Stradario magico-insolito di Firenze

Fino dai suoi prodromi romani Firenze è stata un crocevia insolito, in bilico fra il magico e l’esoterico. La città, infatti, ha ospitato, sempre con discrezione, i culti isiaci dell’epoca imperiale, le magioni templari del Medioevo e, più tardi, l’occultismo e una forte presenza massonica.

Un filo rosso che raccorda paranormale, miracoli, tradizione ed esoterismo alla vita della città e lo collega a ritualità perdute, ad antichi riti e ad un sottobosco insospettato dominato da aspetti parapsicologici e magici, in un contrasto fra superstizione medievale e moderno razionalismo di estrazione rinascimentale. Infine Firenze si è persino ritagliata un posto rilevante nell’ambito dei fenomeni legati al problema degli UFO.

Vari Autori hanno messo a fuoco questo volto inedito della Città del Fiore tradizionalmente collegata alla mitica Atlantide, culla delle arti ma connotata dal leonino “Marzocco” perché nata sotto il segno di Marte e caratterizzata da una dimensione “altra” che in Italia si registra solo a Torino e Roma, anch’esse non certo a caso capitali d’Italia. Mai nessuno, però, si era cimentato in uno “stradario” fiorentino in chiave magico-insolita, indicante via per via, luogo per luogo, i siti di presenze o manifestazioni inquietanti. Dallo spettro di Byron nel Cimitero degli Inglesi di Piazza Donatello al criptico palindromo zodiacale nel Battistero, dalla comparsa di “dischi volanti” sullo Stadio Artemio Franchi nel 1954 alla miracolosa resurrezione di un bimbo francese dovuta a San Zanobi, dai fantasmi di Via Bolognese alle riunioni spiritiche del “Cerchio Firenze 77”.

Tutto questo ci è descritto con misura e coinvolgimento da Luigi Pruneti e Roberto Pinotti, indagatori d’eccezione nei meandri meno noti di una Firenze nascosta ma posta in tal modo alla portata di tutti.