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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

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Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

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Serve una rivolta culturale per ridare universale rispetto e piena dignità alla donna

Luciano Romoli · 3 Marzo 2025

Nella Giornata Internazionale delle Donne, la Gran Loggia d’Italia rinnova il suo impegno per una società basata su uguaglianza e rispetto. Il Gran Maestro Luciano Romoli sottolinea che la parità è un cammino concreto, non uno slogan, e invita a costruire un mondo libero da pregiudizi. La Massoneria sostiene il diritto delle donne a essere protagoniste di una società giusta e inclusiva.

“Che si possa aprire un tempo nuovo, il tempo di una rivolta culturale, che possa affermare con forza e senza ambiguità un’effettiva parità di genere, perché raccontare il mondo vuol dire difendere i diritti”.

Il Gran Maestro Luciano Romoli, come ogni anno, prende una posizione molto netta nella Giornata Internazionale delle Donne, ribadendo l’impegno della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.

“La parità è una ricerca, un processo, non un superficiale slogan, né un’affermazione propagandistica. È un cammino che dobbiamo compiere, per essere realmente costruttori di un tempio aperto al dialogo, plurale, rispettoso delle diversità. La Massoneria ha da sempre promosso il principio dell’uguaglianza e della crescita spirituale dell’essere umano inteso in universale. Nostro dovere, come iniziati e come cittadini, è quello di alimentare una nuova consapevolezza che superi le logiche del dominio e del possesso per abbracciare il rispetto, che è il sentimento morale che, ci ha insegnato Kant, fa da basamento dell’etica.

L’art. 3 della Costituzione ci riporta ai fondamenti del contratto sociale, incardinando il valore della parità sostanziale nella tessitura dei “principi fondamentali”, posti alla base della convivenza civile e democratica. La rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale, indicati dalla Costituzione italiana, orienta in maniera decisiva e inequivocabile le istituzioni repubblicane a difendere e promuovere il “pieno sviluppo della persona umana”. Persona che non può essere declinata né pregiudizialmente connotata da ideologiche distinzioni di genere, razza, cultura, etnia.

L’art. 51 della nostra Costituzione completa questa visione alta della parità sostanziale, definendo i criteri dell’uguaglianza di accesso alle cariche elettive. Non ci possono infatti essere discriminazioni per chi vuole concorrere alla crescita e allo sviluppo armonioso della Repubblica italiana.

Guardato sotto questo profilo, l’8 marzo assume una valenza universalmente prospettica decisiva, non solo dal punto di vista squisitamente giuridico, ma anche sul terreno della crescita civile, economica e sociale del Paese.

Nel cammino della Storia, ogni progresso è stato possibile grazie alla forza e alla determinazione di donne che hanno sfidato l’oscurantismo e la discriminazione. Da Ipazia di Alessandria a Marie Curie, da Rita Levi-Montalcini a Malala Yousafzai, il contributo femminile al sapere e al progresso umano è stato decisivo, incommensurabile.

Allo stesso modo si può considerare determinante l’apporto delle madri costituenti, che nel 1946 tennero di fatto a battesimo la nascente e ancora fragile Repubblica italiana.

Sulla scorta di questa consapevolezza, la Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. rinnova, in una giornata carica di storia e di simboli, il proprio impegno nel sostenere il diritto delle donne a essere protagoniste in una società finalmente libera da pregiudizi e da “maschere ideologiche”.

“Le donne sono la metà del cielo”, suona così un antico motto cinese. Cerchiamo di creare le condizioni per vivere in un mondo illuminato dalla giustizia e dai valori di un “umanesimo integrale”.

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Pubblicato in: In evidenza, Riflessioni Gran Maestro Luciano Romoli

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Officinæ n. 4 – Ottobre 2025

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