Massoneria e Stato

Negli ideali massonici rientra la concezione di uno Stato democratico che trae forza e sicurezza esclusivamente dall'alto grado di civiltà dei suoi cittadini.
Da ciò deriva l'estrema importanza attribuita dalla M. alla divulgazione dell'antico e sempre attuale fine di contribuire, secondo le sue possibilità, all' aumento e miglioramento continuo del grado di civiltà degli uomini – e quindi, dei cittadini. In questo senso, la Massoneria lavora per il bene ed il progresso della Patria e dell'Umanità.
E' infatti interesse dell'una e dell'altra che siano sempre disponibili persone preparate e dotate di una visione etica rigorosa ed equilibrata anche nella gestione della cosa pubblica, oltre che, ovviamente, libere e di buoni costumi.
Preparate magari culturalmente, prima che operativamente; attente ai bisogni di coloro che le sono vicini, ma impegnate a tener conto anche di quelli di chi è lontano.
Solo occasionalmente tali doti possono essere naturali, e comunque, anche per chi le possiede per dono di natura, può essere utile una palestra che formi al loro esercizio.
E' insomma interesse della comunità poter contare su persone culturalmente e materialmente preparate, pronte ad operare per il bene comune, con spirito di servizio, onestà e lealtà nei confronti della comunità tutta.

J.B.Fichte definì la Massoneria una "società separata". In essa vengono svolte attività nettamente distinte da quella "principale" (comunque, in funzione del suo miglioramento), e in ciò si gioca tutta la particolarità del rapporto tra Massoneria e Stato.
Oggi, evidentemente, le condizioni culturali e legislative non sono più quelle dell'inizio dell'800 - ma il rispetto di identità e funzioni dovrebbe rimanere immutato.
La "società separata" è sicuramente un laboratorio formativo di uomini, di tipo "evolutivo- adattativo"; lo è da tre secoli, da quando cioè lo spirito dei Lumi dette nuovo impulso, strutturandolo, a quei flussi di idee rinnovatrici che andavano vivificandosi nell'alveo della antica tradizione massonica.
Come laboratorio, è stata sempre metafora maestra della società principale, e come fucina ha sempre fornito uomini che sono stati determinanti nello sviluppo positivo del Paese. E - come è ovvio - affinché il suo lavoro possa progredire positivamente, ha bisogno, come ogni modello di laboratorio, di libertà.
A sua volta, tuttavia, la società separata deve essere sempre attenta a non interferire mai con le leggi e le politiche democratiche del proprio Paese, preoccupandosi esclusivamente di dare, in ogni forma possibile, testimonianza di attuazione di principi, cultura ed ideali - ogni qual volta i fatti contingenti della vita lo rendano necessario.
Ciò, però, non toglie che in varie parti del mondo il legame tra Massoneria e Stato sia molto più stretto che in Italia, e più diretto sia il coinvolgimento della Massoneria.
Pensiamo per esempio alla Gran Bretagna, ove al massimo vertice della Gran Loggia d'Inghilterra troviamo addirittura il re o una sua espressione dinastica.
Ma anche altrove, per esempio in Francia o negli Stati Uniti, la Massoneria è riconosciuta dallo stato come una associazione volta al perseguimento del bene e della libertà.

In Italia le cose stanno in modo un po' diverso. La Gran Loggia d'Italia, Palazzo Vitelleschi, è una Comunione che appartiene alla Massoneria Universale di Rito Scozzese ed Accettato, e come tale opera sul piano prettamente ideale, con l'impiego di usi e forme simboliche.
E' una "libera associazione culturale" (senza fini di lucro) e come tale potrebbe essere riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese se la legislazione italiana lo prevedesse (come avviene in altre Nazioni).

La mancanza in proposito di chiarezza legislativa ha permesso invece a chiunque di racchiudere in un unico fascio e sotto un'unica etichetta, "Massoneria", qualsiasi associazione in qualche modo autonominatasi "massonica", sia che fosse legale o illegale, ricca di tradizione storica o appena sorta, riconosciuta o meno all'estero, in particolare se legata o no a consorelle a loro volta ufficialmente riconosciute in quelle Nazioni che hanno rapporti ufficiali con l'Italia.

La G.L.D.I., dal momento che impone ai suoi aderenti il dovere prioritario di rispettare le leggi dello Stato a cui appartengono, da anni si è dotata di una associazione "culturale" perfettamente parallela a quella ideale, che risponde ai requisiti richiesti dalla legge. Questa associazione si chiama Centro Sociologico Italiano e ha la sua Sede principale a Roma in v. S.Nicola De Cesarini n. 3, sede nazionale dell'Obbedienza. Gli elenchi dei suoi aderenti sono sempre stati a disposizione degli organi competenti dello Stato. E quindi, la G.L.D.I. non è una società segreta.