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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

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Appunti sulla prudenza

Gran Loggia d'Italia · 18 Luglio 2019

di Antonio Binni

Sapienza è per l’uomo la prudenza (Proverbi 10,25). Per “prudenza” intendiamo “la scelta sagace dei mezzi idonei ad evitare le insidie”.La scelta viene compiuta tra ciò che giova e ciò che invece nuoce, fra comportamenti da perseguire o, invece, da evitare. Nel complesso degli accadimenti, fra previsioni incerte (Sap. 9,14), la prudenza orienta la scelta del contegno da tenere. La prudenza ha il compito di scegliere con sagacia, ossia con perspicacia nel considerare il futuro nel presente alla luce delle esperienze passate. Il fondamento della prudenza è dunque nella ragione, ragione speculativa e ragione pratica, ad un tempo. Ragione speculativa, in quanto richiede una deliberazione che poi si estende a giudicare ciò che si è trovato. Ragione pratica, perché comporta l’applicazione di ciò che si è deliberato, ordinato, appunto, alla ragione. Il comando – il che richiede la volontà – è dunque l’atto principale perché applica le cose deliberate e giudicate. In estrema sintesi, la prudenza è deliberazione, giudizio e comando. Oggetto di questa operazione complessa sono i mezzi che servono per raggiungere il fine per conseguirlo in concreto, perciò, idonei a dare corpo e sostanza alla scelta di favorire o di impedire gli atti che devono essere compiuti in seguito. I mezzi non sono determinati nella vita umana, ma sono variamente diversificati secondo la diversità delle persone e delle loro mansioni. Così non è prudente restituire le chiavi al proprietario dell’automobile se è in evidente stato di ebbrezza, mentre, all’opposto, è invece prudente munirsi di una torcia se si deve percorrere un tratto di strada buia. Evitare le insidie costituisce poi il fine della prudenza : fine che, alla stessa, è dunque, presupposto, come i principi alle conclusioni. Concludendo e riassumendo. La prudenza – termine che deriva da prevedere – è propriamente un pro-vedere: un vedere nel futuro partendo dal presente o dal passato. Per questo molto spesso, in pittura e in scultura, la prudenza è raffigurata come un Giano bifronte o con lo specchio a due facce. Comporta una decisione deliberata con lentezza, ma eseguita prontamente, con decisione, perché il tentennare, nella prudenza, è …da imprudenti! La prudenza è la sapienza delle cose umane. Non è perciò sapienza in senso assoluto proprio perché è “sapienza per l’uomo”. La prudenza è la retta ragione delle azioni da compiere. Per questo è la cifra dell’uomo saggio. L’uomo saggio è, infatti, prudente per definizione, in quanto determina in concreto la giusta misura fra l’audacia e la codardia o anche soltanto la semplice sconsideratezza.

Pubblicato in: Officinae

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