Il lavoro è dignità, è crescita individuale, armonizza le diseguaglianze, promuove il talento e l’intelligenza. È questa una delle sfide che la contemporaneità deve affrontare e vincere per scandire un autentico progresso che sia sviluppo della civiltà
L’Officina Massonica si fonda sulla centralità del lavoro, inteso come valore condiviso. La comunità si rafforza attraverso le attività produttive, generatrici di legami positivi, di dialogo, di confronto. Con il lavoro si sviluppano sapere, competenze, professionalità, che non hanno confini, perché frutto di impresa collettiva, capace di connettere mente, cuore, logica, immaginazione. Nella visione della libera muratoria la produttività non può coincidere con l’alienazione, perché l’individuo che mette alla prova il suo ingegno non perde nulla di sé stesso, piuttosto rafforza il suo essere nel mondo, la sua voglia di andare oltre, alimentando il desiderio di camminare lungo i sentieri che portano all’innovazione. Il lavoro andrebbe sempre associato a termini come dignità, inclusione, apertura, universalità, qualità, benessere esistenziale, non solo economia.
La Costituzione italiana lo sancisce in maniera inequivocabile, prevedendo un impegno per la “tutela del lavoro in tutte le sue forme e applicazioni”. Passaggio decisivo, questo, oltre che straordinariamente attuale, se si considera il peso che viene esercitato dal fattore tecnologico, entrato ormai in maniera decisiva nei cicli produttivi. Non esiste solo la dimensione salariale e contrattuale, pure decisive e importanti, fondamentale è anche l’esigenza di ripensare spazi adeguati e sicuri, a dimensione umana, entro cui è possibile per ogni individuo riuscire a dare un apporto personale al progetto comune. È, dunque, doveroso impegnarsi a rafforzare la funzione sociale dell’impresa, in cui innovazione e produttività possono conciliarsi con la frontiera mobile del diritto, che si evolve lungo il cammino in divenire della storia.
Coltivare la libertà e la crescita individuale attraverso il lavoro come espressione del patrimonio valoriale di cui la Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. è portatrice fin dalla sua origine, guardando al futuro con consapevolezza per il sano sviluppo della nostra “comunità di destino”.
Luciano Romoli
Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia

