La Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori

La Gran Loggia D'Italia si formò nel 1910 da un nucleo del Supremo Consiglio di Rito Scozzese Antico ed Accettato che il 24 giugno 1908 aveva lasciato il Grande Oriente d'Italia.

Alla guida del gruppo si mise l'allora Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Saverio Fera, pastore protestante di origine calabra ma residente ed operante a Firenze. Fera mirava a salvaguardare alcuni dei principi fondamentali della cultura iniziatica della Libera Muratoria, tra cui quello della libera ricerca personale e religiosa.

All'origine della profonda divergenza, la mancata approvazione al parlamento del Regno d'Italia di una regolamentazione della istruzione religiosa nelle scuole elementari.

L'ordinamento giuridico italiano era oscuro e contorto: all'iniziale, e già ambigua, legge Casati del 1859 che stabiliva l'obbligatorietà dell'insegnamento, si erano aggiunte le circolari Correnti e Cantani, la legge Coppino e sentenze contraddittorie del Consiglio di Stato.

Il 21 febbraio 1907, l'on. Bissolati presentò una mozione che tendeva ad affermare il “carattere laico della scuola elementare”; l'allora Gran Maestro Ferrari indicò voto favorevole, ma il progetto non fu approvato proprio a causa del voto contrario di molti deputati massoni. Questi, ispirandosi ai principi di tolleranza religiosa, stimarono che il provvedimento fosse sia lesivo della libertà di scelta tra laicità e confessioni religiose sia limitante alla loro stessa autonomia poiché non accettavano che l'Istituzione desse direttive in materia di scelte politiche.

La Gran Loggia d'Italia, che nel 1910 portava il titolo distintivo di "Serenissima Gran Loggia d'Italia", contava nel 1915 già più di cinquemila fratelli e fin dal 1912 la Conferenza Internazionale dei Supremi Consigli di Rito Scozzese, riunita a Washington, la riconobbe come unica diretta discendente del Grande Oriente fondato dal Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato per l'Italia del 1805.

La SGLDI, come ogni altra obbedienza massonica, fu soppressa nel 1925 a seguito della promulgazione della Legge sulle Associazioni del governo di Mussolini.

L’Obbedienza rinacque il 4 dicembre del 1943 in casa di Salvatore Farina in via Priscilla 56 a Roma, dove fu ricostituito un nuovo Supremo Consiglio ed eletto Sovrano Gran Commendatore p.t. l’avvocato Carlo de Cantellis. Questi rimase in carica fino a quando la Capitale non fu liberata; il 21 giugno 1944, infatti, rimise il mandato a Palermi scrivendogli: "Con la liberazione odierna di Roma, tutte le cariche elette il 4/12/43 […] cessano dalle loro funzioni e quindi io, insieme agli altri ufficiali e dignitari, rimetto nelle tue mani il mandato, perché tu, quale Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro, possa riunire le sparse forze del Nostro Ordine".
Seguirono i confusi anni del secondo dopoguerra, caratterizzati da continue scissioni, riunificazioni e litigi. Gran Maestri e Sovrani Gran Commendatori si succedettero in un breve lasso di tempo: fra gli altri ricordiamo Pietro Di Giunta, Giulio Cesare Terzani, Ernesto Villa, Domenico Fransoni, Ermando Gatto, Tito Ceccherini. 
Il 24 giugno del 1962 si riunì a Roma la Grande Assemblea Elettorale che elesse Gran Maestro, con due soli voti contrari, Giovanni Ghinazzi; egli rimase ininterrottamente alla guida dell’Obbedienza fino alla morte, che lo colse il 14 novembre del 1986. Nei suoi ventiquattro anni di mandato Ghinazzi vide fondare 237 Officine, regolarizzarne 14, riemergerne 20. Inoltre, creò dal niente i rapporti fra la Gran Loggia d’Italia e numerose Comunioni straniere.
Il 22 giugno del 1965 la Comunione assunse la denominazione di Gran Loggia d’Italia degli A...L...A...M.... Nella stessa data fu ufficialmente inaugurata le sede centrale di Roma, sita in Palazzo Vitelleschi in Via San Nicola de’ Cesarini 3, Area Sacra di Torre Argentina.
Alla morte di Giovanni Ghinazzi, subentrò al vertice della Comunione il Luogotenente Mario Bogliolo che la guidò fino al 7 marzo del 1987, quando fu eletto Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Renzo Canova, rieletto poi il 2 dicembre del 1989 e il 12 dicembre del 1992. Durante i suoi mandati fu completato l’acquisto della sede centrale, fondata la casa editrice EDIMAI e la rivista “Officinae”.
Il 16 dicembre del 1995. la Grande Assemblea elettorale prescelse, quale nuovo Gran Maestro. Franco Franchi, confermato nell’incarico il 5 dicembre del 1998. Nel corso del suo Gran Magistero fu fondata l’associazione internazionale Unione Massonica del Mediterraneo, nata nel 2001 con la Conferenza di Castellammare di Stabia.
Il 1 dicembre del 2001 la Grande Assemblea elettorale pose ai vertici della Comunione Luigi Danesin che si preoccupò, fra l’altro, del restauro delle sede centrale (marzo 2003) e dell’organizzazione nel 2005 della celebrazione dei duecento anni di fondazione del Supremo Consiglio d’Italia. Alla scadenza del  secondo mandato di Luigi Danesin, il 1 dicembre 2007, fu chiamato a ricoprire la suprema carica Luigi Pruneti, XV Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, riconfermato di recente per il triennio 2011-2013.
Ad oggi la Gran Loggia d’Italia ha raggiunto diversi importanti obiettivi:
è proprietaria di una prestigiosa sede in Roma a Palazzo Vitelleschi e di numerose sedi periferiche, contando Logge in tutta Italia, oltre che a Beirut, Toronto, Londra e Bucarest;
dispone di 140 Templi in tutto il territorio nazionale;
ha instaurato intense relazioni con numerose Obbedienze presenti in vari Continenti;
è animatrice di Organismi Internazionali come il C.L.I.P.S.A.S. (Centre de Liaison et d’Information des Puissances Signataires de l’Appel de Strasbourg), che raccoglie oltre 60 Comunioni di tutto il Mondo;
è fondatrice e coordinatrice permanente dell’Unione Massonica del Mediterraneo;
è proprietaria della Casa Editrice Edimai che ha pubblicato numerose opere di Autori massoni;
pubblica la rivista "Officinae", organo ufficiale della Comunione.