Riconoscimento al rigore storiografico e alla verità documentata
Nel cuore simbolico della storia italiana, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, Firenze ha celebrato nuovamente il valore della ricerca storica fondata sui documenti, sul metodo e sull’onestà intellettuale.
Il 7 dicembre 2025, nell’ambito del Premio Firenze 2025 – XLII Edizione, il Centro Culturale Firenze–Europa “Mario Conti” ha conferito il prestigioso Fiorino d’Oro – Sezione C, Saggistica edita al professor Fulvio Conti, riconosciuto storico di rilievo nazionale.
Un’opera di riferimento: Massoneria e Fascismo. Dalla Grande Guerra alla messa al bando delle logge
Il volume premiato, risultato di anni di indagine rigorosa, affronta uno dei temi più complessi e fraintesi della storia italiana: il rapporto tra la Massoneria e il regime fascista.
La Giuria ha sottolineato come l’opera si distingua per:
- rigore scientifico, capace di disinnescare luoghi comuni e semplificazioni;
- ricostruzione equilibrata e non ideologica dei rapporti tra Massoneria e regime;
- alto valore storiografico, che colma un vuoto significativo e contribuisce a una lettura finalmente documentata della vicenda.
Si tratta di un lavoro che supera miti, narrazioni distorte e letture pregiudiziali, offrendo finalmente una ricostruzione storica seria, fondata su fonti e documenti.
Il valore della vera cultura: metodo, competenza, equilibrio
Questo riconoscimento dimostra, ancora una volta, che quando a trattare temi complessi sono studiosi autentici, dotati di metodo e competenza, la storia riacquista chiarezza e profondità.
La ricerca di Fulvio Conti rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per chi desidera comprendere questo capitolo delicato della storia nazionale senza distorsioni.
Il plauso della Gran Loggia d’Italia
La Gran Loggia d’Italia rivolge al professor Fulvio Conti i più sinceri e rispettosi complimenti per questo traguardo di altissimo prestigio, che onora il lavoro scientifico e contribuisce alla diffusione di una cultura fondata sulla verità, sul rigore e sull’equilibrio.
La cultura autentica — libera da pregiudizi e costruita sulla solidità del metodo — trova sempre il suo giusto riconoscimento.



