Il 25 aprile è la pietra d’angolo posta a fondamento della nostra democrazia. E’ in quel momento che vengono gettate le basi per la rinascita. Quella data, che ha un duplice valore storico e simbolico, segna un passo in avanti. Il disorientamento che aveva seguito la grande guerra, le lacerazioni morali e materiali generate dal secondo tragico conflitto mondiale venivano finalmente messi tra parentesi; comincia un percorso diverso, sostanziato di rilancio e di crescita che avrebbe posto le premesse per il posizionamento dell’Italia nel novero delle grandi potenze industriali.
Diritto, solidarietà, uguaglianza delle opportunità, rispetto, condanna delle discriminazioni e del pregiudizio su questo asset valoriale, sancito senza ambiguita dalla nostra Costituzione si apriva un nuovo orizzonte.
Dobbiamo partire da questa consapevolezza per vivere la prossima ricorrenza superando gli schematismi ideologici, troppo spesso alimentati da uno spirito di fazione che continua a lacerare la memoria e il ricordo di fatti ed eventi
Dobbiamo riannodare un rapporto diretto con il passato che appartiene a tutti, esercitando quel pensiero critico che abbiamo perso di vista, perchè troppo superficiali, fatalmente schiacciati sul presente.
La libera muratoria ha da sempre esercitato una forte influenza sulla maturazione del pensiero liberal democratico e riformista. La cultura della democrazia partecipativa, l’etica civile che si matura nel rispetto e nel confronto, la dimensione dell’ascolto che si arricchisce del pluralismo delle idee e delle opinioni sono la stella polare, che ci riporta agli aspetti essenziali della nostra Comunione massonica. Universalismo ed equilibrato spirito patriottico sono principi e valori indefettibili che sono presenti nel nostro bagaglio e che dobbiamo mettere a disposizione della collettività, perseguendo l’opera di perfezionamento dell’uomo, che va di pari passo con l’edificazione di una società più giusta.
Sono obiettivi alti e sfidanti da perseguire senza sosta, con spirito libero e mente rivolta al futuro.
Luciano Romoli
Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia



