Massoneria e Comunicazione

Per come questa viene oggi intesa e praticata sui mass media, comunicazione e realtà iniziatica sono termini antitetici.

I principi moderni di trasmissione delle informazioni disponibili prevedono divulgazione, libero ed indiscriminato accesso, discrezionalità, esaustività, chiarezza e completezza – e la Rete non fa eccezione, anzi, massimizza questi elementi.

Al contrario, un sapere iniziatico non viene trasmesso attraverso questo tipo di comunicazione. Lo si conquista con fatica, in un percorso di ricerca individuale che incontra ostacoli, tra informazioni velate o nascoste che devono essere intuite, che sono disperse tra fonti non collegate, che non possono confrontarsi con l'esperienza acquisita.

Inoltre, il linguaggio usato non è quello comune, con un senso rintracciabile sui dizionari, poichè attribuisce a parole, a segni che hanno convenzionalmente certi significati, un altro senso - peculiare e comprensibile ai soli appartenenti.

Le stesse parole conoscono un uso diverso, definito da tradizione, ritualità e convenzione.

Ogni definizione massonica, se riportata così com'è nel mondo profano, è fatalmente destinata ad essere interpretata, almeno parzialmente, in modo scorretto.

Occorre interpretare un linguaggio che viene usato nell'atmosfera iniziatica e che di essa è comunque parte integrante.
Occorre ricordare come tutta la ritualità utilizzata, ed ogni interpretazione di principi e simboli, rappresentano sempre momenti evolutivi di un cammino iniziatico che non ha mai fine.

Quando i Liberi Muratori si riuniscono, lo fanno in forma rituale nel Tempio, usando, come in una rappresentazione sacrale, un linguaggio che, di larga massima, si riferisce metaforicamente a quello delle antiche logge muratorie.Esso è ricco di simboli e come tale non è comprensibile o può essere falsamente interpretato da chi non lo conosce a fondo.
Per questo motivo non è trasmissibile e può essere usato soltanto nel mondo rituale racchiuso dal Tempio: è un tipo di linguaggio che comunemente viene definito come esoterico.

Inoltre, come linguaggio simbolico, non ha né può avere la stessa oggettività logica del linguaggio profano, in quanto ogni segno simbolico è suscettibile di venire interpretato soggettivamente e quindi in modo personale, anche dai singoli massoni.

E' ovvio che il lavoro di Loggia porta i Fratelli che vi appartengono ad armonizzare tra loro i significati dei segni e dei simboli che usano per articolare le proprie comunicazioni e costruire i giudizi comuni.

Tuttavia il relativismo dei significati è sempre vivo e la parola è usata per essere scritta soprattutto nell'anima.

Per cui, come in questo caso, quando le comunicazioni sono dirette verso il mondo esterno, non solo è estremamente difficile sapere ciò che potrebbe interessare un "profano" tra gli infiniti argomenti che il mondo della Massoneria tocca o sollecita, ma notevole è anche la difficoltà di tradurlo in linguaggio essoterico, cioè comprensibile da tutti.

Tranne il governo della G.L.D.I. e gli organi a ciò devoluti, chiunque si prenda la responsabilità di dire qualcosa lo fa potendo utilizzare solo la sua personale interpretazione e non quella ufficiale dell'Obbedienza.

Infine non va trascurata la perdita di valore che ogni concetto trasmissibile soltanto attraverso l'emozione di una rappresentazione, subisce una volta che lo si divulga.