• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • X
Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

  • Chi Siamo
    • La Gran Loggia d’Italia
    • La nostra storia
    • Il Rito Scozzese
    • Il Gran Maestro
    • I nostri principi
    • Rapporti Nazionali
    • Rapporti internazionali
  • Dove siamo
  • Rivista Officinae
  • Attualità
    • Notizie
    • Comunicati stampa
    • Notizie dai Territori
    • Dalla Rivista Officinae
  • Eventi
  • Media
    • Rassegna stampa
  • Contatti
  • Chi Siamo
    • La Gran Loggia d’Italia
    • La nostra storia
    • Il Rito Scozzese
    • Il Gran Maestro
    • I nostri principi
    • Rapporti Nazionali
    • Rapporti internazionali
  • Dove siamo
  • Rivista Officinae
  • Attualità
    • Notizie
    • Comunicati stampa
    • Notizie dai Territori
    • Dalla Rivista Officinae
  • Eventi
  • Media
    • Rassegna stampa
  • Contatti

Ermete Trismegisto nella visione di Festugière

Gran Loggia d'Italia · 9 Dicembre 2025

Nel contributo pubblicato su Officinæ n. 4 (Ottobre 2025), Un Cerimoniere rilegge Ermete Trismegisto attraverso gli studi di André-Jean Festugière, il domenicano che ha ridimensionato l’immagine rinascimentale del sapiente universale. Per Festugière l’ermetismo è un mosaico: una corrente colta, neoplatonica, e una popolare, intrecciata ad astrologia, alchimia e pratiche magico-religiose. Ermete, fusione di Thot e Hermes, diventa così il simbolo di una religiosità diffusa. Resta attualissima la lezione di metodo: solo una lettura filologica rigorosa può sottrarre questi testi alle interpretazioni arbitrarie e restituirli alla loro autentica complessità.

di Un Cerimoniere

Pavimento di Siena, Ermete Trismegisto
di Giovanni di Stefano, 1488. CC 1.0

La figura di Ermete Trismegisto, leggendario autore del Corpus Hermeticum, ha affascinato studiosi e filosofi dall’antichità al Rinascimento, incarnando un ponte tra sapienza egizia e pensiero greco, tuttavia, è stato grazie al lavoro pionieristico di un domenicano, André-Jean Festugière (1898–1982), filologo e storico delle religioni francese, che l’ermetismo è stato riscoperto e rivalorizzato, anche attraverso la critica. Nel suo monumentale La Révélation d’Hermès Trismegistus (1944–1954), in quattro volumi Festugière attraverso uno studio vastissimo ridefinisce l’ermetismo non come un sistema filosofico unitario, bensì come un fenomeno culturale ed esoterico composito, radicato nel sincretismo religioso del tardo ellenismo. Festugière cerca di smontare l’immagine rinascimentale di Ermete come profeta pagano della philosophia perennis, mostrando come i testi ermetici riflettano invece una stratificazione di influenze (ovviamente non è affatto trascurabile da quale pulpito muova la sua analisi) e distingue due correnti: un ermetismo “alto”, più vicino al platonismo medio, e un ermetismo “popolare”, legato ad astrologia, alchimia e pratiche magico-religiose, e quest’ultimo, secondo lo studioso, rappresenta un profonda matrice del fenomeno, frutto anche di un’élite intellettuale, di ambienti colti, ma eterogenei, desiderosi di conciliare fede greco-egizia e ricerca della salvezza individuale. Centrali sono per Festugière il contesto egizio-ellenistico (II sec. a.C. – III sec. d.C.) e l’influsso del pensiero religioso orientale, l’Ermete greco-egizio incarna la fusione tra Thot, dio della scrittura, e l’Hermes psicopompo, mediando tra umano e divino in un’epoca di crisi spirituale. I trattati ermetici, redatti in greco, ma con temi egizi, riflettono una religiosità “diffusa”, lontana dall’ortodossia filosofica: l’accento non è sulla speculazione metafisica, ma sull’esperienza mistica, sull’ascesi e sulla gnosi come strumenti di rigenerazione.

L’ermetismo come “teosofia” pratica

Festugière contesta le letture “trionfalistiche” dell’ermetismo, come quella di Richard Reitzenstein, che vi vedeva una religione misterica autonoma, al contrario, sottolinea il carattere eclettico e pragmatico dei testi: l’obiettivo non è costruire un sistema coerente, ma offrire risposte esistenziali attraverso un linguaggio simbolico. La famosa definizione di Corpus Hermeticum come “filosofia rivelata” viene ridimensionata, per Festugière, si tratta piuttosto di una teosofia pratica, dove elementi platonici, stoici e giudaici si mescolano a rituali magici. Pur riconoscendo gli enormi meriti di Festugière, ovvero di aver studiato, riscoperto e riproposto l’ermetismo, studi successivi (es. Garth Fowden) hanno corretto alcuni aspetti delle sue conclusioni, e la sua separazione netta tra filosofia e religione è oggi considerata troppo rigida, così come l’opposizione tra Egitto e Grecia: l’ermetismo appare invece un prodotto ibrido, in cui tradizioni locali e globali si intrecciano e in parte ancora attuale, tuttavia, resta fondamentale la lezione metodologica: solo un’analisi filologica e storica, priva di pregiudizi romanticizzanti, può illuminare testi così enigmatici e eterni. Festugière ci ha insegnato a leggere l’ermetismo non come un monumento alla saggezza perduta, ma come uno specchio del sentire esoterico e delle speranze di un’epoca in transizione ancora attuali, dove la ricerca del divino assume forme plurali sempre umanamente significative.

Un Cerimoniere


Bibliografia.

A.-J. Festugière, La Révélation d’Hermès Trismegistus, 4 voll., Paris 1944–1954.

Id., Hermétisme et mystique païenne, Paris, 1967.

B.P. Copenhaver, Hermetica, Cambridge, 1992 (traduzione critica del Corpus).

G. Fowden, The Egyptian Hermes, Princeton, 1986.

W. Hanegraaff (a cura di), Dictionary of Gnosis and Western Esotericism, Leiden, 2006, voce “Ermetism”.

Pubblicato in: Il dibattito delle idee
Tags: alchimia, André-Jean Festugière, Astrologia antica, Corpus Hermeticum, Ermete Trismegisto, Ermetismo, Esoterismo, Filologia, Neoplatonismo, Pensiero ellenistico, Sincretismo religioso, Tradizione iniziatica

Sidebar

Copertina Officinæ n. 5 – Ottobre 2026
Officinæ n. 5 – Febbraio 2026

Il nuovo numero di Officinae, rivista culturale della Gran Loggia d’Italia degli ALAM, è dedicato alla Parola: alla sua origine sacra, alla sua forza creativa e al suo legame con silenzio, tradizione e verità.

Dalle riflessioni del Gran Maestro Luciano Romoli sui valori fondanti della Libera Muratoria ai contributi che spaziano tra filosofia, teologia, storia e simbolismo, il numero propone un percorso profondo e plurale, tra Logos e Davar, etimologia e ascolto di sé e dell’altro.

Leggi il numero online

Ultimi articoli dal nostro sito

Il mistero della scoperta dell’America. 1492 ..?

14/04/2026

Venerdì 24 aprile 2026, ore 18:30Caffè “Le Giubbe Rosse” – Piazza della Repubblica, 13r, Firenze Nel contesto degli incontri del Salotto del Pensiero, promossi dal Centro Sociologico Italiano di Firenze, torna un nuovo appuntamento dedicato all’approfondimento culturale e al confronto critico. In uno dei luoghi simbolo della …

La parola e il suo destino nell’orizzonte del segno

10/04/2026

Per parlare del significato intrinseco e profondo della parola è necessario approfondire i concetti di significato e di significante e, di conseguenza, di forma e sostanza. In filosofia, secondo la definizione data dai vocabolari, la forma è «ciò che ci permette di capire la struttura interna di un oggetto, di cui rappresenta una …

La trama invisibile del Verbo

03/04/2026

Prima della parola c’è stato un flusso. Un movimento continuo. Nato da un centro, capace di espandersi, ritornare, rigenerarsi. Una dinamica vitale riconoscibile come energia toroidale, la forma primaria dell’energia e della vita. In questo campo originario il mondo comunicava. Onde, frequenze e risonanze attraversavano i corpi e li …


Gran Loggia d’Italia
degli ALAM

Via San Nicola de’ Cesarini 3
Area Sacra di Torre Argentina
tel. 06 68805831
gldi@granloggia.it

L’ISTITUZIONE

La Gran Loggia d’Italia
Il Gran Maestro
La Storia
Il Rito Scozzese

COMUNICAZIONI

Rivista Officinae
Notizie & Comunicati
Contatti
Domande frequenti

SEGUI LA GLDI SUI SOCIAL

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube
  • X
Privacy Policy Cookie Policy

© Centro Sociologico Italiano Codice Fiscale 80209570581