• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • X
Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

  • Chi Siamo
    • La Gran Loggia d’Italia
    • La nostra storia
    • Il Rito Scozzese
    • Il Gran Maestro
    • I nostri principi
    • Rapporti Nazionali
    • Rapporti internazionali
  • Dove siamo
  • Rivista Officinae
  • Attualità
    • Notizie
    • Comunicati stampa
    • Notizie dai Territori
    • Dalla Rivista Officinae
  • Eventi
  • Media
    • Rassegna stampa
  • Contatti
  • Chi Siamo
    • La Gran Loggia d’Italia
    • La nostra storia
    • Il Rito Scozzese
    • Il Gran Maestro
    • I nostri principi
    • Rapporti Nazionali
    • Rapporti internazionali
  • Dove siamo
  • Rivista Officinae
  • Attualità
    • Notizie
    • Comunicati stampa
    • Notizie dai Territori
    • Dalla Rivista Officinae
  • Eventi
  • Media
    • Rassegna stampa
  • Contatti

La musica come vera filosofia

Rita Cammarano · 1 Ottobre 2025

Nell’articolo “La musica come vera filosofia”, pubblicato in Officinæ n. 3, Rita Cammarano ripercorre il pensiero di Arthur Schopenhauer, mettendo in luce la sua visione della musica come linguaggio privilegiato per esprimere l’ineffabile. Al centro della riflessione vi è la teoria della Voluntas, principio oscuro e distruttivo del mondo, da cui l’arte – e soprattutto la musica – offre l’unica via di liberazione. Con uno stile chiaro e appassionato, l’autrice restituisce l’attualità del pensiero schopenhaueriano, mostrando come la musica sia, per il filosofo, la più autentica e profonda delle filosofie.

Arthur Schopenhauer determina una svolta senza precedenti nella filosofia occidentale. Da Cartesio a Kant il pensiero filosofico si era svolto secondo una linea che semplicisticamente potremmo definire razionale. La sua concezione è fondata sull’esistenza di un unico principio metafisico, la “Voluntas”, cioè una forza, un’energia oscura, maligna, da cui avrebbe avuto origine il mondo fenomenico. La Voluntas (la Volontà), è eterna, incorruttibile, alfa e omega, principio e fine. Questa entità è però in sé stessa energia di negazione, forza rivolta incessantemente al male e alla distruzione spinta da un appetito primordiale estremamente vorace e aggressivo.

Il profilo della “Voluntas”

La Voluntas, è generata da un inesauribile desiderio. Tale Volontà primordiale non può, però, esaurirsi in sé stessa, ma deve estroflettersi ed essendo immateriale deve produrre qualcosa di materiale per poter esercitare la sua energia distruttiva. Questo mondo materiale, generato dalla Voluntas, è la rappresentazione, vale a dire tutto ciò che è fenomeno, ed è percepibile dai sensi. Il mondo insomma. Esistono più livelli: la natura minerale, i regni vegetale e animale e infine gli uomini. Il mondo inanimato, partecipe del moto di distruzione innescato dalla Voluntas, è destinato a soffrire, ma ne è inconsapevole. Un livello superiore è rappresentato dal mondo vegetale. Un gradino più in alto ancora è occupato dagli animali, che avvertono gli stimoli che producono dolore.

Chi soffre più di tutti è l’uomo, perché è cosciente di soffrire. In questo vortice ininterrotto di sofferenza, cioè la rappresentazione, che racchiude in sé tutte le forme dell’esistenza, non esiste razionalità alcuna. L’unico essere cosciente, l’uomo, per difendersi e sopravvivere, ha a disposizione dei mezzi, che potranno in lui suscitare delle illusioni e tenerlo abbarbicato alla vita. Il compendio di questi rimedi è rappresentato dalla “Noluntas” (la Non-Volontà). Bisogna uccidere in noi quel meccanismo perverso che ci spinge a desiderare qualcosa, che, una volta ottenuta, viene ripudiata nella ricerca di qualche altra cosa; e così all’infinito. Tra questi rimedi, per innescare la Non Volontà che può farci sopravvivere, c’è l’arte, nelle sue varie forme. Insomma, l’unica fonte di salvezza è il Non- volere, uccidere in noi ogni desiderio. L’arte, quale contemplazione disinteressata di ciò che chiamiamo bellezza, serve egregiamente a questo scopo.

La centralità del linguaggio

Schopenhauer afferma che se noi potessimo esprimere verbalmente, mediante concetti, ciò che la musica esprime per mezzo dei suoni, saremmo in possesso della vera filosofia. Il filosofo mette in risalto la superiorità del “linguaggio” musicale rispetto al linguaggio verbale: il primo, infatti è idoneo a esprimere l’inattingibile, l’inesprimibile, l’ineffabile, proprio perché appartiene a un altro mondo, quello delle pure astrazioni, del totale distacco dalla realtà fenomenica; il secondo, invece, riesce a rendere soltanto l’ombra di quel mondo ideale che è poi il vero mondo, costituito da principi e fondamenti, e che è oggetto di studio della metafisica.

Se dunque la musica ha radici metafisiche, il filosofo che aspira a conoscere queste radici si trova assai vicino al musicista, che coglie l’essenza del reale, o almeno si avvicina a essa, esprimendosi per mezzo di puri suoni non traducibile in parole. Per Schopenhauer la musica è un’arte terribilmente seria: in essa non vi è spazio per il riso, il sorriso, lo scherzo, la comicità. Affermazioni del genere possono risultare strane in un filosofo che apprezza Rossini, considerato da sempre il prototipo del musicista giocoso e gioioso. Viceversa, Schopenhauer riserva parole tremende a un genio della musica come Haydn, specialmente per aver composto la “Creazione”!

La colpa di Haydn consiste nell’aver voluto rivestire di note la rappresentazione, di natura iconica, di fenomeni, per quanto grandiosi. Il sorgere dell’universo dal nulla viene espresso da Haydn tentando di “descrivere” quell’immensa visione con una musica rappresentativa e descrittiva e aveva così finito per degradarla e svilirla. La sua ammirazione per Rossini, invece, sta nel fatto che egli non lo considera “operista” ma musicista puro. In altri termini, se togliessimo alle musiche rossiniane i personaggi, le trame, le ambientazioni, lasciando solo la musica, questa musica esprimerebbe valori universali. Schopenhauer, pur essendo ateo convinto, deplora la mancanza di musica da chiesa nella produzione più recente e auspica a “coltivare quest’arte” che egli chiama “sacra” e che ha il potere di avvicinare l’animo all’assoluto.

Rita Cammarano

Pubblicato in: Approfondimenti
Tags: estetica, filosofia occidentale, metafisica, musica, Noluntas, Schopenhauer, Voluntas

Sidebar

Copertina Officinæ n. 5 – Ottobre 2026
Officinæ n. 5 – Febbraio 2026

Il nuovo numero di Officinae, rivista culturale della Gran Loggia d’Italia degli ALAM, è dedicato alla Parola: alla sua origine sacra, alla sua forza creativa e al suo legame con silenzio, tradizione e verità.

Dalle riflessioni del Gran Maestro Luciano Romoli sui valori fondanti della Libera Muratoria ai contributi che spaziano tra filosofia, teologia, storia e simbolismo, il numero propone un percorso profondo e plurale, tra Logos e Davar, etimologia e ascolto di sé e dell’altro.

Leggi il numero online

Ultimi articoli dal nostro sito

A ottant’anni dal primo suffragio universale il 2 giugno ci ricorda i valori della Repubblica

29/05/2026

Ottant’anni fa, dalle macerie della guerra, nacque una nuova Italia. Un’Italia fondata sulla dignità della persona, sulla partecipazione democratica e sul coraggio della speranza. Nel giorno della Festa della Repubblica, la Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M., attraverso la riflessione del Gran Maestro Luciano Romoli, richiama il valore …

Un’eredità di luce. Cinquant’anni di Massoneria

29/05/2026

Quest’anno ho compiuto cinquant’anni di appartenenza alla Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. Cinquant’anni di cammino iniziatico vissuto all’interno di un’Obbedienza che ha fatto della libertà di coscienza, della laicità dello Stato, della centralità dell’Uomo e della ricerca incessante della Verità i propri …

Il dilemma della neutralità

22/05/2026

Nel contesto del dibattito filosofico sull’origine e lo sviluppo del concetto di tolleranza, la Libera Muratoria del XVIII secolo offre un osservatorio privilegiato per comprendere come tale principio sia divenuto uno dei cardini del pensiero moderno. Già nelle Costituzioni di James Anderson, considerate tra i documenti fondativi della …


Gran Loggia d’Italia
degli ALAM

Via San Nicola de’ Cesarini 3
Area Sacra di Torre Argentina
tel. 06 68805831
gldi@granloggia.it

L’ISTITUZIONE

La Gran Loggia d’Italia
Il Gran Maestro
La Storia
Il Rito Scozzese

COMUNICAZIONI

Rivista Officinae
Notizie & Comunicati
Contatti
Domande frequenti

SEGUI LA GLDI SUI SOCIAL

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • X
Privacy Policy Cookie Policy

© Centro Sociologico Italiano Codice Fiscale 80209570581