
La Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. ha celebrato, nella Capitale, il Solstizio d’estate. Un momento forte, per i significati culturali e simbolici che porta con se e che sollecita le coscienze a compiere un esercizio di profonda introspezione. “Non è soltanto il giorno in cui la luce raggiunge il suo apice – ha detto il Gran Maestro Luciano Romoli all’immensa platea che ha presenziato all’evento – il Solstizio rappresenta infatti, per ogni Libero Muratore, una soglia interiore, un tempo di riflessione, di consapevolezza e di rinnovamento spirituale. Il nostro impegno è volto a far maturare le coscienze di uomini liberi, capaci di esprimere il pensiero critico. Servono ponti tra culture, serve la ripresa di un dialogo vero che possa valorizzare le differenze in un mondo diviso, preda di guerre e conflitti”.

Diversi gli appuntamenti che hanno movimentato il giorno più lungo dell’anno. Nella mattinata è stata inaugurata la biblioteca nella splendida sede di Palazzo Vitelleschi nel cuore di Roma. “Un giacimento unico in Italia – ha spiegato Emanuela Locci, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Torino, curatrice e responsabile scientifica della biblioteca – ricco di preziosi documenti, libri matricola scritti a mano, oltre che di pubblicazioni e riviste di pregio. Sono circa 1400 i volumi sulla storia della massoneria che presentano tutti un notevole livello qualitativo, 900 annualità di riviste specialistiche, che si inseriscono nella cornice di un archivio di rara bellezza”.
Una vera e propria chicca aperta a ricercatori e studiosi di tutto il mondo. “Un patrimonio inestimabile di volumi e documenti – precisa Alessandra Lepri (Gran Bibliotecaria della G.L.D.I.) – che vogliamo mettere a disposizione, al fine di approfondire la conoscenza della storia della libera muratoria e di far apprezzare al più vasto pubblico il contributo che la libera muratoria ha dato alla costruzione dello stato e delle libertà democratiche di cui godiamo. Degna di nota credo sia l’opera di restauro delle opere più antiche. Un lavoro di grande cesello, che ci ha permesso di rendere leggibile, non-solo alla comunità scientifica, il pezzo importane di una storia che è patrimonio universale della Repubblica”.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata nella vasta area di Parco de’ Medici (Sheraton Hotel), dove i partecipanti hanno potuto “seguire” la suggestiva parabola del sole al tramonto. “La Tradizione – riprende l’analisi del Gran Maestro – ci insegna che quando il sole sembra trionfare nel cielo, in realtà inizia lentamente il suo cammino discendente. È un insegnamento antico e prezioso: ogni vetta contiene già il seme della trasformazione, ogni conquista porta con sé il dovere della vigilanza, dell’umiltà e della responsabilità. Il Solstizio non celebra soltanto la luce esteriore, ma soprattutto quella interiore. Celebra la capacità dell’uomo di elevarsi sopra le passioni più basse, sopra le divisioni, sopra le paure del nostro tempo. Celebra il lavoro silenzioso che ogni iniziato compie dentro sé stesso, nel tentativo di trasformare la pietra grezza in pietra levigata”. Solo osservando il tessuto profondo dei fenomeni si può ridare valore al “tempo lento” che fa da contraltare alla convulsa frenesia che la società del web vorrebbe imporci.
Al culmine della giornata ancora il libro protagonista, oggetto privilegiato della luce solstiziale, prodotto del pensiero, testimonianza letteraria di esperienza e di memoria, quella che dobbiamo saper custodire e ritessere, per non rimanere schiacciati sul presente. Il Gran Maestro, Luciano Romoli, facendosi interprete del bisogno diffuso di conoscenza, ha ricordato i tratti distintivi del metodo massonico che si fonda sulla libera ricerca, sul pensiero critico. “Ho voluto scrivere il libro che ho consegnato a tutti i fratelli dedicando a tutti quella che considero un’opera aperta, guidata dallo spirito, che va oltre la cronaca, perché racconta il percorso di un’anima. Ho raccolto le voci, le intuizioni, le battaglie morali e civili di donne e uomini che, nel corso del tempo, hanno contribuito a edificare questa grande Comunione iniziatica. La storia di una Obbedienza massonica non è fatta soltanto di date, documenti o nomi illustri. È fatta di ideali, di coraggio, di fedeltà ai principi di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza e dignità umana. Fatta di uomini che, spesso nel silenzio e talvolta nell’incomprensione, hanno difeso il diritto al pensiero libero, alla tolleranza, alla ricerca spirituale”.
Pagine importanti, quelle concepite da Romoli, dense di quelle riflessioni e di quei valori, che ogni istituzione dovrebbe sempre tenere vivi, per non smarrire l’orientamento e la missione. “Veniamo da lontano. Attraversiamo secoli di trasformazioni sociali, culturali e politiche. Abbiamo conosciuto – ha concluso Romoli – persecuzioni, diffamazioni, incomprensioni. Siamo ancora qui. Non per ostinazione, ma perché esiste ancora, nel cuore dell’uomo contemporaneo, un bisogno autentico di spiritualità, di fratellanza e di verità.
Con questo spirito, con questa consapevolezza e con questa speranza, vogliamo continuare il nostro cammino”.
