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Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Gran Loggia d'Italia degli ALAM

Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato

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Allocuzione del Sovrano Gran Commendatore Gran maestro Luigi Danesin alla Grande Assemblea della Loggia d’Italia

Luigi Danesin · 23 Marzo 2002

Il 23 marzo 2002 si è conclusa nella Casa Massonica di Roma la Grande Assemblea della Gran Loggia d’Italia. Durante i lavori conclusivi (la prima parte si era tenuta il 1° dicembre 2001) il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Luigi Danesin , neo eletto, ha relazionato sullo stato di salute della GLDI e in particolare si è soffermato su alcuni aspetti che interessano i rapporti con le Istituzioni, la Chiesa e la scuola. Qui di seguito pubblichiamo una sintesi dell’allocuzione che ha riscosso un particolare apprezzamento da parte degli oltre 400 presenti in rappresentanza delle Logge italiane.

Il giorno dell’Equinozio

Rimpaginamelo

“Oggi … entra l’Ariete / nell’equinozio e picchia la sua / testa maschia contro alberi e rocce / Galleggia / la prima schiuma sulle piante, pallida quasi verde e non rifiuta / l’avvertimento. E la notizia corre / ai gabbiani che s’incontrano / fra gli arcobaleni … / Nel pigro moto dei cieli / la stagione si mostra: al vento nuova, / al mandorlo che schiara / piani d’ombra aerei / e ricompone le sepolte voci / dei greti, dei fossati, / de giorni di grazia favolosi …”

Fratelli carissimi, in tal modo la lira del fratello Salvatore Quasimodo celebrava, negli anni Venti, l’equinozio di Primavera, simbolo del risveglio, della rinascita, del seme che, superato l’algore dell’Inverno, si fa pianta e si protende verso la luce.

Per molti questo giorno evoca il momento dell’origine, del passaggio dalle tenebre alla luce, del giorno della vittima sacrificale, dal cui sangue prende l’abbrivio la rinascita e la salvezza.

Non a caso, l’equinozio si compie nel momento in cui il Sole lascia il “Segno dei pesci” per entrare in quello “dell’ariete”, parabola dell’ultimo che si fa primo, dell’alfa e dell’omega, della morte che genera nuova vita.

“Mi sono mutato in Ariete per la tua felicità. Tu sei giunto alla via della Legge, per il tuo bene. Accedi dunque all’unica verità. Io sono il vessillo, io sono l’immortalità, io sono la sublime armonia”, si legge nell’Upanischad e l’ariete, il generatore di greggi, col suo sacrificio, indica la via, la cerca del Graal, il viaggio nel profondo del proprio io per trovare la “lapis exillis”, attraverso la quale l’uomo si compendia nel proprio Fattore.

L’equinozio è, dunque, il giorno dell’inizio ed oggi, Fratelli, con il compimento della Grande Assemblea Elettorale, noi diamo principio ad un momento nuovo della nostra storia, riprendendo insieme il cammino, lungo un percorso che chiamiamo Tradizione.

(…)

I punti programmatici

“Qui quasi cursores vitae lampada tradunt” gli anni passano, trasformano gli eventi in memoria, gli uomini scompaiano, ma la tradizione imperitura, l’Even hashetijà della Massoneria, rimane ed indica, alle nuove generazioni, la strada da seguire.

Nei mesi precedenti alla Grande Assemblea elettorale, quasi a voler votarsi alla Tradizione, stilammo, insieme al Ven.mo e Pot.mo Fr. Luigi Pruneti, Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Aggiunto Vicario, un programma che vogliamo portare a compimento, pronti a dedicare, per la sua realizzazione tutte le nostre forze.

In questi primi mesi di governo, a dire il vero, alcuni punti indicati nel programma sono stati già affrontati e risolti, come tutti voi avete avuto modo di notare leggendo le numerose Balaustre che abbiamo inciso. Ma la strada da percorrere è ancora tanta e via via che un tratto di cammino è percorso, appaiano nuovi problemi e novelle mete.

E’ dunque opportuno, in questa sede, indicare lungo quali parametri la gran maestranza intende muoversi in un prossimo futuro.

(…)

Salvaguardare la Tradizione iniziatica della Comunione.

Ci siamo già dilungati sull’essenza della Libera Muratoria che mira ad avvicinarsi a quell’archetipo di uomo che trascende la greve materialità per identificarsi in quello ethos che alberga in lui. Il processo, per conseguire un simile risultato, si avvale di una metodica tradizionale, impostata sul simbolo, sull’empatia di gruppo e su una graduale acquisizione della conoscenza. Attenzione, però, tale via, per sua natura, può essere facilmente smarrita. La mancanza di assiomi apodittici, l’unicità della materia sulla quale si opera, il metodo che tende a farsi contenuto e, infine, la carenza di verifiche oggettive, sono caratteristiche che implicano possibili deviazioni. Infatti, non essendoci “testi sacri”, né dogmi, né soggetti depositari di verità, il cammino risulta difficoltoso e il rischio di prendere scorciatoie che riconducono alla profanità, forte. Molte Obbedienze, hanno optato per tali percorsi, trasformandosi in associazioni di servizio e, di conseguenza, si sono smarrite nella palude di un associazionismo privo di significato.

(…)

E’ essenziale pertanto:

Avere il massimo riguardo per la Tradizione dell’Obbedienza e la ritualità con il fine di realizzare, insieme, il progetto iniziatico della Libera Muratoria Scozzese. Ciò significa un assoluto rispetto degli Statuti e dei Regolamenti della Gran Loggia d’Italia e del Supremo Consiglio del R.S.A.A. Tali norme vanno applicate, sempre e comunque, nello stesso modo. Se vi sono alcuni punti oscuri che si prestano a diverse interpretazioni, questi vanno chiariti, per avere un’uniformità procedurale

Avere un’estrema attenzione nei processi di avvicinamento. Infatti, recita l’art. 339 degli Statuti Generali “La propagazione dell’Ordine è il più importante fra i lavori massonici; l’ammissione di un profano nel seno dell’Ordine medesimo, è il lavoro più pericoloso”. Questo passo, di antica e sperimentata saggezza, ci richiama sulla necessità del proselitismo e sulla prudenza nell’effettuarlo.

La crescita dell’Ordine deve essere costante, svilupparsi in modo armonico su tutto il territorio nazionale, interessare sempre di più i centri minori, dove non deve mancare il vessillo della Gran Loggia d’Italia.

Il nostro sviluppo, in questo ultimo periodo, è stato vertiginoso, ma deve interessare ogni lembo della Penisola, con un’identica “vis”.

Iniziativa, dedizione, attenzione sono le armi che permettono un costante avvicinamento di profani.

A queste doti, non va giammai disgiunta prudenza e attenzione. Infatti, la Massoneria è una costruzione perfetta ma se nel suo ordito entrano con fini errati profani che si fingono massoni, la costruzione può averne grave nocumento.

Da qui la necessità di un’estrema attenzione nelle Tegolature.

(…)

Studiare il simbolo.

Il simbolo è lo strumento principale per addivenire alla crescita iniziatica è il tramite fra il microcosmo e il macrocosmo.

Interrogare il simbolo significa rapportarsi ai significati più profondi dell’esistenza, ascendere dall’immanente al trascendente, calarsi nella dimensione propria dell’iniziato.

Ogni qualvolta si esamina il simbolo con volontà di comprenderlo, questo ci svelerà universi sempre nuovi, ci porterà a riflessioni che prima non avremmo supposto e, in tal modo, permetterà che il nostro viaggio alla ricerca dell’occultum lapidem, prosegua in modo corretto e premiante.

(…)

Rivisitare i Rituali.

I Rituali, sui quali lavoriamo. sono il frutto della nostra Tradizione.

Vanno perciò gelosamente conservati e protetti da ogni contaminazione.

Ciò non impedirà di sottoporli ad un’attenta opera di restauro e ripristino.

Infatti, nel corso degli anni vi sono state alcune aggiunte e manomissioni o semplificazioni che vanno corrette, per riconsegnarli al loro compiuto valore iniziatico.

(…)

Un’Obbedienza, per essere tale, non può avvalersi di “libere interpretazioni” se così fosse cesserebbe di essere tale per trasformarsi in un coacervo pittoresco ma inutile di liturgie senza senso.

(…)

Collegialità nella gestione dell’Obbedienza.

La nostra Comunione è un eggregore di Fratelli dove ognuno porta il proprio contributo per il bene comune. Pur rimanendo il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro il vertice istituzionale e irrinunciabile della Comunione è fondamentale che vi sia una collegialità effettiva e non virtuale nella conduzione.

(…)

Per questo il Gran Magistero ha assunto la decisione unanime di ridurre il numero dei membri di questi organismi. Nel tempo, infatti, le cariche si erano moltiplicate fino al punto da far perdere loro ogni significato.

Le cariche rischiavano di trasformarsi in meri titoli onorifici e i prefati organismi in orpelli pletorici, pressoché inutili e incapaci, di fatto, ad operare in modo significativo.

(…)

Organizzazione della solidarietà.

La solidarietà e la beneficenza sono doveri fondamentali per il Libero Muratore.

Egli deve gioire e dolersi col Fratello. E’ impensabile che un Massone sia chiuso nel proprio egoismo o mostri indifferenza alle sofferenze o ai problemi di chi gli siede accanto. Egli deve avere una sensibilità superiore che lo porti a considerarsi parte integrante dell’umanità, con i suoi dolori e le sue difficoltà.

Deve aiutare, venire incontro al bisognoso, elargire in modo proficuo ed illuminato.

(…)

Comunicazione e stampa massonica.

Oggi saper comunicare significa, semplicemente, esistere e noi non possiamo fare a meno di quegli strumenti indispensabili per fare udire la nostra voce.

INTERNET:

Molti Fratelli stanno lavorando con passione alla realizzazione di questo strumento indispensabile, che garantirà una nostra presenza evidente, aggiornata, incisiva sulla rete.

AGENZIA STAMPA PALAZZO VITELLESCHI:

Grande importanza ha anche l’agenzia stampa che deve essere efficiente e organizzata.

OFFICINAE:

Più che altro il salto di qualità deve riguardare la diffusione che dovrà varcare i limiti della distribuzione interna. La nostra “voce” dovrà essere udita nel mondo profano, essere presente in librerie di prestigio, trovare lettori interessati anche al di fuori della Comunione. Per far questo è necessario anche dare un assetto diverso alla nostra casa editrice EDIMAI, trovare la formula giusta che consenta la commercializzazione delle nostre pubblicazioni

Lavori di ristrutturazione della sede nazionale.

La nostra sede nazionale è di grande prestigio e fa onore alla Comunione. Necessitava, però di alcuni lavori di ristrutturazione e di restauro che mettessero in luce tutta la bellezza dei locali e li rendessero, al contempo, più funzionali e sicuri. Questo prevede, fra l’altro:

Il restauro dello scalone monumentale, ricondotto al suo originale splendore;

Il ripristino del portale nobile d’ingresso;

La ristrutturazione del piano, compreso il salone di rappresentanza e l’istituenda biblioteca.

Entro il mese di ottobre del corrente anno, i lavori saranno terminati.

L’importanza dello studio della storia.

Chi non ha passato rischia di non avere futuro.

La storia è uno strumento indispensabile che permette di comprendere il presente e di progettare gli anni che verranno, rimanendo fedele alla propria tradizione.

Un’associazione che non possiede storia non ha dignità di esistere.

E’ indispensabile, pertanto, coltivare lo studio della storia della Massoneria italiana e in particolare della nostra Obbedienza.

Per far questo bisogna dotarsi di strumenti adeguati: quali un archivio storico ordinato e consultabile e una biblioteca centrale capace di fornire servizi agli interessati e studiosi, dotata di un catalogo, con chiavi di ricerca che permetta la consultazione e la lettura. Siamo convinti che con un po’ di tempo raggiungeremo questi risultati.

Il Ven.mo e Pot.mo Fr\ Luigi Pruneti, Luogotenente Sovrano Gran Commendatore, Gran Maestro Aggiunto Vicario, sta lavorando ad una storia aggiornata della Comunione.

Creare organismi di difesa della Massoneria.

Il pogrom del ’93 appare ormai un ricordo lontano, ma la storia ci insegna che, nel nostro Paese, i linciaggi morali sono sempre possibili, la caccia alle streghe ricorrente.

Vi sono poi situazioni locali dove la discriminazione verso i Massoni è, a volte, strisciante e in altri casi conclamata.

Basti pensare quante volte sono stati calpestati gli articoli 13, 17, 18 e 21 della Costituzione della repubblica italiana, per non parlare dell’articolo 1 dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

E’ necessario, di conseguenza, fondare un osservatorio permanente sul rispetto della libertà di pensiero e di associazione che monitorizzi la discriminazione, l’accusa gratuita, la disinformazione, la menzogna e una consulta legale, pure permanente, che consenta di adire alle vie legali tutte le volte che qualcuno superi i limiti posti dalla legge.

Quest’ultimo strumento è indispensabile per un’attenta opera del Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro. La consulta dovrà essere agile, operativa, pronta ad intervenire in tempi brevi. Se risponderà a questi requisiti sarà un organismo di estrema utilità per la serenità di ciascuno di noi.

Rapporti con le altre Potenze Massoniche.

I rapporti con le altre Potenze Massoniche Sovrane sono estremamente importanti e vanno coltivati con estrema attenzione su un piano di parità e di reciproco riconoscimento.

Sia chiaro, noi siamo un’Obbedienza Tradizionale e come tale Regolare.

Possiamo avere rapporti di amicizia e di collaborazione con tutti, ma riconoscere solo chi coltiva i nostri stessi principi.

Coloro che confondono la regolarità iniziatica con il riconoscimento da parte di qualcuno che si attribuisce un’esclusività quasi rivelazionistica, è caduto in una dimensione antitradizionale che lo condurrà, ineluttabilmente, ad un associazionismo di maniera dove il simbolo sarà un di più e il rito un orpello.

(…)

Con numerose Obbedienze di paesi stranieri siamo in ottimi rapporti, riconosciamo loro dignità iniziatica tradizionale e in questo siamo ricambiati.

La Gran Loggia d’Italia è parte integrante di organismi internazionali quali il CLIPSAS e il SIMPA, che raggruppano, rispettivamente, 39 e 22 obbedienze

Rapporti col mondo istituzionale e politico.

E’ doveroso indirizzare subito, il nostro deferente saluto a S. E. Carlo Azelio Ciampi, Presidente della Repubblica Italiana.

Il capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale, per la quale si sacrarono tanti martiri.

(…)

Entrando in merito all’argomento, ci sembra opportuno sottolineare che ci occuperemo, in prima persona, di questo aspetto d’importanza fulcrale.

Abbiamo già avuto numerosi incontri, tutti estremamente positivi, con esponenti politici di primo piano e con altissime cariche istituzionali.

Desideriamo procedere sempre più speditamente su questa linea.

E’ fondamentale che le Istituzioni riconoscano il ruolo storico, formativo, morale della libera muratoria e la garantiscano da chi attenta alla libertà di associazione, prevista dalla Carta costituzionale all’articolo 18 dove si afferma che “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.

I partiti politici devono, pertanto, rivedere quegli articoli dei loro statuti, retaggio di ideologie retrive ed antidemocratiche, che impedendone ai massoni l’iscrizione, vietano loro il diritto di contribuire alla vita politica del paese, sancito dall’articolo 49 della Costituzione che recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Così pure quelle regioni che, ancor oggi, con leggi locali incostituzionali vessano, di fatto, la libertà dei massoni, impedendo loro di operare professionalmente in questi enti regione e nelle pubbliche amministrazioni controllate.

Dialogo con la Chiesa cattolica.

Fratelli, dirò subito! Sul nostro Rituale di Primo Grado, là dove sono indicati i principi fondamentali della Libera Muratoria, leggiamo:

“Un libero muratore ha l’obbligo, in virtù del suo titolo, di obbedire alla legge morale, e se egli ben comprende l’Arte non sarà mai uno stupido ateo, né un libertino senza religione”.

(…)

L’anticlericalismo rabico dell’Ottocento che si scagliava contro “l’oscurantismo pretesco” è un ricordo lontano, sbiadito nel tempo e sarebbe nostro desiderio colloquiare con la Chiesa Cattolica. “Dialogo, come afferma Franco Molinari, non significa … accordo, ma ricerca pacata di una piattaforma comune per il servizio dell’uomo, pur partendo da una diversa identità”.

Ma tale dialogo è possibile, secondo alcuni cattolici, a due condizioni: “… solo con quelle obbedienze massoniche nelle quali l’applicazione del metodo massonico non conduce a risultati che la chiesa deve considerare aggressivi nei suoi confronti e nocivi alla società … In secondo luogo, atteso che un cattolico non può praticare il metodo massonico anche a prescindere dai risultati, senza pericoli inaccettabili per la sua fede, il dialogo è opportuno solo con quelle obbedienze massoniche che siano pronte a prendere atto lealmente della esclusione della doppia appartenenza pronunciata dalla Chiesa”.

(…) la questione della doppia appartenenza può essere un falso problema: invero, la massoneria può essere equiparata ad altre forme di libero associazionismo, anche con intento formativo, che sono regolamentate dalla legge civile. Sarà la coscienza del singolo appartenente ad esercitare una continua verifica sulla legalità, eticità e lealtà verso la propria appartenenza religiosa.

(…)

La Gran Loggia d’Italia è disponibile a chiarire la propria identità e finalità, rispetto alla sfera del religioso, in un serio dialogo, non solo con la chiesa cattolica, ma con tutte le chiese cristiane e le grandi fedi religiose.

La Gran Loggia d’Italia è disposta ad impegnarsi, in quest’opera, ad ogni livello di dialogo: discutendo, con accoglienza e civiltà, con l’uomo della strada sul piano privato; dibattendo, ufficialmente e ufficiosamente, in sedi locali, diocesane, etc.; dissertando, a massimi livelli, con conferenze episcopali e con la Congregazione per la Dottrina della Fede che ha sancito, nel 1983, l’incompatibilità.

(…)

Sentenze concernenti la Massoneria.

Molti di voi si ricorderanno gli avvenimenti del 1993 E.V. quando si scatenò in tutto il paese una generalizzata “caccia al Massone”.

(…)

Uno degli elementi scatenanti di tale pogrom fu l’inchiesta aperta dal dottor Agostino Cordova, Procuratore Generale di Palmi, sulla Massoneria ed estesa a tutto il territorio nazionale.

Ora, a molti anni di distanza, il Tribunale ordinario di Roma, sezione dei giudici per le indagini preliminari, ufficio 22, ha decretato l’archiviazione dell’inchiesta.

(…)

La notizia di questa sentenza, insieme a quella emessa il 2/08/2001 E. V. dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ci hanno alquanto confortato. Ciò non toglie l’amarezza di quei mesi bui quando, fra il blaterare di alcuni ed il silenzio colpevole di molti, la nostra coscienza di massoni, di cittadini e di uomini liberi, fu profondamente offesa.

Noi abbiamo fiducia e rispetto profondo nella Magistratura che, come indica l’articolo 104 della Costituzione, “costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, ma auspichiamo che essa non sia influenzata da campagne discriminatorie contro la massoneria ed anzi si erga a difesa della libertà di associazione e di pensiero.

(…)

Educazione, formazione e istruzione dei giovani.

La seconda riflessione concerne un tema di grande attualità: la scuola e il nuovo modello educativo e formativo del Paese.

Un Libero Muratore, che fa della ricerca della verità la propria divisa, sente intimamente questo problema.

(…)

Noi non vogliamo né possiamo entrare in merito alle singole questioni. Ma vogliamo sottolineare l’assoluta importanza di questo aspetto sul quale si giocano le future sorti del paese.

Ci pare necessario evidenziare come per il Libero Muratore l’apparato educativo del paese debba rivolgersi a tutti, senza alcuna discriminazione di sesso, condizione sociale, estrazione socio-culturale o religiosa.

(…)

Le verità precostituite, i dogmi culturali, sono un veleno per le coscienze e portano ad un conformismo intellettuale che conduce ineluttabilmente al non rispetto della diversità, all’intolleranza e, di conseguenza, alla morte della libertà.

Noi siamo per una scuola che fornisca un metodo valido per ricercare e per capire autonomamente e per una proposta di contenuti che sia la più vasta possibile in modo tale che, la coscienza del singolo, sia rispettata in pieno.

(…)

La Massoneria nel Terzo Millennio.

Questi, in breve, sono i punti principali del nostro programma, strumento con il quale ci apprestiamo ad affrontare i primissimi anni del XXI secolo che il mondo attese, trepidante, in un clima di euforia, fra i riti del consumismo e il desiderio di prevederne gli orizzonti.

(…)

Siamo convinti che la Massoneria, quella vera, quella tradizionale che si pone come via iniziatica, possa dare delle risposte, venire incontro ai giovani che sempre di più chiedono una scuola di vita e di principi che rischiari un’esistenza ottenebrata, dal grande nulla, fatto d’effimero e di pseudo significati, dettati da martellanti campagne pubblicitarie. Il nichilismo potrà essere combattuto col ritorno all’ethos, alle tradizioni, alle virtù.

La Libera Muratoria è, dunque, oggi più attuale di ieri, può vincere una grande battaglia, operare in modo incisivo per il bene dell’intera umanità. Ma per far questo deve essere veramente fedele a se stessa, non cadere nel pericolo sempre ricorrente di abbandonare la strada maestra della Tradizione.

Vi è il rischio, lo abbiamo già detto, di smarrire il nostro tracciato disegno, banalizzando così la tradizione che, svuotata di ogni significato, si ridurrebbe ad una sorta di parodia. Saremmo giunti, a questo punto, ad una dimensione contro-iniziatica che tenderebbe, consciamente od inconsciamente, a distruggere la tradizione stessa.

Tale tema è particolarmente caro a Guenon che lo definisce come “ …una degenerazione che giunge fino al suo grado estremo, cioè fino … al rovesciamento” dei valori iniziali. Ed aggiunge che “Un nuovo pseudoesoterismo è destinato a fornire un’apparente soddisfazione a coloro che non si accontentano più dell’esoterismo sviandoli però dal vero esoterismo al quale si pretendeva di contrapporlo”.

Noi dobbiamo rifuggire da una tale dissacrazione e proteggere la nostra purezza.

Se così sarà, riusciremo ad essere una palestra di tolleranza, un grande cantiere di vita, inteso come assoluto rispetto del pensiero altrui, che comporta la salvaguardia della diversità, presupposto necessario al dialogo e ad una crescita globale.

Solo in questo clima di collaborazione e di rispetto condiviso, può germinare la libertà, quella vera, assoluta, che non conosce condizionamenti.

Libertà e tolleranza conducono ad uno stato di uguaglianza nella differenza che genera la fratellanza.

Deve essere fratellanza concreta, non astrusa dichiarazione di principio, ma sentita, vissuta e dimostrata.

Così la Comunione si trasformerà in una sola grande casa, abitata da pensieri diversi ma con un unico grande cuore che pulsa per trasmettere all’umanità intera una linfa vitale che si chiama bene.

E nel segno del bene, di cui l’ariete equinoziale ne è simbolo, stringiamoci, Sorelle e Fratelli carissimi, in una simbolica catena d’armonia che travalichi spazio e tempo e unisca tutti gli iniziati in un grande tempio vivente ad onore e gloria del Grande Architetto dell’Universo.

Luigi Danesin

Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro
della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori

Pubblicato in: Allocuzioni Gran Maestro Luigi Danesin

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Officinæ n. 5 – Febbraio 2026

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