Massoneria in Francia

In breve tempo l'interesse delle élite anglofile fa sì che si creino logge anche in Francia. Già prima della metà del '700 la massoneria francese elabora un proprio modello, che avrà grande diffusione nel mondo, introducendo per esempio l'uso delle spade e il proprio tappeto di loggia con i simboli della pietra grezza e levigata e i nodi d'unione, ma anche, nel rito d'iniziazione, il gabinetto di riflessione, i viaggi e le prove degli elementi. Nel 1761 poi, un massone di La Rochelle di nome Morin riceve una patente per fondare logge in America e per propagarvi gli Alti Gradi: è il segno di una nuova realtà massonica, che porterà alla nascita del “Rito di Perfezione”, e in seguito del “Rito Scozzese Antico ed Accettato”, di origine giacobita ma anche francese quindi, e destinato ad assumere tanto rilievo nella storia e nella prassi della Massoneria mondiale. A tanta importanza della Francia nella propagazione della Massoneria nel mondo non fa riscontro un' uguale uniformità di sviluppo all'interno.
Il Grande Oriente di Francia vede infatti la luce solo nel 1773, federando e armonizzando l'insieme delle strutture e degli usi in vigore. Nel 1789 il Grande Oriente di Francia conta ben 30.000 membri e circa mille logge, e sebbene oggi sia noto che alle origini della Rivoluzione francese non ci fu “un complotto massonico”, è altrettanto noto che numerosi massoni parteciparono a quegli avvenimenti e l'influenza delle idee dibattute nelle logge fu assai notevole su di essi.

Tale influenza non diminuì affatto durante il periodo napoleonico, ma anzi l'Armée divenne luogo di ampia diffusione massonica, ed anche per questo il “modello” francese si propagò in quegli anni in tutta Europa, contribuendo all'affermazione di quei principi e di quei rituali che hanno poi fatto in gran parte la storia della massoneria europea. Con la Restaurazione quindi non meraviglia che la Massoneria francese vivesse momenti assai difficili, ma già con l'assunzione al trono di Luigi Filippo le cose cominciarono a migliorare, e dopo la rivoluzione del 1848 andarono ancor meglio. Nemmeno Napoleone III, dopo la restaurazione dell'Impero, volle mettersi in urto col Grande Oriente, anche perché molti dei più competenti e fidati funzionari dello stato ne erano membri. Nel 1877 la sempre più radicata tendenza a costituirsi come massimo oppositore della Chiesa porta il Grande Oriente di Francia ad una svolta clamorosa: dal primo articolo delle sue Costituzioni viene eliminato il divieto di accettare un ateo nonché ogni riferimento al Grande Architetto dell'Universo. Con ciò, il Grande Oriente si pone in netta opposizione con la Gran Loggia d'Inghilterra, che lo dichiara “irregolare”, seguito in breve lasso di tempo dalle obbedienze di molti altri paesi. E questa peculiarità è rimasta fino ad oggi, ma non ha impedito alla Massoneria francese di continuare ad essere ben viva e rispettata sia in Francia che all'estero.