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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

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Un incontro a Firenze su Massoneria e forze politiche

Gran Loggia d'Italia · 7 Aprile 2002

Si è svolto a FIRENZE, il 7 aprile scorso, presso la nostra sede di Borgo Pinti, 13 un incontro con i partiti e gli uomini politici per discutere sul tema “MASSONERIA e FORZE POLITICHE: UN INCONTRO”

Il convegno è stato un interessante momento di aperto confronto tra le componenti della Massoneria italiana ed il mondo della politica istituzionale seguendo i temi delle libertà civili e dell’associazionismo. In effetti la Gran Loggia d’Italia ritiene che conoscersi e scambiarsi visioni può far bene al superamento di antichi pregiudizi, con la convinzione che evitare frizioni ed ansie possa essere utile anche al sistema paese ed alla società.

Di qui gli obiettivi che la Gran Loggia si è posta nell’organizzare il convegno.

Innanzitutto permettere ai politici di esporre il loro programma, non in senso propagandistico, ma “parlando di politica”, cioè dei grandi temi: la povertà, le libertà, l’economia, l’impegno per il sociale e per la comunità.

In secondo luogo aprire la sede della Gran Loggia a dei leaders in maniera tale che in futuro non si dica più che i massoni tramano nel buio ed in luoghi segreti; quindi aprire la Gran Loggia agli altri facendo conoscere i soggetti ed il modo di pensare dei massoni, ovviamente non rivelando il “segreto iniziatico”: per l’occasione le porte dei templi erano “spalancate” ma simbolicamente intercluse da un cordone. “Ad elezioni avvenute non si potrà dire che i massoni non sono inseriti nella società civile e democratica”.

Dal canto suo la Gran Loggia doveva palesare il suo pensiero, il suo modo di porsi dinanzi alla moderna società parlando di “politica” nell’accezione più nobile del termine, cioè di quegli argomenti che trasversalmente ad ogni partito sono patrimonio comune della società.

Il tutto per cercare di trovare un legame stretto fra “politica” ed opinions leaders massoni per concorrere nel prossimo futuro a progettare comportamenti comuni non liberticidi e soprattutto predisporre, se possibile, un progetto di legge quadro (problema già maturo ma non ancora ben risolto) sull’associazionismo ove in forma specifica si preveda la libertà associativa dei massoni.

E’ riuscito il nostro convegno a raggiungere tali ambiziosi obiettivi? Non sta certo a noi dirlo, comunque una qualche documentata opinione potrà trarsi dalla lettura di alcuni degli interventi che qui di seguito pubblichiamo.

Apre i lavori il dott. Alberto Barbero che legge il seguente saluto dell’Ispettore Provinciale dell’Oriente di Firenze, assente per malattia:


“Signore e Signori, Fratelli e Sorelle,

innanzitutto mi corre non l’obbligo ma il piacere di ringraziare tutti i rappresentanti dei partiti politici che hanno avuto la gentilezza di rispondere al nostro invito per la realizzazione di questo incontro. Un incontro voluto fortemente dalla Gran Loggia d’Italia per scambiare opinioni ed impressioni con chi sarà chiamato direttamente o indirettamente a governare il nostro Paese.

Tengo a precisare e sottolineare, per fugare ogni possibile dubbio, un incontro voluto da noi e non richiesto dai politici.

Lasciate quindi che vi racconti un aneddoto che ben introduce ai temi di questa mattinata di lavori. Pochi giorni or sono la giovane figlia di un’amica si era trovata fra le mani gli atti del nostro recente convegno sulla Pace e, dopo averne sfogliate le pagine, è rimasta pensosa e si è domandata ad alta voce: “Ma in fondo io non ho mica ancora capito se la Massoneria è “legale”?”.

A me è venuto facile risponderle che, dopo la caduta delle leggi razziali del regime fascista, non si era più riproposto, in Italia, il problema di una possibile illiceità delle associazioni massoniche, però poi, a mia volta, mi sono domandato quali fossero le ragioni per cui, ormai oltre le soglie del terzo millennio, ancora un’adolescente liceale potesse porsi un tale interrogativo.

Le ragioni di questo dubbio ci sono, sono legittime e sono numerose:

– il contenzioso secolare con la Chiesa cattolica e la conseguente raffica di scomuniche contro la Massoneria e il libero pensiero che, partite alla fine del ‘700 e ripetute fino ad epoche recenti, talvolta aleggiano ancora nella letteratura di tutti i giorni nonostante la recente liberatoria riforma dei codice canonico,

– il divieto di doppia iscrizione alla Massoneria e ai partiti politici, sancito per la prima volta nelle conclusioni dei convegno socialista di Ancona nel 1914 e ripreso poi, quale costume diffuso, da molti partiti politici italiani,

– e ancora le campagne – stampa diffamatorie o di “democratizzazione forzata” che di tanto in tanto hanno visto i massoni al centro di una negativa attenzione,

– per non parlare poi di quelle minoranze esigue ma rumorose di massoni stessi che hanno, con i loro scandali e i loro interessi, contribuito ad accreditare l’immagine negativa delle istituzioni massoniche nell’opinione pubblica.

Tutto questo fa ormai parte della storia passata e recente del nostro Paese ed è un bagaglio della nostra eredità collettiva: ma la storia non ha colpe, non costituisce né vinti né vincitori è semplicemente accadimento.

Tuttavia la nostra istituzione è – forse fortunosamente – sopravvissuta alle infinite “querelle” e guarda oggi con ragionevole fiducia ai nuovi tempi, alla ancora neonata, ma necessaria, cultura dell’integrazione ed armonizzazione “delle diversità” che finalmente le permetta di esprimersi come centro afferente di valori e non luogo privilegiato del sospetto.

Questo incontro vuole essere una testimonianza importante di questi tempi nuovi.

Certamente i Massoni della Gran Loggia d’Italia sono interessati ai temi dell’associazionismo e delle libertà civili, con maggior attenzione a quelli che li riguardano da più vicino, giacché ancor oggi il mondo politico, attraverso l’Istituto dei divieti e degli impedimenti che vanno dall’inammissibilità della doppia adesione “partito-Massoneria” a certe esclusioni a ricoprire incarichi pubblici per il fatto di essere massone, crea una separazione ed un impedimento all’impegno civile dei massoni.

Tuttavia si è voluto, in questa occasione, non normalizzare alcun tema di riferimento, anzi si è preferito, attraverso la “neutralità” del titolo “Un incontro” aprire uno spazio di dialogo aperto, nel quale politici e massoni, che sono cittadini particolarmente impegnati nel civile per loro “‘vocazione nativa”‘ possano dialogare apertamente nella ricerca reciproca di una comprensione, di quella comprensione che riteniamo essere il principio fondante di ogni esperienza positiva e propositiva.

Sì certo, la Massoneria è propositiva, perché se così non fosse non avrebbe senso, ma per il semplice fatto che esiste e prolifica un senso lo ha veramente e trova la sua dimensione nella ‘proposta’ salda e formativa rivolta all’uomo, a quell’uomo che vive nel contesto di una “societas”, diciamo pure di una “polis”!

Del resto anche la scelta di avere voluto, in questa occasione, un moderatore “terzo”, non coinvolto direttamente né con la Massoneria né con la militanza politica in un partito, non vuole essere un atteggiamento formalistico e non è certo stato pensato per suggerire un distacco, semmai – al contrario – abbiamo avuto lo scrupolo di porre in essere una garanzia di amichevole correttezza perché siamo fortemente convinti che non si possa essere contemporaneamente interlocutori ed arbitri.”

Ha preso quindi la parola la dott.sa Galli che ha letto il messaggio del G.’. M.’. Franco Franchi assente per impegni internazionali precedentemente assunti che qui di seguito riproduciamo.


Gentilissime Signore, Gentilissimi Signori,

Carissimi Sorelle e Fratelli,

Alcuni potranno pensare ad una contraddizione vedendo il tema di questo Convegno e pensando all’affermazione che i Liberi Muratori non parlano né di politica né di religione.

E’ vero all’interno della Loggia come è vero che nessuna indicazione sul modo di votare viene mai data ai Fratelli; tuttavia non dimentichiamo mai che i nostri Rituali comportano il Giuramento per il quale ogni Massone s’impegna ad essere un cittadino ossequiente alle Leggi dello Stato e a lavorare per il miglioramento della Nazione.

Agli uomini politici non chiediamo nulla di particolare se non lo stesso rispetto che nooi abbiamo per loro.

Per una cosa in realtà auspichiamo il loro aiuto, quella di promuovere una legge sulle Associazioni che colmi un vuoto legislativo fonte di equivoci ed origine di tante difficoltà per la Massoneria.

Il nostro concetto di questa legge è di uno strumento che salvaguardi la libertà individuale e nello stesso tempo l’integrità dello Stato contro ogni forma di deviazione.

Non possiamo non sentire una profonda amarezza per il fatto che il nostro Paese non abbia una Legge di questo tipo. Legge che esiste in tutti i Paesi anche quelli recentemente formati.

Chiediamo agli uomini politici di ricordare che l’indagine Anselmi e l’inchiesta Cordova hanno dimostrato la prima, l’esistenza di una deviazione, la seconda è terminata con una archiviazione.

Ringrazio tutti voi della vostra presenza esprimendovi il mio rammarico di non poter presenziare questa riunione per impegni profani imprescindibili.

Vi auguro a tutti una buona fortuna ed un buon successo nel lavoro a sostegno ed onore della nostra Patria.

Franco FRANCHI

SOVRANO GRAN COMMENDATORE GRAN MAESTRO


E’ stata quindi la volta degli uomini politici di cui sintetizziamo gli interventi.


L’on. Altero Matteoli parlamentare di AN, ministro per l’Ambiente nel I° Governo Berlusconi e membro della commissione permanente trasposti della camera deputati, responsabile organizzativo di AN, capolista in Toscana per il proporzionale è intervenuto due volte, in apertura e in chiusura dei lavori

A) “Giovanissimo parlamentare feci parte della commissione Anselmi e fui l’unico che si oppose alla logica di generica criminalizzazione dei massoni e si batte affinché si riconoscesse la libertà di libera associazione delle persone oneste. Se oggi sono qui, da voi invitato, lo considero un premio alla mia coerenza politica, una coerenza che non si esaurirà con questa chiacchierata ma con l’impegno politico costruttivo nella prossima legislatura. Il problema delle libertà individuali, allora quando cominciai a far politica, lo si viveva in contrapposizione ad altri partiti che oggi sembrano voler far marcia indietro su tutta la loro impostazione ideologica ma della cui vis voi stessi, liberi associati massoni, siete stati vittima con le pubblicazioni delle liste sul quotidiano l’UNITA’. Il problema delle libertà, dicevo, è stata la molla che mi ha fatto scendere in politica. Vorrei concludere la mia carriera politica con la presentazione e l’approvazione di un grande progetto di legge in favore della libertà associativa di tutte le associazioni.”

B) “Confermo il mio impegno a parlare di politica in termini di dedizione alla collettività così come abbiamo fatto questa mattina e per questo vi ringrazio per aver organizzato un tavolo dove abbiamo avuto modo di confrontarci e capirci senza avere come primo scopo la propaganda. L’impegno per un uomo politico è essenzialmente quello di assicurare una buona amministrazione ed una buona società che si realizza nel trionfo delle libertà individuali e nel comprendere anche le necessità degli esclusi e degli emarginati, libertà intese non in senso “massivo” ma nel rispetto dei soggetti, delle diversità, delle persone, con l’affermazione dei doveri prima e dei diritti poi. Non vi considero degli emarginati (se siete stati in grado di pensare un così bel convegno siete dei leaders di qualità) ma degli “esclusi immotivatamente” e questa cosa grida vendetta come già ho avuto modo di sostenere in Parlamento ed in atti legislativi che vorrò ripetere e reiterare nella prossima legislatura. In tal senso vorrei la vostra fattiva collaborazione. Per questo vi prego, non perdiamoci di vista.”


On Riccardo Nencini SDI, presidente del Consiglio Regionale Toscano, ex parlamentare italiano, ex parlamentare europeo – SDI

“L’impegno in regione per abbattere il divieto formale e materiale sull’onere di dichiarare l’appartenenza a logge massoniche da parte di certi funzionari. La mia non è una convinzione attuale ed opportuna, come si potrebbe dire, ma piuttosto sono un convinto assertore della laicità così come si è affermata nel percorso della storia. La laicità non la interpreto come contrapposizione ad alcunché, ma come presa d’ atto dell’essere uomo, in società, ma libero”.


Franco Banchi, consigliere regionale CDU, attuale capogruppo in regione del CDU, professore di filosofia, giornalista e esponente dell’azione cattolica.

“L’impegno di un incontro occasionale oggi ma permanente per il futuro alla scoperta comune dei valori dell’uomo inteso non tanto come soggetto ma come persona si connette al modo con cui io cattolico voglio vivere l’impegno politico nella vita di ogni giorno al servizio di tutti i cittadini senza distinzione di credo politico o sociale.”


Marco Ricceri, segretario regionale UDEUR e responsabile nazionale dei programmi dell’UDEUR, dipendente di ruolo della Camera deputati.

“In una società ove è in gioco la libertà di ogni cittadino non è comprensibile nessuna ghettizzazione. Voi siete quanto di meglio può distillare intellettualmente una società ed è intollerabile in una società moderna ed aperta al nuovo ogni forma di esclusione dei massoni dall’esprimere liberamente una loro visone delle vita individuale e civile. Magari mettiamoci insieme e liberiamo sinergie per progettare il meglio sociale. Vi voglio fare anche una proposta, dopo le elezioni troviamoci insieme e proponiamo una legge quadro sulle associazioni, in tal senso, in seno alla camera dei deputati, mi sono già occupato di uno studio che è già a buon livello. Intervenite anche voi massoni dando quanto di meglio avete potuto comprendere vivendo in una condizione di emarginazione e magari facciamo firmare questo progetto di legge a tutti i leaders di tutti gli schieramenti politici così come mi sembra abbia proposto l’on Matteoli”.


Bojola, consigliere particolare al Senato in sostituzione del Sen Fancesco Bosi, senatore del CCD, ex consigliere regionale, ex assessore comune di Firenze, ex segretario DC del comune di Firenze, attuale Segretario della Presidenza del Senato.

“Un saluto per i vostri lavori, un intervento affrettato il mio per i concomitanti lavori fiorentini insieme all’on Pierferdinando Casini, ma sicuramente una rinnovata attenzione al vostro modo di essere discreto e costruttivo in una società che troppo spesso vi ha riservato dolori ingiusti. Il mio è un impegno ad occuparmi di questa moltitudine silenziosa che oggi vedo discreta e coraggiosa. Vi porto anche il saluto personale del sen. Francesco Bosi che si scusa, ma che ha avuto la concomitante incombenza di presenziare al convegno del Biancofiore in pieno svolgimento al Palazzo dei congressi”.


Paolo Marcheschi coordinatore provinciale di FI e prossimo consigliere regionale.

“Porto il mio saluto personale ai “fratelli massoni” con l’impegno rinnovato a battermi per tutte le libertà di tutte le associazioni. Sono qui anche in rappresentanza di altri leaders che non sono potuti intervenire per seguire più da vicino una non facile campagna elettorale, ma forse non sono voluti intervenire, per evitare ogni polemica, a questo incontro che trovo estremamente leale, franco e costruttivo. Noi di FI siamo per costruire. La libertà individuale, compresa quella di associarsi, è un nostro pallino e lo abbiamo dimostrato. Costruiamo insieme la società libera di domani”.


Michele Ventura, DS, attuale parlamentare italiano, ex assessore regionale, ex segretario regionale PCI (allora PCI).

“Sono onorato di essere qui con voi. Non credevo che esistesse una realtà così ben ordinata ed aperta al confronto ed impegnata sul sociale con discrezione e rispetto di tutti. Prendo atto della vostra partecipazione alla vita sociale ed della vostra estraneità all’intrusione nella politica occulta. Nel mio gruppo dovremmo ridiscutere di molti pregiudizi, d’altronde molto abbiamo fatto sul fronte della rilettura della società. Esiste una disponibilità a discutere insieme a tutte le componenti sociali di un capitolo sulle libertà di associazione nei modi e nei termini in cui proponeva Marco Ricceri, cioè in termini moderni, fugati oggi i rischi di inutili sospetti”.


Arturo Pacinotti del GOI

“G.’.L.’. e GOI siamo uniti senza distinzioni, siamo uguali nella diversità formale. Siamo uniti più che mai nel denunciare le sofferenze inferteci gratuitamente. Oggi non vogliamo far del buonismo, vogliamo confrontarci sul piano del sociale e di una nuova antropologia, che per noi massoni non è così nuova ma costante da sempre, ma vi vogliamo anche ricordare che la rivendicazione della libertà di associazione non dovrebbe passare sulla schiena di nessuno, non solo dei massoni. Noi del male gratuito ne abbiamo subito. Ebbene, d’accordo a sedere insieme per trovare soluzioni migliori alla società, ma severi a denunciare ogni tentativo di compressione operato sui cittadini”.

Il prof. Giuseppe Chidichimo, patrocinante in Cassazione ha svolto un particolareggiato intervento sull’apporto del pensiero massonico alla formazione delle democrazie e delle costituzioni europee rilevando l’eccezione Italia. L’intervento del Prof. Chidichimo ha provocato l’impegno diretto dei personaggi politici intervenuti (on. Matteoli, on. Ventura, consigliere Banchi, dott. Ricceri) a presentare un progetto di legge trasversale, cioè firmato da tutti i partiti, sull’associazionismo con “rinvio” specifico di un articolo alla libertà associativa dei massoni.


Roberta Galli, della G.L.D.I.

“Più che una domanda la mia è una richiesta che si appoggia sul saluto del nostro Gran Maestro. La mia attività nell’ambito dell’Obbedienza di tenere le relazioni con le Potenze Massoniche estere mi ha rivelato realtà ben diverse da quella italiana in tutti i Paesi del mondo eccezione fatta per i regimi dittatoriali e quelli fondamentalisti.

I massoni italiani vogliono poter essere dei cittadini, non vogliono privilegi, vogliono dedicare il loro tempo allo studio e alla filantropia e non a difendersi non si sa bene da cosa. Noi vi chiediamo di conoscerci, di chiederci tutto quello che volete, vi risponderemo e vi spiegheremo. La sola cosa che terremo riservata è la nostra parte rituale e questo non per nascondere ma per il sacro rispetto dell’intimità – non parlo di privacy- mentale e spirituale di ogni massone come di ogni altro cittadino. Vi chiediamo di consentirci questo portandoci ad avere una legge che la Francia possiede dal 1901 e dove ogni cittadino qualunque sia la sua professione ed il suo impegno politico non ha barriere se è massone. Noi massoni siamo fieri della nostra patria, a voi, nostri rappresentanti, chiediamo di aiutarci a lavorare, come dicono i nostri rituali, ed io aggiungo liberamente, per il bene della patria e dell’umanità”.

Pubblicato in: Comunicati stampa

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