Il giorno di San Giovanni Battista, quando la natura ha raggiunto il massimo splendore e le erbe sono cariche di una particolare energia benefica, è anche la data dell’ingresso al mondo profano di Franco Franchi, divenuto poi illustre clinico e grande Massone. Ricorre, quest’anno, il centenario della nascita ed ancor oggi la sua eredità risuona più forte che mai. L’essenza della Massoneria risiede nella fedeltà a sé stessa ed ai suoi principi più puri. Ed oggi, vogliamo ricordarlo ancora vivo con i suoi insegnamenti nello scolpire la nostra pietra. In questo momento, la vera percezione degli insegnamenti non deve vacillare. Le istituzioni umane possono mostrare fragilità e miserie, ma il Metodo e la Tradizione restano intatti.

Lo scorso 24 giugno, giorno dedicato a San Giovanni Battista e data profondamente legata alla tradizione massonica, sono ricorsi i cento anni dalla nascita del nostro Gran Maestro Franco Franchi, illustre clinico, docente universitario e grande Massone.
Secondo un’antica tradizione, nel giorno di San Giovanni Battista la natura raggiunge il suo massimo splendore e le erbe si caricano di una speciale energia benefica. Proprio in questa data simbolica, il 24 giugno 1926, nacque Franco Franchi, figura che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la Gran Loggia d’Italia.
A cento anni dalla sua nascita, la sua eredità risuona più forte che mai. Franco Franchi guidò la Gran Loggia d’Italia dal 1995 al 2001, offrendo un contributo prezioso alla vita dell’Istituzione e alla formazione di intere generazioni di Fratelli.
La sua esperienza umana, professionale e iniziatica fu caratterizzata da profondo rigore morale, autentica tensione verso la conoscenza e costante fedeltà ai valori della Libera Muratoria.
L’essenza della Massoneria risiede nella capacità di rimanere fedele a se stessa e ai propri principi più puri: la ricerca della verità, il perfezionamento interiore, la libertà di pensiero, la tolleranza e il rispetto della dignità umana.
Ricordare Franco Franchi significa non soltanto rendere omaggio a una grande personalità del passato, ma mantenerne vivi gli insegnamenti. Il suo esempio continua ad accompagnarci nel quotidiano lavoro di edificazione interiore, invitandoci a scolpire la nostra pietra, a correggere le imperfezioni e a cercare, giorno dopo giorno, di migliorarci.
Il ricordo di un Maestro non appartiene soltanto alla memoria. Vive nelle opere, nei gesti, nelle parole trasmesse e nel cammino di coloro che ne raccolgono l’eredità.
In occasione di questo anniversario, pubblichiamo anche l’articolo apparso su “Il Tirreno”, edizione di Pisa, lo scorso 24 giugno, dedicato alla figura e all’opera di Franco Franchi.
A Franco Franchi va il pensiero riconoscente e commosso della Gran Loggia d’Italia degli A∴L∴A∴M∴.



