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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

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Un cammino immaginario verso l’ignoto che è in noi

Paolo Riccio · 5 Aprile 2025

Dal numero di febbraio 2025 di Officinæ, Paolo Riccio.
Siamo fatti d’acqua, di cellule in continuo movimento, di atomi e infine di vuoto. Ma nel vuoto, nell’infinitamente piccolo, si cela l’energia primordiale da cui tutto nasce. Lì, nel profondo di noi stessi, si trova l’Anima: il nostro vero centro.

“Back home” Ciò che cerchiamo è dentro di noi.

Noi non ci conosciamo bene, basti dire che per vedere il nostro viso dobbiamo ri-correre a uno specchio o ad altra superficie riflettente. Tuttavia, se riuscissimo ad andare in profondità e a guardare con at- tenzione il nostro corpo, dentro di noi tro-veremmo tutto il mondo.

Siamo fatti di acqua

Immaginiamo di guardare la nostra pelle, ad esempio quella del nostro viso, cosa che facciamo ogni giorno: vedremmo che è apparentemente liscia. Questa proprietà deriva anche dalla presenza di acqua (60-75% di acqua rispetto al peso corporeo). Siamo fatti in gran parte di acqua. La pelle quindi appare liscia, tuttavia, con una buona lente di ingrandimento vedremmo che la pelle in fondo è granulare: è fatta di cellule, ora visibili. Se ci avvicinassimo ulteriormente con un microscopio vedremmo sulla pelle un brulicare di microorganismi. Molti di più sono all’interno del nostro corpo.


Microscopio di laboratorio.

A maggiori ingrandimenti vedremmo che la materia di cui siamo fatti è costantemente in movimento: gli atomi si legano a formare molecole che non sono immobili ma vibrano. Le molecole formano cellule e le cellule formano organismi complessi. Per entrambi c’è un ricambio continuo: si muore e si rinasce. E le cellule che non hanno una funzione strutturale o non sono aggregate, si muovono senza riposo. Utilizzando opportuni dispositivi potremmo vedere come una cellula del nostro sistema immunitario rincorre e attacca una molecola o una cellula estranea, proprio come immaginiamo che faccia un gatto con un topo.

Se andassimo a livello atomico, potremmo vedere che siamo fatti soprattutto di vuoto. Un atomo è costituito da protoni e da neutroni, nel nucleo, e da elettroni che vi si muovono attorno. Fra il nucleo e l’inizio del campo degli elettroni c’è il vuoto (ad esempio, se un protone fosse grande quanto una pallina da tennis, l’inizio della nuvola elettronica sarebbe a 500 metri, in mezzo ci sarebbe il vuoto).

Guardando nel nucleo di ogni atomo potremmo vedere che protoni e neutroni vi si muovono a una velocità prossima a quella della luce in uno spazio infinitesimo. Tutto è in movimento, come disse Aristotele. Anche dentro di noi. Guardando a livello ancora più microscopico vedremmo che protoni e neutroni sono costituiti a loro volta da particelle ancora più piccole: i “quark”, della famiglia dei fermioni, i più piccoli costituenti della materia.

Veniamo dal vuoto

Andando ancora oltre, nell’infinitesimamente piccolo [un milionesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di un miliardesimo di un millimetro, (10⁻³³ cm, “lunghezza di Planck”)], troveremmo l’energia che non è diventata materia, l’energia non-materia da cui deriviamo, il substrato quantico con i suoi grani elementari (i quanti). Questa energia primordiale, che noi non possiamo vedere e conoscere, è quello che per noi è il vuoto. Il vuoto è la fonte di ogni cosa. Dal vuoto noi veniamo.

Questa energia, che è a fondamento del nostro essere e che si trova nella nostra più profonda interiorità, è la nostra Anima, ciò che in psicanalisi viene chiamato Sé o Inconscio.

Pubblicato in: Approfondimenti
Tags: Anima, Approfondimenti, Conoscenza di sé, Coscienza, Energia primordiale, Interiorità, Materia e spirito, Microcosmo e macrocosmo, Officinæ, Psiche, Riflessioni, Scienza e spiritualità, Simbolismo, Spiritualità, Tradizione, Vuoto quantico

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Officinæ n. 5 – Febbraio 2026

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