In questi giorni stiamo assistendo a una deriva ideologica che riteniamo inquietante.
Le dichiarazioni di Pierluigi Castagnetti, apparse sulla stampa il 31 maggio, hanno scatenato un dibattito interno al Partito Democratico che discrimina in maniera evidente la massoneria e gli iscritti a tale organizzazione. Ultimo di questi episodi discriminatori contro un’organizzazione che di illecito o incompatibile con la vita sociale e politica non ha assolutamente nulla, è stato l’aut-aut posto all’ assessore Guido Maria Destri del Comune di Scarlino, di lasciare la massoneria o di dimettersi dall’incarico in giunta.
La Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori – Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi – prende atto della posizione assunta dal PD, che insiste sull’incompatibilità dell’aderenza al partito con l’iscrizione alla massoneria, ma non può non rilevare come questa non si possa certo definire “democratica”. Già in tempi passati abbiamo visto portare avanti dai regimi totalitari “una caccia alle streghe” contro la massoneria.
Nel 1914 i massoni vennero espulsi dal Partito socialista e nel 1923 dal partito Nazionale Fascista per volontà di Benito Mussolini. Nel 1922 la Terza Internazionale di Mosca e, sulla sua scia, tutti i partiti comunisti dichiararono guerra alla massoneria e ne annientarono gli affiliati. Altrettanto fece Hitler. Oggi però Hitler, Lenin e Stalin e gli inventori del complotto demo-pluto-giudaico-massonico, rinverdito da dichiarazioni improvvide, non sono considerati campioni di libertà. Ancora, per chi appartiene ad una cultura di ispirazione “catto-comunista”, il massone rimane “il nemico”.
L’accusa che il PD muove alla massoneria è il vincolo di segretezza al quale sono tenuti i suoi aderenti.
In realtà la massoneria, come tutte le associazioni, ha forme di riservatezza e non di segretezza; riservatezza che, se ci riferiamo al Codice Etico del PD, “non pone in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni“. I massoni infatti, al momento dell’ammissione, si obbligano al rispetto delle leggi dello Stato e di essere onesti cittadini: un massone che assume un incarico pubblico ha quindi come primo obbligo e dovere l’eseguire correttamente il suo ufficio e curare l’interesse della comunità, non il suo in particolare o quello dei suoi Fratelli.
Inoltre, come riconosciuto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, le cui decisioni anche il PD dovrebbe rispettare, l’adesione alla massoneria, ai suoi principi filosofici ed etici è un diritto dell’individuo ed appartiene alla sua sfera privata, tutelata dalla Costituzione e su cui nessuno può indagare o questionare.
In ogni caso, al di là dei codici etici di associazioni private e semipubbliche, il punto è se le organizzazioni massoniche contrastino o meno con i Codici dello Stato. Chi può provarlo, lo documenti. Se non lo si può provare, si finisca con l’invenzione artificiosa di fantasmi quali capri espiatori per distrarre dai problemi veri.
Oppure abbandoni l’etichetta di “democratico”, chi mostra di avere nel suo DNA politico un seme di intolleranza e conserva ancora tentazioni liberticide.
