La Gran Loggia d’Italia Obbedienza di Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi – è per numero di aderenti la seconda d’Italia. Nasce in Italia nel 1908 da una scissione operata dal Supremo Consiglio del Grande Oriente d’Italia.
Rinata dopo la II Guerra Mondiale, nel 1956 accoglie uomini e donne su un piede di assoluta parità.
I principi ideali che hanno ispirato questa scelta si possono così riassumere.
Ogni Comunione riflette la Loggia. Si deve guardare ad un’Obbedienza come ad una Loggia.
La Loggia simboleggia il cosmo nella sua unità e ad ogni livello: la Terra, il Cielo e l’uomo che, sta sulla terra e sotto il cielo, linea di confine e ponte tra i due abissi.
La Loggia è anche comunione di uomini; ogni uomo fa parte di questa Comunione.
Una Comunione per essere tale, a fondamento di una società, deve comprendere tutti i suoi componenti: mascolinità e femminilità debbono esservi ugualmente rappresentati.
Questa dualità fra tutte è anzi quella che caratterizza maggiormente la Loggia, se l’uomo, microcosmicamente, ne costituisce il centro.
Per la tradizionale analogia tra microcosmo e macrocosmo, l’uomo si situa infatti quale punto di croce di ogni verticalità e di ogni orizzontalità, assumendosi il peso della consapevolezza di ogni dualità cosmica.
Nel suo umanesimo radicale la Massoneria accetta come principio primo l’essenza della totalità degli esseri, la cui dualità è considerata integrata nella dualità dell’uomo interiore ed esteriore.
Tale espresso antropocentrismo è onnicomprensivo per la legge dell’analogia; è il modello stesso dell’universo sensibile ed intelligibile.
La dualità vi gioca il ruolo fondamentale presente nel cosmo della sua pienezza.
L’uomo vi è condotto a vivere la dualità insita in tutte le cose in sofferta e totale partecipazione.
L’integrazione reciproca della mascolinità e della femminilità, nell’individuo e nella società che si manifesta come comunione – così come simboleggia la Loggia – trova pertanto legittimazione nel postulato micro-cosmico tradizionale, ove la dualità è proiettata, mediante un processo dialettico tra contrari, verso l’unità.
Questa unità coincide con il raggiungimento di una dimensione conoscitiva che sta oltre la sfera psichica, oltre il razionale medesimo, pur tutto comprendendo; è il Regno della Sapientia, della Sophia.
Il futuro in senso esoterico non corrisponde al futuro profano: diremmo che parlando di futuro della Libera Muratoria come di qualcosa che coincide con “quel che sarà” nella storia profana è un errore grave per la comprensione dell’assunto iniziatico.
Anche se la storia profana con i suoi limiti di tempo e di spazio cancellerà l’Istituzione – come in passato più volte – la storia dell'”Iniziazione” appartiene all’uomo e non potrà esinguersi che con lui.
Perciò il futuro deve essere concepito piuttosto come divenire e in maniera del tutto particolare: la filosofia occidentale (da Platone in poi) è incentrata sul problema del divenire e dell’essere solitamente considerati opposti.
Ecco la metafisica tradizionale in cui l’opposto vi è presentato come negazione del divenire e posto al di là del divenire.
Il pensiero moderno rifiuta addirittura l’essere ed ogni metafisico, ogni sistema, ogni scienza assoluta, ma nell’esistenzialismo apre ad una possibile rifondazione dell’essere nel divenire.
La conoscenza iniziatica stabilisce da sempre che il divenire e l’essere vengono a coincidere nel momento dell’Iniziazione e non oltre l’esistenza, ma nell’esistenza stessa, allorché l’esperienza cessa di essere solo intellettiva o solo emotività. Ciò avviene con l’abbandono degli schemi “culturali” e solo quando l’individuo partecipa pienamente di sé stesso, dell’interiorità più profonda: creatività, arte, Grande Arte.
Nel momento creativo – che fa coincidere il Mistero con l’Immagine piena – l’esperienza è dualistica, non può non essere fatta che da due poli. Questo dice la Gnosi, questo dice la Scienza, questo dice la Kabala, la numerologia …. Chiave assoluta di tale momento è l’Androgino, che non è mera sommazione di caratteri opposti maschili e femminili, quale appare, ma realtà superiore che tutti i contrasti risolve.
E’ l’espressione stessa, che insita nella nostra esistenza, che non è somma di tutte le esperienze, ma qualcosa che è dentro a ogni esperienza come realtà diversa rispetto al suo mostrarsi.
Ogni Loggia – come ogni Obbedienza – rappresenta il Cosmo e l’uomo – Soprattutto quest’ultimo, in quanto la Libera Muratoria è Umanesimo integrale e in quanto il micro-cosmo Uomo costituisce il centro dell’universo, il modello del Macro-cosmo nella sua Unità e Dualità.
La GLDI ha lanciato al mondo il suo appello d’Umanesimo Integrale al Convegno a Firenze su “Il Retaggio Universale di Lorenzo il Magnifico Umanista Integrale” il 25-26 Febbraio 1989 e lo ha confermato sempre a Firenze il 4 e 5 giugno 1994 nel Forum Internazionale (il primo del suo genere) sul tema: “Il Sacro, la Donna, l’Iniziazione”.
La Gran Loggia d’Italia Obbedienza di Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi, seconda per numero di aderenti nel Paese, affonda le sue radici nel 1908 e si distingue per aver accolto uomini e donne in assoluta parità già dal 1956. La sua visione umanistica e iniziatica si fonda sul principio della dualità come chiave per comprendere l’uomo, la Loggia e il cosmo, attraverso una prospettiva esoterica che integra mascolinità e femminilità verso l’unità. L’Umanesimo Integrale è il cuore della sua visione, espressa nei grandi convegni internazionali promossi a Firenze sul retaggio di Lorenzo il Magnifico e sul ruolo del Sacro e della Donna nel cammino iniziatico.


