La Gran Loggia d’Italia degli ALAM vuole rinnovare il suo impegno pubblico perché, come sottolineato nell’intervista rilasciata al magazine Gente in Movimento, il valore della Memoria non può ridursi a una ricorrenza formale, ma deve tradursi in consapevolezza viva. Custodire e trasmettere il senso della storia – evidenzia il Gran Maestro – è condizione necessaria per comprendere chi siamo: “essere stati è la condizione per essere”, e le libertà conquistate hanno bisogno della storia per essere comprese e reinterpretate alla luce del presente.
Nell’intervista, il Gran Maestro Luciano Romoli richiama con forza la tragedia della Shoah, pagina che ha fatto conoscere al mondo l’abiezione del male assoluto e che deve servire da monito affinché quel passato non si ripeta. Nessuna ideologia – afferma – può giustificare la volontà di cancellare una civiltà. È tempo di liberarsi dalle false teorizzazioni sulla supremazia di una razza sull’altra, che conducono alla sopraffazione e alla negazione dell’altro.
Nel colloquio con Gente in Movimento, la Libera Muratoria viene ricordata per il contributo offerto alla costruzione della Costituzione della Repubblica, che condanna apertamente la legge dell’odio e la logica della violenza. Libertà, solidarietà e giustizia sono i valori in cui la Comunione si riconosce e che costituiscono il fondamento del Patto sociale.
Romoli mette in evidenza, nel corso dell’intervista, come il richiamo al passato consenta di ritrovare quel “filo rosso” che riconduce al metodo massonico, fondato sulla centralità dell’uomo “in universale”, individuando nel lavoro un motore di progresso e nella memoria il percorso che ci conduce all’oggi, facendoci riscoprire le radici da cui proveniamo.
In un tempo segnato da quella che viene definita una “guerra mondiale a pezzi”, il Gran Maestro invita a non restare spettatori passivi. Per superare l’odio – sottolinea – non serve altro odio, ma nuovi linguaggi di apertura e rispetto, insieme alla capacità di ascoltare le ragioni dell’altro.
Come scriveva Primo Levi – “Meditate che questo è stato” – e come ha ricordato Liliana Segre, ciò che è accaduto può accadere ancora. Per questo è necessario non abbassare la guardia, vigilare con responsabilità morale e civile, richiamando istituzioni e classi dirigenti alla ragionevolezza necessaria a scongiurare nuove e diverse Shoah.
La democrazia, conquistata con il sacrificio di generazioni, va difesa ogni giorno, insieme al patrimonio di cultura giuridica orientato all’affermazione dei diritti universali dell’individuo, che non hanno colore, razza o etnia perché appartengono a tutti, senza distinzione.


