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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

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Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

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Sorella acqua Sacra e divina

Silvana G.R. Pintore · 2 Gennaio 2026

Nel percorso simbolico che dall’alchimia conduce al sacro, l’acqua occupa un ruolo centrale. Silvana Pintore accompagna il lettore in un viaggio che parte dalle acque profonde del fiume Sebeto, che ancora scorrono nei sottosuoli di Napoli, attraversa il mondo degli déi greci e il cammino di Siddharta, per giungere fino alle ninfee di Monet. Un itinerario che indaga l’identificazione dell’acqua con il divino e, soprattutto, la sua potente simbologia rigenerativa, legata alla trasformazione interiore e alla ricerca di verità nascoste. L’acqua, elemento primordiale e archetipo universale, è infatti presente in tutte le ritualità iniziatiche, dalle antichità più remote fino alla Libera Muratoria.

Le bassin aux nymphéas, harmonie ros, Claude Monet, 1900. CC0 1.0 Universale

“L’ea pà lahà l’ua ita noa” ovvero “L’acqua per lavare l’uva favorisce la rinascita”, è l’antico proverbio di un lembo di terra antico e arcano Gallurese, in Sardegna, laddove la lingua dialettale è rimasta arcaica. Rivela la emblematica purezza rigenerativa dell’acqua, la sua straordinaria spiritualità, la capacità di connessione con qualcosa di trascendente o superiore, associata alla trasformazione interiore dell’essere e alla ricerca di verità nascoste. L’acqua è un potente simbolo di vita, trasformazione e mistero, unitamente all’uva, icona di pace e rinascita. Se la teoria Taletiana definisce l’acqua matrice eterna del macrocosmo, nutrimento di tutte le cose in quanto l’intero sboccia dall’acqua e nell’acqua ritorna attraverso le fasi essenziali di un flusso continuo di genesi, le antiche civiltà identificavano l’acqua con il divino. L’acqua raffigura l’aspetto lunare femminile, intuitivo e geniale che il Libero Muratore riceve durante le prove iniziatiche, con il presupposto di acquisire consapevolezza per resistere all’impeto delle correnti, estinguere il fuoco astioso dell’egoismo edificando templi alle virtù, dove tutto deve essere giusto e perfetto. La congiunzione fra il Libero Muratore e l’acqua del fiume Sebeto indica l’analogia secondo la quale il fiume che scorre sotterraneo, portatore di energia e purezza, è equiparato al Libero Muratore che segue nel silenzio la traiettoria per giungere alla conoscenza e all’essenza. L’acqua è onnipresente in tutte le entità viventi, è principio chiave della vita.

Acqua fonte della vita

La materia umana che racchiude l’anima non può vivere senza acqua la quale ha potenzialità sulle cellule di vibrare alle emozioni e le sensazioni gioiose, favorire la circolazione dell’energia, attiva taluni sistemi bio fisiologici e tanto altro. Se la nostra acqua interiore è limpida noi siamo il suo suono, la qualità dell’acqua che è in noi e la vibrazione che emaniamo, è ciò che noi siamo. L’acqua ci ricorda che germogliamo anime sempre esistite, dotate della stessa frequenza che ha l’acqua di un cristallo puro, ovvero senza informazioni negative, alterata con emozioni e pensieri sconvenienti il nostro spirito patisce. Dunque ogni sorso d’acqua che assumiamo dovrebbe essere un richiamo alla bellezza, in quanto l’acqua ci ricorda tacitamente che essa è frequenza positiva, noi siamo frequenza. L’acqua è culla del nuovo essere nel dondolio amniotico del grembo materno, è il fluttuare di una amàca dal movimento dolce e rassicurante, come lo scorrere carezzevole del fiume. Tuttavia diviene irruenta, impetuosa ed espulsiva al momento della nascita del feto a identificarsi allegoricamente nel destino degli uomini. L’acqua è un elemento sottile, polifunzionale, zampilla, logora, forgia le rocce e le leviga, fluisce tra i canali fra ticchettii e gorgoglii con i suoi misteri, in un fantastico viaggio dal percorso che sfida la creazione, accompagnando con il suo canto sommesso le esistenze, che Jung identifica come elemento essenziale della coscienza introspettiva.

La danza che crea alle sorgenti dell’essere

Acqua è la danza inestinguibile e misteriosa della spuma del mare dal “rumore bianco”, vibrazioni a bassa frequenza che influenzano percezione e rilassamento della psiche umana in similitudine con la musica, come effigie del procedere del tempo. L’acqua conserva memoria secondo Masaru Emoto, stabilisce una relazione con pensieri e azioni umane. Analizzando i cristalli di acque infette osservò formazioni irregolari e deformi, all’opposto nelle acque esposte a suoni armonici e musica i cristalli si esibiscono simmetrici, esagonali, di bellezza unica come fossero diamanti dalle mille sfaccettature e caleidoscopi variopinti. Acqua è quella linea immaginaria interminabile nell’infinito marino, fra se stessa e la volta stellata. Acqua è la divinità greca Oceano che genera tutti i corsi d’acqua, è Poseidone dio del mare e delle acque, è sorgente che svela i vaticini dell’oracolo Apollo a Delfi, dove la Pizia rivela il responso ispirata dal soffio divino. Acqua è il percorso di conoscenza compiuto da Siddharta, è la voce del fiume Ohm, ispiratrice e messaggera di illuminazione e ascolto del proprio grido interiore e il divenire. L’acqua è poesia, arte e pace. È capace di ispirare nella mente umana sensazioni, memorie e genialità, alla visione di cromie e sfumature di natura sovratemporale, è intangibile incantesimo di generare la bellezza in ogni respiro della natura, è simbolo di pace grazie a Monet, il quale fece dono al presidente Georges Clemenceau nel 1918 di una delle sue opere della serie Ninfee, in occasione della fine della prima guerra mondiale.

Silvana G.R. Pintore

Pubblicato su Officinae 2025 – Nr 4

Bibliografia: Guido Erz, Talete Il filosofo.

Robert Grave, I miti greci.

Masaru Emoto, La risposta dell’acqua.

Alok Jha, Il libro dell’acqua.

Pubblicato in: Riti, simboli, linguaggi
Tags: Acqua, alchimia, archetipi, Rito, Sacro, Simbolismo, Spiritualità, Tradizione iniziatica, trasformazione interiore

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Copertina Officinæ n. 5 – Ottobre 2026
Officinæ n. 5 – Febbraio 2026

Il nuovo numero di Officinae, rivista culturale della Gran Loggia d’Italia degli ALAM, è dedicato alla Parola: alla sua origine sacra, alla sua forza creativa e al suo legame con silenzio, tradizione e verità.

Dalle riflessioni del Gran Maestro Luciano Romoli sui valori fondanti della Libera Muratoria ai contributi che spaziano tra filosofia, teologia, storia e simbolismo, il numero propone un percorso profondo e plurale, tra Logos e Davar, etimologia e ascolto di sé e dell’altro.

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