In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori propone una riflessione forte e urgente, accompagnata da un appello culturale e civile che va oltre la semplice denuncia del fenomeno.
Nel comunicato stampa allegato, il Gran Maestro Luciano Romoli affronta con chiarezza e determinazione uno dei temi più drammatici del nostro tempo: la spirale di violenza che, nel nostro Paese, continua a spezzare la vita di una donna ogni due giorni. “L’analfabetismo affettivo uccide. Solo una nuova coscienza, fondata su rispetto ed eguaglianza, può fermare questa spirale di violenza.”
Un’analisi netta, che attribuisce alla radice culturale e affettiva del problema la responsabilità principale, e che richiama alla necessità di una vera “grammatica dei sentimenti”, per ricostruire il modo in cui la società educa, parla e si relaziona.
Si tratta di un contributo di particolare rilievo poiché proviene da un’Istituzione che, fin dalla sua fondazione, ha aperto le proprie porte alla partecipazione femminile, facendosi promotrice del principio costituzionale di uguaglianza sostanziale.
Il comunicato non è una mera celebrazione formale, ma una presa di posizione che invita a ripensare politiche educative, dinamiche sociali e responsabilità collettive, anche alla luce delle nuove sfide poste dall’ambiente digitale e dal crescente fenomeno del cyberbullismo.
Riteniamo che il tema e la prospettiva proposta possano costituire un contributo di forte interesse per il dibattito nazionale su una questione purtroppo sempre più urgente.
Il Comunicato Stampa della Gran Loggia d’Italia in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
“Una donna ogni due giorni in Italia perde la vita per mano di uomini violenti, che ne cancellano l’esistenza per irrazionale desiderio di possesso. Numeri da genocidio, che non possono essere arrestati solo con l’inasprimento delle pene, bisogna innescare un percorso a ritroso, culturale e affettivo, usare un lessico nuovo (il male sta anche nelle parole) instaurare una grammatica dei sentimenti degna di una società evoluta”.
In occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza delle donne giunge ferma la condanna del Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. Luciano Romoli. “Scontiamo un analfabetismo affettivo che genera impulsi di sopraffazione che sempre più spesso sfociano in atti eclatanti e in omicidi orribili. Per arrestare questo scempio deve farsi strada una nuova coscienza. Dobbiamo mettere in campo un’etica civile fondata sui valori del diritto e dell’eguaglianza tra i sessi.
La Gran Loggia d’Italia, da oltre mezzo secolo, ha scelto di aprire la propria Obbedienza alla partecipazione delle donne, affermando con decisione un modello inclusivo e rispettoso della dignità di ogni persona. Una scelta che non solo anticipava i tempi, ma che oggi ribadisce con convinzione, in piena conformità ai valori e ai principi sanciti dalla Costituzione italiana. In particolare, tale apertura rappresenta una concreta attuazione del dettato dell’Articolo 3, che impegna la Repubblica – e ogni sua espressione sociale – a rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza sostanziale tra i cittadini. La Gran Loggia d’Italia continua dunque a confermare, attraverso questa linea di coerenza e responsabilità, il proprio impegno nella promozione dell’uguaglianza, della partecipazione e del pieno riconoscimento del ruolo delle donne nella vita civile e iniziatica del Paese.
Visione dinamica quella dei padri costituenti che hanno voluto ribadire che non basta solo la tutela, pur necessaria, della sfera dei diritti inalienabili, è lo sviluppo della persona umana, che va assicurato per esercitare una cittadinanza piena”.
Cerchiamo di non ridurre questa giornata, voluta dall’Organizzazione Internazionale delle Nazioni Unite, in un momento di vuota celebrazione formale. L’appuntamento deve innescare un’analisi responsabile che porti alla definizione dei passi da compiere. Non deve farci paura l’educazione sentimentale cerchiamo piuttosto di promuoverla nei luoghi in cui si amministra il sapere e nelle organizzazioni produttive, imparando a soffocare e a disinnescare ogni atto di sopraffazione. In questo impegno si riconosce la Libera Muratoria che sostiene le ragioni e i valori di un neoumanesimo imperniato sulla centralità della persona.
Dobbiamo compiere una nuova rivoluzione copernicana per bilanciare finalmente i rapporti tra i sessi che riportino l’asse delle relazioni a una sintesi alta. Potrà aiutarci un uso corretto delle tecnologie, che rischiano di tramutarsi in una leva di potente amplificazione dei gesti di offesa della dignità, i casi dilatanti di cyberbullismo sono lì a dimostrarlo, se non saremo puntuali nel definire le regole di un gioco grande e troppo pericoloso. Questo è possibile – conclude Romoli – se ritroviamo la dimensione umana nel percorso di uno sviluppo che non riusciamo più a comprendere”.



