Massoneria moderna

Se le radici della Massoneria "speculativa" possono farsi risalire all'innesto nelle corporazioni muratorie medievali di elementi ermetici e rosacruciani, la nascita della Massoneria "moderna" ha una data ben precisa: il 24 giugno 1717, con il costituirsi a Londra della prima Gran Loggia. In realtà, per comprendere come un episodio in fondo banale - il raggruppamento di quattro Logge che decidono di costituirsi in Gran Loggia - sia potuto assurgere a fatto di rilevanza universale, bisogna far riferimento a quel particolare momento storico e culturale che si stava maturando, soprattutto in Inghilterra, tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo.

È, infatti, questo felice innesto tra il filone corporativo - esoterico delle Logge massoniche e la cultura illuminista del tempo che, fungendo da catalizzatore, può spiegare il "miracolo" del successo e del diffondersi dell'Istituzione massonica. Il substrato fertile per lo sviluppo della Massoneria moderna fu, dunque, la cultura inglese del tempo che, traendo i suoi presupposti da filosofi come Locke o da scienziati come Newton, avrebbe rivoluzionato i dogmi metafisici della conoscenza tradizionale ed avrebbe imposto al mondo occidentale nuove concezioni nella vita politica, economica e sociale.

Il liberalismo politico ed il liberismo economico, scaturiti dalla seconda rivoluzione inglese (sono emblematici in proposito la Dichiarazione dei diritti, "Bill of rights", per quanto riguarda l'assetto politico, o l'"Atto di tolleranza" per quanto riguarda la libertà religiosa), avrebbero avviato il mondo occidentale verso quei modelli di vita, prettamente "massonici", che sono tutt'oggi alla base della nostra civiltà. Basti pensare che proprio in quel periodo ed in quel clima culturale sono nati i concetti stessi di "progresso", di cosmopolitismo, di economia (si pensi alla rivoluzione agricola con la chiusura degli open fields e la trasformazione della produzione da uso diretto a coltura intensiva destinata ai mercati).

È in questo identificarsi con l'Illuminismo che la Massoneria propugna i principi cardine della libertà e della tolleranza, sicché l'uomo, liberato dalla schiavitù politica, dal fanatismo e dai pregiudizi, grazie alla Ragione ("sapere aude! Abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto!" avrebbe proclamato Kant), sarebbe potuto pervenire alla costruzione di un mondo migliore. In conclusione la valenza di quel 24 giugno 1717 è nei suoi presupposti e questi vanno ricercati nell'"Epistola de tolerantia" di Locke, nel tentativo di Robert Boyle di conciliazione tra scienza e fede sottraendo l'una al dogmatismo e l'altra al fanatismo, nelle concezioni religiose di John Toland, nel "Discorso sul libero pensiero" di Antony Collins, o negli scritti dello Shaftesbury, vale a dire nel clima culturale che si respirava in quegli anni in Inghilterra e che poi avrebbe trovato nell'"Encyiclopédie" lo straordinario veicolo di diffusione in tutta Europa.