Noto purtroppo nel corso dei miei viaggi all’estero che in certe Obbedienze vi è una riduzione della impostazione iniziatica. Questo spinge la nostra Obbedienza ad allargare sempre più un discorso intermassonico, del resto già iniziato. Infatti, in campo europeo sta nascendo il Segretariato Internazionale della Massoneria Adogmatica. Abbiamo preferito quest’ultimo aggettivo a “liberale” perché considerata più politica e meno adatta a rendere la valenza pura che la Massoneria deve avere.
Se osserviamo alcune Obbedienze di grande spessore e livello esse hanno ancora dei tagli di tipo dogmatico e non credo che questo giovi all’immagine generale della Massoneria rendendola facile preda di chi la definisce chiesastica, di chi afferma che essa impone e che lega in senso quasi totalitario. Ritengo che laddove non esistono limiti dogmatici e vere e proprie impostazioni dottrinarie è più facile sostenere che il massone non è nato libero e di buoni costumi ma che è libero e di buoni costumi.
Nel 1962, se ben ricordo, l’allora G.M. Ghinazzi introdusse una importante innovazione, rese compatibili le cariche di Sovrano Gran Commendatore del Rito Scozzese Antico ed Accettato e Gran Maestro dell’Ordine. Esse sono a tutt’oggi coincidenti. Ciò ha semplificato la struttura organizzativa, reso più efficienti i processi decisionali e creato un blocco monolitico con un unico vertice a fronteggiare i periodici attacchi esterni. Ritiene che questa specificità della vostra struttura abbia effettivamente avuto un suo peso, rispetto ad altre Famiglie massoniche italiane, nel garantire la buona salute dell’Ordine?
Devo proprio dire di sì, intanto perché abbiamo abbracciato il Rito Scozzese Antico ed Accettato, il solo da noi seguito, nel quale il progresso iniziatico si svolge dal 1° grado, quello dell’Apprendista, al 33mo. Tuttavia abbiamo mantenuto l’Ordine ed il Rito scissi pur avendo le stesse autorità preposte a sorvegliare, organizzare, dirigere l’Ordine ed il Rito.
Questo, forse, è il nostro grande pregio – lo dico senza falsa modestia- e di questo dobbiamo essere riconoscenti a Ghinazzi. Le poche difficoltà interpretative e di adattamento furono soltanto iniziali come è normale quando avvengono dei cambiamenti. Importantissima fu la rielaborazione dei nostri statuti ed in particolare dell’art. 1 dello statuto del Supremo Consiglio perché definì la questione elettorale. In base all’art. 1 il Supremo Consiglio sceglie al suo interno cinque nomi e li propone all’Ordine. Si badi bene che, essendo il Sovrano Gran Commendatore ed il Gran Maestro, cariche massime rispettivamente dell’Ordine e del Rito, riveste dalla stessa persona, al momento del voto è l’Ordine che gode del privilegio di eleggere, anche se nell’ambito dei cinque nominativi. Definiamo mista, ossia Ordine e Rito, l’Assemblea dove si svolgono queste elezioni. Tuttavia i Gran Maestri Aggiunti dell’Ordine sono eletti dai soli Maestri Venerabili, in realtà, soltanto portavoce delle logge che hanno prima votata tra i cinque nomi.
Ci riteniamo interamente soddisfatti di tale procedura perché realizza l’armonia dell’intera famiglia.
Inoltre, proprio nel corso del mio triennio, abbiamo delimitato il tempo di permanenza in carica per soli tre anni con un solo eventuale rinnovo onde evitare rischi di appiattimento e provocare la vivacità che sempre deriva dai cambiamenti.
Dopo tre anni di attività posso dire di aver fatto semplicemente due cose: aver ascoltato la voce delle logge costantemente e con grande cura – questo mi è stato di forte aiuto – e aver verificato le mie azioni, mese per mese, con il Governo dell’Ordine ed i Gran Maestri Aggiunti. Per cui il Supremo Consiglio ha potuto verificare e prendere atto che l’Obbedienza lavorava nel senso scozzese dal punto di vista iniziatico e con precisione e regolarità per la parte profana.
Lei dirà che sussisteranno pur sempre delle discrepanza e diversità di opinioni. E’ logico quando si rispetta la libertà di pensiero e di opinione. Noi non vogliamo manipolare gli uomini; lo scopo della Massoneria è indurre l’essere umano ad elaborarsi internamente.. Troppo facile tagliare, sgrossare dall’esterno; più complesso è portare ad una formazione interna. Quindi è naturale che talvolta sorgano delle difficoltà ma riusciamo a superarle grazie all’impegno sincero di tutti. Talvolta sono stato severo in certe situazioni, forse sono sembrato duro in certe regioni ma le mie decisioni, sempre portate avanti con il consenso dei fratelli che collaborano più direttamente con me per le loro cariche nell’Istituzione, non sono mai state atto di dominio e d’imperio. Mai. Un Gran Maestro che si sente potente non è un Gran maestro e, più grave ancora, neppure un massone.
Oltre l’attività speculativa delle Logge, quindi massonica nel senso più stretto, quali sono le attività dell’Ordine e dei Fratelli nel sociale?
Portiamo avanti lo studio dei grandi problemi di oggi. Ogni due anni organizziamo “Le Giornate Massoniche Pisane” dove viene discusso un problema che riguarda la Massoneria ed il mondo esterno (leggi, scuole,…); i diritti dell’uomo hanno fatto il tema di un grande convegno a Torino dove l’ampio confronto degli oratori, dal comunista al teologo, ha permesso di concludere che la maniera in cui la Massoneria coltiva i diritti umani è la più completa ed equilibrata perché non ha alcun spirito di parte ma è un frutto sodo e maturo. La Calabria ha organizzato un colloquio su “Autorità e potere a confronto”, studiando grandi figure calabresi come Pitagora, Campanella e lo stesso Saverio Fera, fondatore della nostra Obbedienza, “autorità” morali, scientifiche, filosofiche e culturali nei loro rapporti con il “potere” politico e religioso. Abbiamo istituito il centro di studi esoterici “Cagliostro” a San Leo nelle Marche con lo scopo di riflettere su tutti gli aspetti esoterici della vita umana. uest’anno sarà trattato il tema della religione romana, non per riproporre la leggenda delle divinità ma per ritrovarne il profondo significato spirituale e riscoprire l’aspetto esoterico insito in ogni essere umano di ogni tempo e di ogni età. Naturalmente la cosa importante è che il Centro sia aperto a tutti. Molti altri sono i nostri progetti: un tema sociale sarà trattato in Lombardia per esempio. Di grande rilievo è la Tornata bianca, ovvero aperta anche ai non massoni ed alla presenza di studiosi e uomini politici, che la nostra Obbedienza terrà con il Grande Oriente di Francia il 16 febbraio su novant’anni al servizio dell’umanità. Ricordo che nel 1998 la Gran Loggia d’Italia ha celebrato i novant’anni dei suoi primordi. Il confronto tra il lavoro delle due Obbedienze è di particolare interesse per il contesto storico e sociale nelle quali esse si sono sviluppate, per la continuità di cui ha potuto godere il Grande Oriente di Francia mentre la Massoneria italiana ha subito la parentesi nera del fascismo ed ancora oggi deve affrontare ostacoli politici e sociali. Potremo così riflettere sulla nostra impostazione, la nostra sostanza e contenuti e metterli a confronto con quelle del Grande Oriente di Francia, non per stabilire scale di qualità, è ovvio, ma per comprendere meglio le rispettive storie, vicende ed indirizzi.
Altro incontro previsto “Tradizione Massonica Mediterranea e Tradizione Massonica Atlantica” vuole penetrare le diversità di origini, vie e percorsi iniziatici. Soltanto lo studio e la conoscenza delle diversità consentono l’avvicinamento tra gli uomini, l’attuazione della vera uguaglianza nutrita dalla varietà degli elementi e soprattutto la tolleranza. I convegni e gli incontri organizzati dai massoni non avrebbero significato se non mettessero il sapere e la conoscenza al servizio del miglioramento interiore dell’uomo ed alla realizzazione del contenuto del trinomio esoterico :libertà, uguaglianza e fratellanza.
Quale apertura della sua Obbedienza alla società profana indubbiamente manifesta una esigenza che è peculiare per chi deve muoversi in una realtà particolarmente difficile come quella italiana. Più in generale, come trova oggi la posizione dell’Italia nei confronti della Massoneria e come intende muoversi a questo proposito, oltre questi singoli appuntamenti, e per grandi linee nel triennio del suo mandato?
Un Gran Maestro deve prestare attenzione ai problemi di fondo, valutare gli aspetti politici del suo paese e del mondo perché la Massoneria vive e si sviluppa all’interno di questo paese e di questo mondo. Ignorare ciò che accade sarebbe mera stupidità, isolamento oscurantista, oppure orgoglioso e vuoto senso di superiorità. Un Gran Maestro non soltanto può ma deve anche prendere, con estrema cautela, contatti con gli uomini politici di qualsiasi tendenza, non per dare o no un avallo ma per capire quale sia la loro impostazione nei riguardi della Massoneria per eventualmente intervenire in difesa di questa a livello nazionale o internazionale. Se un Gran Maestro prendesse una posizione politica mancherebbe al rispetto dell’uguaglianza che deve regnare nell’Obbedienza e alla libertà di pensiero di ogni fratello creando una differenziazione ideologica nell’ Istituzione. Talvolta mi si chiede, forse in modo un po’ tendenzioso, se tra i nostri affiliati ci sono uomini politici, rispondo che l’appartenenza alla Massoneria non è basata sull’attività lavorativa, qualunque essa sia purché onesta, inutile dirlo. Chi bussa alla porta del Tempio è un uomo libero e di buoni costumi, niente altro; una professione, una posizione sociale non significano nulla e creare differenze sul piano massonico sarebbe un principio errato ed una vera follia.
Per ciò che riguarda l’altra storica Obbedienza massonica, il Grande Oriente d’Italia, come è il clima odierno? I Fratelli possono liberamente riconoscersi come tali o rischiano scomuniche?
Assolutamente, nessuna scomunica né da parte nostra né da parte loro. Direi anzi che da due anni le condizioni sono cambiate al punto che in centri dove esistono logge piccole delle due Obbedienze, per motivi economici, i Lavori si svolgono nello stesso Tempio, ovviamente in tempi diversi e con minimali differenze simboliche. I nostri rapporti sono buoni ed attendo con ansia la nuova dirigenza per poter riprendere il cammino di un comune lavoro. In un mondo come il nostro l’unione è fondamentale poiché lo scambio di vedute, opinioni, decisioni e proposizioni comuni è estremamente utile. Rapporti validi possono fondarsi solo sul reciproco rispetto ed il non sentirsi mai superiori perché tutti siamo semplicemente uomini che cercano attraverso la metodologia massonica di migliorarsi, di rendere questo mondo più accettabile, di sostenere chi lavorare, di far sorridere i nostri figli, rispettare gli anziani, onorare e servire la Patria.
Lo trovo un bellissimo messaggio per tutti i Fratelli indipendentemente dalla loro Obbedienza.
Nell’Art. 2 dello Statuto dell’Ordine si afferma che la Massoneria “crede nella immortalità dell’anima”. Alcuni importanti massoni però non sarebbero stati d’accordo con tali affermazioni; penso, per esempio, ad un Oswald Wirth come ad un Arturo Reghini. Inoltre, se ciò nel ‘700 non confliggeva con una aspirazione universalistica, oggi, che diverse concenzioni religiose si diffondono in occidente, ad esmpio il Buddhismo che è la quarta religione al mondo, non occorrerebbero una riflessione maggiore su tale tematica. Ciò anche tenendo presente che il vostro legame storico con il Grande Oriente di Francia, la più liberale, adogmatica e laica delle Organizzazioni Massoniche; adogmatica a tal punto che reputò tanto importante che le singole concezioni religiose rimanessero libero dominio della coscienza individuale da affrontare la nota e controversa frattura con la Massoneria anglosassone.
Pur essendo vicini alla Francia da molti punti di vista, noi conserviamo ancora il Libro Sacro; apriamo i Lavori dell’Ordine con l’Evangelista San Giovanni l’Imperfettibile ma c’è una valenza simboliche che esula dai concetti religiosi poiché la Massoneria lascia a ciascuno libertà assoluta di coscienza. Nel nostro statuto non c’è il ” credere nell’immortalità dell’anima” c’è il credere in un Essere Equilibratore e Superiore che può essere interpretato in maniere diverse, da un concetto di Dio come è il Dio di comune accezione a un concetto di Regolatore, quasi fisico, quasi matematico cioè una regolazione universale generata da un quid per il quale tutto viene ben calcolato, ben assolto, ben magnificato, un Amore che guida le cose, come diceva Dante “L’Amor che muove il sole e le altre stelle.” Con la parola Amore termino spesso i miei interventi nelle logge e quando la pronuncio ogni Fratello ed ogni Sorella deve avere la sua visione del Grande Architetto dell’Universo.
Inoltre mi consenta di dirle, ritornando al concetto di adogmatismo, che è molto difficile raggiungere il giusto equilibrio. Bisogna stare infatti molto attenti a non fare dell’adogmatismo stesso un dogma; non esiste un modo migliore o peggiore di limitare la libertà, la limitazione è danno in sé.
Lei porterà la Massoneria italiana e la sua Obbedienza verso il terzo millennio. Quale pensiero vogliamo dedicare alla Massoneria proiettata verso il 2000?
Che non si distacchi mai dai suoi principi, che senta sempre la necessità di rivisitarli, di ripercorrere la sua storia interna ed esterna per proiettare sempre più i suoi principi etici all’esterno e gettare i semi di onestà, rispetto, tolleranza, per educare ad una visione politica del mondo intesa nel senso greco della parola. Quando lascerò il maglietto nel 2001 mi fermerò a fare un bilancio per valutare il mio percorso, molto serenamente, perché aspiro a lasciare aperta la via in cui credo, quella del vivere massonico nella totale libertà, rispetto ed amore verso gli altri. Proprio in questa ottica di rispetto dell’intero genere umano, nella concezione che la nostra Obbedienza ha di una totale uguaglianza e di universalità iniziamo le donne. Il nostro riconoscimento alla donna è ben diverso da quello garantito dalle leggi, deriva dall’osservazione dell’universo: cosa sarebbe questo senza una metà del cielo ? cosa sarebbe il Sole senza la Luna che essa si chiami Donna Fugata, Proserpina o Selene ? Senza la sua luce riflessa quella del sole finirebbe nelle tenebre.
Le donne nella vostra Obbedienza non hanno un ruolo certamente ornamentale, bensì occupano i più alti livelli della gerarchia.
Certo. Sono Maestri Venerabili, Presidenti delle Camere Superiori, Ispettori ma soprattutto sono massoni.
La Massoneria allora è moderna?
Si. Almeno la nostra, direi proprio di si.
Grazie Gran Maestro e buon lavoro.
