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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

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Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

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Una ipotesi ricostruttiva della Tradizione

Antonio Binni · 8 Maggio 2026

Il Gran Maestro Onorario della Gran Loggia d’Italia Antonio Binni analizza una parola centrale della nostra cultura: la Tradizione, intesa come realtà vivente di ciò che è stato e come eredità di valori trasmessi tra le generazioni in un’ininterrotta continuità. Nel contributo pubblicato su Officinæ n. 5 (febbraio 2026), sottolinea come tale processo sia spesso il risultato di conflitti sociali anche aspri. La Tradizione appare così come una realtà viva e stabile in un mondo che cambia: si fa storia, si rinnova nel tempo e resta autentica solo nella misura in cui sa divenire.

La Tradizione è la realtà vivente di ciò che è stato: il grado di civiltà che una generazione lascia in eredità a quella successiva in un’ideale ininterrotta catena che crea valori, che tali diventano tuttavia solo una volta condivisi. Il che avviene peraltro soltanto dopo scontri sociali accesi, talora, perfino eroici. I punti di unione e di riferimento infatti non esistono in natura per essere invece unicamente il prodotto dell’agire degli uomini che, con le loro lotte consumate nella inesorabile successione dei giorni, scrivono la Storia.

Il contenuto della Tradizione trasmesso – e consegnato in forma diretta, questa l’essenza del tradere – dal XX secolo alla generazione successiva si è essenzialmente risolto nella più estesa diffusione dei diritti universali e inalienabili di ogni persona umana riconosciuti pre e super statuali. In questa lunga difficile impresa realizzativa la Libera Muratoria ha fatto la sua parte educando alla ricerca di quella verità che è comune a tutti gli uomini in quanto tutti figli dell’unico cielo. Non omettendo però di sottolineare che questa Tradizione – figlia del pensiero greco; del diritto romano e della dottrina cattolica – era già gravida di una rivendicata supremazia del sapere scientifico oltre che della sua pretesa a essere perfino riconosciuta come l’unico autentico sapere indagando la scienza l’aspetto quantitativo e materiale del reale. Con l’ulteriore osservazione critica, tuttavia, che l’ignorare la prospettiva trascendente – cioè la questione di senso; del dover essere (etica); della libertà – espone al grave rischio reale di degradare l’uomo a una macchina. Anche se, intenzionalmente soltanto, …pensante! Questa, in estrema e azzardata sintesi, la Tradizione vista e considerata dall’omnicomprensivo profilo fenomenologico. Dunque pure da un’ottica massonica che ravvisa poi il profondo significato della Tradizione particolarmente nella ritualità celebrata nella comunità della Loggia.

Come ognuno intende, il problema più delicato e complesso si incentra tuttavia su altro, più precisamente su come la Tradizione debba essere pensata posto che, già all’evidenza, non può essere intesa come nostalgia del passato, né sterile ripetizione di parole e gesti, né culto del tempo perduto. Dall’angolo prospettico prescelto per delineare la linea di pensiero perseguita, la Tradizione deve essere allora intesa come la pietra angolare che incardina valori umani universali. Intrinsecamente coerente, realtà viva e stabile, ma in un mondo che cambia. La Tradizione si fa dunque essenzialmente Storia, fatto che si immerge nella Storia, fenomeno dunque sempre nuovo, pur restando antico. Pensare correttamente la Tradizione significa pertanto riconoscere che la Tradizione è vera e autentica solo nella misura in cui diviene. La fedeltà alla Tradizione deve dunque essere una fedeltà creatrice, che non venera le ceneri, ma opera, con grande energia spirituale, affinché la fiamma non si spenga. In estrema sintesi. Una corretta concezione della Tradizione la propone – e la configura – come duttile e dinamica tale da permettere all’uomo del presente di crescere e di svilupparsi appieno nel tempo in cui vive in vista di un futuro accresciuto di nuovi apporti del presente. Fossero anche soltanto nuove interpretazioni del passato.

Come ovvio, tutto quello che si è argomentato per la Tradizione in generale – compresa nel suo senso positivo che apre alla verità – vale naturalmente per la Tradizione Massonica che, come è opportuno ricordare, secondo l’insegnamento latomistico, è unica, primordiale, iperborea. Unica, perché manifestatasi all’inizio in una sola, unica, modalità. Con la conseguenza che le molteplici tradizioni massoniche esistenti originano tutte da quella unica fonte e, intanto, sono ortodosse, in quanto testimoniano dell’unica Tradizione che trasmettono secondo altre forme. Primordiale, perché fu la prima a manifestarsi. Iperborea, perché la sua origine si colloca al Nord, laddove dura più nel tempo lo splendore della luce, regno di Apollo.

Antonio Binni
Gran Maestro Onorario della Gran Loggia d’Italia

Il numero 5 di Officinae è disponibile per la lettura online a questo indirizzo: https://www.granloggia.it/officinae-2025-nr-5/

Pubblicato in: Theorein
Tags: crescita spirituale, dinamismo della tradizione, Diritti universali, Etica, filosofia della tradizione, interpretazione del passato, libertà, memoria e futuro, ritualità, scienza e critica del positivismo, storia e civiltà, Tradizione, Trascendenza, valori universali, Verità

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Attraverso contributi che intrecciano storia, filosofia, tradizione, arte e attualità, il numero esplora il rapporto tra memoria e identità, tra passato e futuro, tra conservazione e innovazione. Un invito a riscoprire il valore del ricordare e a custodire quella conoscenza che rende possibile la costruzione del domani.

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