La prima Gran Loggia

Per tornare ai "fatti storici", cioè a quell'accadere di eventi che spesso sono soltanto la banale circostanza in cui prende corpo la storia del pensiero - non dimentichiamo che la Massoneria è una categoria dello spirito, non una categoria della storia - dobbiamo risalire al 1716 quando quattro Logge di Londra ebbero "l'idea" di fondare fra di loro un centro massonico con a capo un Gran Maestro. Le Logge prendevano nome dal locale dove avvenivano le loro riunioni, prevalentemente di carattere conviviale. Le quattro in questione erano denominate: la birreria "L'oca e la graticola", la birreria "La corona", la taverna "Il melo" (dove le Logge si riunirono nel 1716 per decidere di eleggere un G. Maestro) e la taverna "Il boccale e le uve" (quest'ultima costituita da persone di elevato ceto sociale e culturale, mentre le altre tre erano formate prevalentemente da semplici artigiani).

La riunione formale, che è passata alla storia come nascita della Prima Gran Loggia e quindi della Massoneria moderna, avvenne il 24 giugno (data simbolica della festività di San Giovanni Battista) del 1717 presso la birreria "L'oca e la graticola": il gentiluomo Antony Sayer fu eletto Gran Maestro mentre un capitano ed un carpentiere Gran Sorveglianti. La giurisdizione della Gran Loggia era piuttosto limitata, intorno alle 3 miglia quadrate, cioè circa la metà dell'estensione a quel tempo della città di Londra. Il primo Gran Maestro eletto, Antony Sayer, non ebbe molto seguito, mentre molto più importanti furono i Gran Maestri che gli succedettero, George Payne e John Theophilus Desaguliers, quest'ultimo di origine francese, professore di filosofia ad Oxford e discepolo di Isacco Newton. La Gran Loggia, dopo un primo periodo di stasi, si sviluppò rapidamente (nel 1725 si contavano 64 Logge) e la sua più importante realizzazione fu il Libro delle Costituzioni, "Costitution of the Freemasons", pubblicato nel 1723, sembra di sua iniziativa, dal teologo James Anderson, che - contrariamente all'enorme importanza che avrebbe avuto la sua opera - in fondo non ebbe molta influenza nella vita della Gran Loggia.

Forse fatto ancor più importante fu la pubblicazione nel 1730, ad opera del Prichard del "Masonry Dissected" sia per il suo contenuto relativo ai rituali ed alle cerimonie massoniche, sia soprattutto per aver più incisivamente associato alla Massoneria, oltre ai temi "mitici" della sua origine che troviamo nelle Costituzioni di Anderson, le idee e gli aspetti filosofico culturali dell'Illuminismo.