Regolarità massonica

Il 3 dicembre 1978 E.V., nel corso di una memorabile, Grande Assemblea della Gran Loggia d'Italia, il Ven.mo e Pot.mo Fr. Giovanni Ghinazzi affermò che debbono ritenersi regolari quelle Comunioni massoniche che “...nel proprio svolgersi seguono determinate regole di loro scelta o quanto meno di loro interpretazione”.

In pratica egli affermava che la regolarità latomistica dipende non da riconoscimenti o da primogeniture, ma dal seguire quella tradizione iniziatica nell'alveo della quale di colloca la Massoneria. Chi fa dipendere la regolarità dal riconoscimento di una potenza massonica straniera, alla quale si attribuisce, esplicitamente, il diritto di “placet” confonde la via iniziatica con usi e comportamenti che afferiscono alle religioni e ai loro dogmi.

La tesi di Giovanni Ghinazzi trova assoluto conforto nel pensiero di René Guenon che in un articolo pubblicato nell'Aprile del 1910 sulla rivista “La Gnose” affermava “si cerca sempre di fondare la regolarità su delle considerazioni puramente storiche, sulla prova vera e presunta di una trasmissione ininterrotta di poteri, a partire da un'epoca più o meno remota; ora, è proprio il caso di confessare che, da questo punto di vista, sarebbe facile trovare delle irregolarità all'origine di tutti i riti praticati attualmente... La vera regolarità risiede essenzialmente nell'ortodossia massonica; e questa ortodossia consiste, innanzi tutto, nel seguire fedelmente la Tradizione, nel conservare con cura i simboli e le forme rituali che esprimono questa Tradizione e ne costituiscono come la veste”.

Il pensiero di Guenon fu ripreso nel 1977 da Giovanni Ponte in un articolo apparso sulla “Rivista di studi tradizionali” nel quale si confermava che “...chi scambia il valore tradizionale e iniziatico dell'iniziazione massonica con una questione di “regolarità” e di riconoscimenti diplomatici è caduto nella trappola di un tradizionalismo, nel quale si troverà tanto più imprigionato quanto più ne sarà soddisfatto e compiaciuto”.

Pertanto, carissimi, Fratelli che, oggi come ieri, afferma di essere “regolare”, vantando o anelando il riconoscimento di una Potenza massonica straniera, percorre la via dell'errore che lo condurrà, ineluttabilmente, al porto, senza ritorno, della profanizzazione.

La vera regolarità consiste nel rispettare gli Statuti e i regolamenti, nel vivere la ritualità, nell'interrogare il simbolo, nel calarsi in quella Tradizione ancestrale di cui siamo umili eredi.

di Franco Franchi