Cinquant’anni fa vide la luce il primo nucleo dell’Europa moderna la cui idea era stata concepita, il 9 maggio 1950, da una necessità puramente economica. Oltre le cifre, i conti, le industrie ci chiediamo che cosa sia l’Europa e come possa interessare la Massoneria che non si occupa né di politica né di economia e dovrebbe avere una visione cosmopolita ed universale.
La risposta alla prima domanda non è facile perché può essere di natura geografica, storica, culturale, linguistica, politica e … ma il fenomeno che colpisce nella storia della formazione europea è l’aspirazione a sviluppare qualcosa che abbia una sostanza diversa dalla sola struttura geografica.
Montesquieu (Lo spirito delle leggi 21,21) affermava la centralità dell’Europa e scriveva “L’Europa è giunta ad un tale grado di potere che non esiste nulla nella storia che possa esserle paragonato”. Aggiungeva che si doveva andare oltre l’espressione generica “Europa”, vedere quale fosse il suo centro dinamico e quando questo entrava in decadenza bisognava sostituirlo con un altro. Voltaire (Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni, e, Secolo di Luigi XIV) e Rousseau (Considerazioni sul governo di Polonia) evidenziano l’unità dell’Europa anche se ne danno una valutazione diversa e contrastante. Nel 1987 Gorbaciov (Perestrojka) esponeva un concetto molto vicino affermando “L’Europa è veramente una casa comune, dove la geografia e la storia hanno strettamente intrecciato i destini di dozzine di paesi e nazioni. Naturalmente ognuno ha i suoi problemi, ognuno vuole vivere la sua vita e seguire le sue tradizioni… Tuttavia, soltanto insieme, collettivamente, seguendo le norme sensate della coesistenza, gli europei possono salvare la loro casa, proteggerla da una conflagrazione e da altre calamità, renderla più sicura, migliorarla e mantenerla in ordine…”. Ed ancora “L’Europa dall’Atlantico agli Urali, è un’eredità storico-culturale unita dalla comune eredità del Rinascimento e dell’Illuminismo, dei grandi insegnamenti filosofici e sociali dei secoli XIX° e XX°”.
Oggi sotto molti aspetti la “casa” è stata realizzata e si continua a rafforzarla e migliorarla. Gli ostacoli incontrati nella costruzione derivano dalle profonde diversità interne, da superare, certamente, ma, nello stesso tempo, da mantenere poiché consistono nei patrimoni culturali, linguistici, tradizionali, etnici, religiosi dei vari popoli la cui unità non avrebbe alcun valore se il prezzo per raggiungerla fosse la scomparsa delle personalità e delle ricchezze individuali, di fatto le pietre di sostegno della “casa” Europa. Allora, aldilà delle unificazioni politiche, economiche, aldilà delle frontiere, della moneta e delle istituzioni comuni, cos’è l’Europa? Un’immagine mi si presenta immediata, quella di una cattedrale. Un po’ retorico? Non credo se la intendiamo ed interpretiamo come massoni ovvero una costruzione solida, equilibrata, elegante nella quale ogni artigiano compie un suo lavoro individuale partecipando però all’edificazione di un insieme che da terra si slancia verso il cielo, che diffonde un messaggio di fatica e travaglio ma anche di bellezza, volontà e spiritualità comuni dove l’opera di ciascuno si ritrova armoniosamente intrecciata a quella degli altri. E’ una costruzione destinata a durare nel tempo come il messaggio che diffonde.
Questo è l’Europa: un amalgama di personalità ed identità da rafforzare facendole vivere all’unisono.
Non sono stati pochi gli uomini politici che hanno auspicato un’Europa non più divisa e dilaniata tra due superpotenze ma come uno dei poli, uno degli interlocutori della nostra epoca. Questa conquista, tuttavia, non deve essere raggiunta con l’annientamento di ciò che per ciascuno rappresenta l’essenza vitale. In questo senso posso individuare un primo dovere dei massoni, realizzare a livello europeo quanto si sforzano di acquisire nella Famiglia: l’uguaglianza nel rispetto delle individualità. Lo spirito europeo dovrebbe potersi identificare con un albero simbolico il cui tronco sarebbe l’unità e i rami, la varietà. All’Europa, non ancora conscia della necessità del tronco e perciò più incline all’unione fisica che morale l’insegnamento massonico potrebbe essere un prezioso strumento di armonizzazione.
Chiediamoci, a questo punto, se ci sia un contrasto tra il senso universalista della Massoneria e l’Europa che è una dimensione limitata.
Siamo tutti pienamente consapevoli che l’attività simbolica del massone trova la sua completezza nella proiezione nella società profana ed anche se si pensa che gli uomini siano in qualche modo più vicini grazie all’agilità dei mezzi di comunicazione ci si accorge che il superamento riguarda soltanto la distanza fisica e che nella realtà l’isolamento è sempre più accentuato ed il disagio provocato dall’infinità di problematiche della nostra epoca accentua l’isolamento e la solitudine. Il lavoro del massone è capillare, non si esplica direttamente su vasta scala e sarebbe pura utopia pensarlo a livello universale. Poiché considero che il compito precipuo della Massoneria sia quello della formazione e dell’educazione sarebbe più razionale pensare a dei massoni europei che facessero un primo passo insieme sul loro continente per poi unire i loro sforzi con quelli degli altri. Se i nervi non avessero sensibilità, il cervello non funzionerebbe. Nella nuova Europa i massoni dovrebbero volere la fondazione di strutture educative e formative che siano realmente senza frontiere, scuole a tutti i livelli, organismi ed istituzioni capaci di formare l’uomo, l’uomo laico, consapevole che la conoscenza deve svilupparsi secondo il processo iniziatico con l’ausilio di tutte le risorse possibili senza limitazione alcuna né preconcetti. Noi, massoni, che crediamo nella libertà e, lo ripeto, nell’uguaglianza nel rispetto individuale, siamo fermamente convinti che il loro avvento passi attraverso la formazione e l’istruzione in ogni tipo di disciplina ed uno studio fondato su di un substrato etico che le istituzioni tradizionali preposte all’educazione certamente non hanno. Valore fondante dell’Europa è l’uomo, la sua centralità e quindi la sua formazione: dalla paideia greca alla humanitas latina, alle arti liberali e gli studia humanitatis, all’illuminismo e l’umanesimo moderno si è sviluppata la volontà di coscienza che Malraux considera il primo valore europeo. Questo indirizzo educativo, che si avvale dell’etica, è il solo a consentire il raggiungimento dell’uguaglianza nell’individualismo poiché riscopre nell’uomo quei valori che sono comuni, per tradizione e storia, ai paesi europei come il rispetto dei diritti umani, le responsabilità civili, l’apertura al resto del mondo, esaltazione della creatività e dell’intelligenza individuali, curiosità e desiderio di conoscere. Sono i segni “caratteristici” dell’uomo europeo che spiegano anche la posizione unica raggiunta nella storia del pensiero umano.
E’ vero che la società europea soffre dei mali del mondo moderno in generale, dei problemi che derivano dallo sviluppo e dal progresso ma gode del privilegio di avere nel suo passato e nei suoi caratteri una fonte di rimedi. Il massone, figlio del libero pensiero e del pensiero libero, potrebbe essere, e deve esserlo, l’iniziatore e l’artefice di un rinnovamento etico della società europea e può aiutarla a ritrovare i suoi valori fondanti. La Massoneria, infatti, consente un tipo di formazione particolare, totale che unisce l’esperienza pratica e quotidiana ai valori iniziatici, che rende l’uomo capace di meditazione e di analisi interiore spingendolo nel contempo a trasferire nel mondo profano il bene conquistato dal lavoro su se stesso. La presenza di massoni in tutte, o quasi le attività professionali, è un mezzo per affermare la metodologia massonica in modo sistematico e rivestire ogni categoria di lavoro di un etica particolare basata sul trinomio e soprattutto sulla completa e assoluta libertà individuale e sociale, sul rispetto della dignità umana che vuol dire rispetto dell’essere e degli esseri umani ma anche della natura, dell’ambiente, delle risorse, degli spazi ed anche degli edifici.
Il massone compie il suo dovere politico e sociale se diventa naturalmente un punto di riferimento e di appoggio morale, se è cittadino rispettoso dei principi individuali, sociali ed universali, capace di esercitare e rinnovare nell’uomo i contenuti umani, base dei principi che devono governare l’Europa ed il mondo ovvero la sovranità popolare, le libere elezioni, la pluralità dei partiti, la divisione dei poteri, il sostegno dei diritti umani. Questa impostazione nella formazione dell’uomo porta al raggiungimento di una solida Europa dei popoli di tradizione illuminista già sostenuta in Italia in epoca risorgimentale da Mazzini e Cattaneo, più recentemente da Einaudi che scrive “Soltanto facendoci (noi europei) portatori nel mondo della necessità di sostituire alla spada di Satana la spada di Dio(ovvero dell’idea della dominazione con la forza brutale a quella eterna della cooperazione volontaria per il bene comune) potremo riconquistare la supremazia perduta. Non si tratta di una supremazia economica. Parlo di una supremazia che, all’epoca feconda del Risorgimento si manifestava nella difesa delle idee di fratellanza, cooperazione, libertà… Se non siamo capaci di farci portatori di un ideale umano e moderno, il nostro continente sarà vuoto… Noi dobbiamo portare la “buona novella” che consiste nell’idea di libertà contro l’intolleranza, della cooperazione contro la forza bruta… Il nemico numero uno della civilizzazione, della prosperità, della vita stessa dei popoli è il mito della sovranità degli Stati”.
L’applicazione di tale principio potrebbe aiutare al superamento della grande crisi europea che proviene dalle migrazioni e i conseguenti sconvolgimenti, dai tentativi di unificazioni forzate che la crisi attuale nei Balcani dimostra foriera di frammentazione, della volontà dei separatismi per mantenere identità che si è cercato di soffocare o di ignorare, il ritorno ai regimi forti di estrema destra forse spiegabili con il desiderio di ritrovare un ordine illusorio dopo lo sfacelo dei regimi comunisti, la difficoltà economica mascherata da ideali nazionali.
L’Europa dei popoli è quella in cui ciascuno sente di appartenere ad una tradizione di civilizzazione e cultura dalle comuni radici; la metodologia e la forma di pensiero date dalla Massoneria possono fare molto per appianare una crisi europea che riguarda l’uomo il quale non ha più fede nell’uomo, ormai dominato dalla tecnica e la scienza e, soprattutto dall’indifferenza, incapace di essere padrone in un mondo dove la materia tenta, con sempre maggiore successo, la vittoria sullo spirito. E l’Europeo forgiato dall’opposto risente di questa crisi intellettuale che è la più sottile malattia (Valery) e che con la diffusione dei suoi ideali la Massoneria può aiutare a combattere.
Roberta Galli
