
Nell’affollato panorama della letteratura italiana del Novecento, emergono figure come scintille di luce nella notte. Alfonso Gatto, poeta salernitano dalle sfumature ermetiche e oniriche, si staglia come uno dei più enigmatici e affascinanti interpreti della parola poetica.
Nato il 17 luglio 1909 a Salerno, in una terra baciata dal sole e lambita dal mare, Gatto ha trascorso la sua vita in un incessante dialogo con l’oscurità e la luce, il sogno e la realtà. La sua poesia è un labirinto di simboli, un viaggio attraverso l’inconscio e la coscienza, dove ogni versetto è una porta verso mondi nascosti e misteriosi. Gatto, pur mantenendo radici salde nella tradizione letteraria italiana, ha saputo plasmare la sua voce in modo unico e personale.
La sua scrittura è permeata da un senso di enigma e meraviglia, in cui le parole si trasformano in immagini sognanti e visionarie. Con La forza degli occhi (1946) Gatto raggiunge l’apice della sua espressione poetica. In questo volume, il poeta esplora le profondità dell’anima umana, sondando le emozioni più oscure e i desideri più reconditi. Attraverso una prosa incantata e lirica, egli ci conduce in un viaggio attraverso l’abisso dell’esistenza umana, illuminando le zone d’ombra con la sua lucida visione. La poetica di Alfonso Gatto è caratterizzata da una tensione costante tra luce e oscurità, sogno e realtà, che riflette la complessità e l’ambiguità dell’esperienza umana.
Le sue parole sono come specchi che riflettono i misteri dell’anima, invitandoci a esplorare i recessi più remoti della nostra coscienza. È importante precisare che Alfonso Gatto non era un massone noto, ma ci sono connessioni tematiche e simboliche che possono essere analizzate in modo comparativo. Nel suo universo poetico, infatti, la morte e la luna emergono come due temi ricorrenti, intrecciati in una danza misteriosa e affascinante tra luce e ombra, vita e fine. La luna, simbolo di trasformazione e mistero, si staglia come un testimone silenzioso di ogni destino umano, mentre la morte, osservata con uno sguardo carico di poesia, diventa il confine ultimo tra l’essere e il non essere.
In molti dei suoi versi, Gatto esplora la dualità tra la luce lunare e l’oscurità della morte, offrendo al lettore un’esperienza emotiva e spirituale profonda. Versi e dipinti spesso sono stati considerate ermetici, cioè caratterizzati da un linguaggio simbolico e ricco di significati nascosti proprio come anche in certe correnti esoteriche. La poesia ermetica riflette un’idea, la vera comprensione richiede un impegno profondo e una mente aperta. Attraverso l’esperienza estetica e intellettuale della poesia, il lettore può essere guidato verso una nuova consapevolezza della propria natura e del mondo circostante. La Simbologia del mare è ricorrente nella poesia di Gatto e può essere interpretato in chiave esoterica come rappresentazione dell’inconscio collettivo, dell’infinito e della trasformazione interiore.
Nella tradizione massonica, l’acqua è un simbolo di purificazione e rinascita spirituale. Gatto affronta il tema della morte in modo profondo e simbolico suggerendo una prospettiva di trasformazione e rinascita che richiama alcuni concetti massonici di rigenerazione spirituale e non si configura così come limite estremo dell’esistenza. Gatto spesso utilizza immagini notturne. La notte rappresenta il regno dell’inconscio e dell’occulto. Nella tradizione massonica, la ricerca della conoscenza è associata al concetto di “luce” che dissipa le tenebre dell’ignoranza. Le immagini notturne e suggestive utilizzate da Gatto possono essere interpretate come un’indagine nell’oscurità interiore alla ricerca di verità nascoste o segrete.
Alchimia e trasformazione
Gatto utilizza spesso immagini di trasformazione e metamorfosi che richiamano concetti esoterici legati all’alchimia. La pratica alchemica, che mira alla trasformazione della materia grezza in oro puro, come un processo di trasformazione interiore. Il verde, utilizzato molto spesso nelle pitture, inteso simbolicamente, rappresenta lo spirito della vita o anima del mondo che pervade ogni cosa. Inoltre è il colore della rigenerazione. In sintesi, sebbene Alfonso Gatto non fosse un massone dichiarato, i temi presenti nella sua poesia i principi esoterici di ricerca e di crescita interiore, possono essere analizzati in relazione ai principi e ai simboli massonici, offrendo spunti interessanti per un confronto tra le visioni poetiche e filosofiche e gli ideali massonici di ricerca spirituale valori condivisi dalle tradizioni esoteriche
Elena Lanzetta


