Nel concludere, all’Hotel Sheraton di Firenze, il convegno internazionale per i 90 anni della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, il Gran Maestro, prof. Franco Franchi ha voluto ribadire che la nostra storia di questi ultimi 50 anni è riuscita a dare all’Obbedienza la libertà da ogni sudditanza e condizionamento politici, lasciando alle sorelle e ai fratelli, nella loro diuturna presenza all’interno della società civile e della famiglia, la più completa libertà politica e religiosa.
D’altra parte, ha ricordato il Gran Maestro Franchi, questo è l’autentico insegnamento del Rito Scozzese Antico e Accettato che affonda le proprie radici nella testimonianza della più assoluta libertà di coscienza e di pensiero, intendendo questa testimonianza la nostra specificità massonica e il segno distintivo da altre Famiglie massoniche.
Proprio per questa ragione – ha concluso il prof. Franchi – la Gran Loggia d’Italia in questo particolare momento rivendica anche la piena libertà al dialogo con tutte le istituzioni politiche del Paese e con i suoi rappresentanti, allo scopo di dare segnali di trasparenza di idee e di comportamenti, che sgombrino il campo dai troppi equivoci che fino ad oggi hanno accompagnato le attività delle famiglie massoniche.
Il convegno, che ha visto la presenza di oltre 350 partecipanti, ha vissuto un momento di intensa commozione nella visita alla tomba di Saverio Fera, nel Cimitero degli Allori di Firenze, dove il prof. Luigi Pruneti, Delegato Magistrale della Toscana della Gran Loggia d’Italia, ha tratteggiato brevemente l’alto profilo morale del fratello Fera, che, oltre ad essere stato novant’anni fa l’ispiratore e il padre fondatore della nostra Obbedienza, fu anche un filantropo, un educatore e un vero apostolo della Chiesa Evangelica in Italia e a Firenze in particolar modo.
