U.M.M. - Unione Massonica del Mediterraneo

Nell’anno 2000 il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, Fr. Franco Franchi, ebbe l’idea di lanciare un messaggio alle Potenze massoniche dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, perché si incontrassero per confrontarsi sulle comuni radici e verificare se il loro percorso iniziatico fosse influenzato, e in quale misura, da una Tradizione tipicamente mediterranea.
 
L’appello fu accolto positivamente e pertanto il 12 febbraio 2000 la Gran Loggia d’Italia organizzò un primo incontro di studio a Reggio Calabria, centro ideale della Magna Grecia, proponendo come tema “Il Mediterraneo come centro di cultura e di tradizione iniziatica”. L’esito fu altamente positivo, vi parteciparono Delegati della Spagna, Grecia, Libano, Bulgaria, Romania e dal dibattito emerse la conferma che esiste un legame tra l’Istituto massonico e le più antiche Scuole iniziatiche. La comunanza di origini mediterranee trasfuse nella pratica massonica alimentò il desiderio di approfondire questa conoscenza rinnovando le occasioni d’incontro.
 
Alla fine dello stesso anno 2000, precisamente il 4 novembre 2000 la Gran Loggia d’Italia promosse una seconda Conferenza a Palermo suggerendo, questa volta, un confronto tra due diverse culture proponendo il tema “Tradizione iniziatica mediterranea verso Tradizione iniziatica nord-atlantica”. Emersero convergenze nel filone unico della Massoneria, ma anche specificità di ciascuna delle due Tradizioni, conservate nel tempo, specie nell’area mediterranea. Aspetto significativo di questa seconda edizione fu che alle Delegazioni estere si aggiunse il Grande Oriente di Francia, rappresentato dal suo Gran Maestro Aggiunto, Fr. Gerard Cambuzat.
 
Avviato ormai un ritmo di riunioni annuali, nel novembre 2001 venne organizzata sempre dalla Gran Loggia d’Italia a Napoli la III Conferenza ma questa volta, oltre ad approfondire ulteriormente la tematica della Tradizione iniziatica mediterranea, le Potenze massoniche convenute decisero di sottoscrivere un Protocollo d’intesa che segnò la nascita di un Organismo internazionale denominato “Catena di Unione Massonica Iniziatica Mediterranea”. Le Obbedienze firmatarie erano: Grande Oriente di Francia, Serenissimo Grande Oriente di Grecia, Ordine Massonico Internazionale Delphi, Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M., Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia, Gran Loggia Centrale del Libano, Gran Loggia dei Cedri, Gran Loggia Simbolica Spagnola, Gran Loggia Liberale di Turchia.
 
La IV Conferenza venne organizzata a Beirut nel 2003 a cura della Gran Loggia dei Cedri, per discutere il tema “Il Mediterraneo punto d’incontro fra Oriente e Occidente”. A parte la fecondità degli spunti emersi dal dibattito e la condivisione d’intenti tra le Obbedienze Mediterranee, l’incontro servì a definire gli aspetti organizzativi del nuovo Organismo. Venne data la denominazione definitiva di “Unione Massonica del Mediterraneo”, fu scelto il logo, venne affidato il coordinamento permanente alla Gran Loggia d’Italia, fu deciso di organizzare un incontro annuale, vennero fissate le modalità di ammissione di nuove Obbedienze, la gratuità della partecipazione.
 
La V Conferenza fu ospitata nel 2004 a Tarragona, dalla Gran Loggia Simbolica Spagnola. I temi trattati dimostrarono che ormai l’Unione era una realtà vitale e che, dopo i primi incontri di studio e confronto, era ormai pronta ad affrontare tematiche più aderenti ai problemi della modernità.
Furono trattati infatti temi inerenti alla costruzione di una democrazia multiculturale, al recupero di un’etica della tolleranza, alla fondazione di una coscienza comune, alla creazione di uno spazio di laicità.
 
La VI Conferenza di Atene, patrocinata dall’Ordine Massonico Internazionale Delphi nel Febbraio 2006, ha confermato il crescente interesse per il nuovo organismo non solo da parte di Obbedienze di Paesi appartenenti all’area mediterranea, ma anche estranei ad essa. Il tema trattato, coerente con lo sviluppo operativo del percorso dell’Unione, era “Identificazione delle differenze culturali che impediscono la creazione di uno spazio comune nel Mediterraneo”. I risultati sono stati di grande interesse. Sul piano della crescita interna si è registrato un evento particolarmente significativo: l’ammissione di una Potenza massonica dell’altra sponda del Mediterraneo, la Gran Loggia del Marocco e del Grande Oriente Lusitano che, pur appartenendo ad un Paese che si affaccia sull’Atlantico, fa parte della Penisola Iberica e risente fortemente della influenza della civilizzazione mediterranea. Con questa ultima ammissione l’Unione ha dimostrato di avere una vocazione universale, non limitata ad un’area geografica, bensì a tutte le realtà territoriali che riconoscono nella Tradizione mediterranea, l’elemento formativo del proprio sviluppo.
 
La VII Conferenza si è svolta ad Antalya nel 2007 ed è stata organizzata dalla Gran Loggia Liberale di Turchia. Cerimonia rituale ad AntalyaIl tema prescelto “L’irraggiamento della Massoneria può essere realizzato a partire dal Mediterraneo?” Questa volta risultava chiaro ed esplicito che le Obbedienze aderenti alla Unione si interrogavano su un possibile rilancio della Massoneria fondato sulla riscoperta delle solide e prestigiose radici della Tradizione mediterranea. La risposta è stata positiva e, in una Dichiarazione finale firmata dalle dieci Potenze massoniche membri e da sette delegazioni presenti in veste di osservatori, si è affermata l’intenzione comune di utilizzare le risorse della cultura mediterranea per rispondere alle sfide della nostra società in evoluzione e ricercare il cammino della pace. E’ stata ammessa nell’Unione la Gran Loggia Unita del Libano.
 
L’VIII Conferenza, a cura del Grande Oriente di Francia, è stata ospitata a Marsiglia nell’aprile 2008 dove si è dibattuto il tema  “L’impegno della Massoneria adogmatica nella modernità: ricerca verso la pace del Bacino del Mediterraneo”.
Giunta ad un punto di maturazione e di piena condivisione tra le Comunioni che ne fanno parte, l’Unione Massonica del Mediterraneo aspira adesso alla realizzazione di progetti che possano dare un senso compiuto ai propositi filantropici espressi in tutte le Conferenze dai Delegati delle Obbedienze che ne fanno parte o che hanno preso parte ai Lavori come osservatori.
 
(Gli Atti delle prime sette Conferenze sono stati pubblicati a cura delle Obbedienze ospitanti)
  
Il progetto mediterraneo lanciato dalla Gran Loggia d’Italia, non in concorrenza o in alternativa con altri organismi massonici internazionali, si propone di dare forza e autonomia ad una Massoneria libera dai rigidi canoni imposti dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra e pronta ad interpretare i segni dei tempi nuovi.
Una visione della Massoneria aperta e moderna, che abbraccia non solo la vecchia Europa, ma anche Paesi dell’Africa e del Medio Oriente, è quella che può meglio favorire il dialogo e garantire un futuro di tolleranza, rispetto e condivisione a chi oggi soffre guerre, fanatismi e privazioni di ogni genere.
  
 La IX Conferenza, tenutasi a Venezia nel novembre 2009, ha segnato una nuova fase dell'U.M.M.: con l'approvazione della Dichiarazione congiunta, le Obbedienza membri si sono impegnate ad attivarsi concretamente a favore delle giovani generazioni dei Paesi del Mediterraneo, su cui sono poste  tutte le speranze per un futuro di comprensione e solidarietà tra i popoli di quest'area. La costituzione di un premio destinato a sostenere progetti umanistici a servizio del dialogo interculturale ne è un primo esempio.
La Conferenza di Venezia ha visto un ulteriore allargamento dell'U.M.M. con l'ammissione della Gran Loggia Femminile di Francia e la Federazione Internazionale del Droit Humain.
La X Conferenza si è tenuta a Beirut (Libano) nel giugno del 2010.