Fra iniziatico e profano

PREMESSA
La Massoneria è una organizzazione di uomini e donne inserita nel sociale, ma che possiede una sua peculiare ed essenziale caratteristica: essere una organizzazione a carattere prettamente iniziatico.

L'Iniziazione costituisce una esperienza straordinaria e certamente unica nella vita ed anche se fornisce inizialmente solo la virtualità di una trasformazione interiore, è comunque irreversibile e permanente.

L'Iniziazione è uno scambio energetico che, per dirla con il Guenon, "trasmette un potere spirituale " che in effetti altro non è, per colui che aspira alla Luce, che l'assunzione di quella Energia-Forza che permea di sé tutto l'universo, assunzione che avviene in misura parallela al grado di consapevolezza coscienziale raggiunto.

La virtualità dell'Iniziazione sarà in seguito resa reale con il lavoro e l'impegno individuale del neofita e con la sinergia che la Loggia gli apporterà, ma con il rito dell'Iniziazione, è stato comunque inserito, nel profondo della coscienza, un seme, un germe di luce che certamente e nella misura corrispondente alle qualifiche ed alle capacità individuali, si svilupperà consentendo una visione globale del mondo tale da far vivere e dominare l'esistenza e l'ambiente e non di esserne vissuto e dominato.

Ciò avverrà tramite un progressivo risveglio della coscienza profonda del proprio essere, risveglio che, eliminando gradualmente quel torpore e quelle tenebre nelle quali il mondo profano è immerso, consentirà di intravedere il vero destino ed il vero scopo della vita.

È ovvio che le capacità e quindi le potenzialità sono diverse da individuo a individuo. Non si può pretendere da ogni Iniziato il conseguimento di un determinato livello: ognuno infatti raggiungerà il livello a lui possibile e congeniale.

Quel che conta è l'impegno, la disposizione d'animo, la volontà, la forza interiore messa in atto per crescere spiritualmente, il lavoro anche se faticoso che ognuno deve compiere per far fruttare i talenti che l'Iniziazione gli ha consegnato.

Nella parabola dei talenti (Matteo 25/14) non è la quantità di essi che conta, ma è l'uso che se ne fa. Chi li fa fruttare entrerà "nella gioia del Signore"; chi invece li nasconde sotto terra e non li fa fruttare sarà "gettato nelle tenebre".

MASSONERIA ED ESOTERISMO

L'esoterismo è la metodologia applicativa, è la chiave interpretativa propria di ogni gruppo iniziatico.

È opportuno trattarlo nei suoi aspetti essenziali, in quanto troppo spesso è sottovalutato o travisato nel suo reale significato.
È attualmente un termine inflazionato, è di moda e quindi, facendo notizia, viene nei mass media usato frequentemente per accattivare il grosso pubblico senza preoccuparsi se si dimostra in alcuni casi una ignoranza abissale del termine.

Cito da un recente titolo di stampa apparso su un quotidiano: riti esoterici nel cimitero con decapitazione di gatti neri!!!

Ma l'Iniziato che sa, l'Iniziato che possiede una cultura iniziatica conosce il significato del termine che, come dice la sua etimologia greca eisotheo, indica " far entrare " e quindi conferisce la possibilità di penetrare nell'interno attraverso l'esteriore: in pratica l'esoterismo è un modo particolare di "vedere" il mondo.
L'esoterismo è sempre esistito: non è infatti una metodologia esclusiva della Massoneria. Già la scuola aristotelica distingueva l'insegnamento impartito dal maestro ai discepoli che veniva raccolto negli scritti detti acroamatici od esoterici, da quello destinato ad un pubblico più vasto e meno preparato che veniva raccolto negli scritti exoterici cioè esterni.

Esiste del resto anche un esoterismo nel Cristianesimo: dal Vangelo di Marco (4/11): "egli disse (ai discepoli) a voi è dato di conoscere il mistero del Regno di Dio, ma a quelli che sono fuori, tutto è presentato per via di parabole affinchè vedendo, vedano sì ma non discernano, udendo odano sì, ma non intendano".
L'esoterismo quindi va visto come capacità di mettere in atto un particolare approccio alla ricerca della verità (che peraltro il Massone non considera mai come verità assoluta) nonché alla visione del mondo tale da portare un ordine diverso nella propria vita.

Un tale approccio farà sì che l'Iniziato comprenda ed interpreti i simboli con una attenzione vigile ed una percezione attiva e potente, in quanto egli è "diverso" dagli altri. Tale diversità che gli conferisce una potenzialità notevole sul piano della coscienza, gli consente, con il mettere in atto una sempre maggiore tensione verso il sacro, verso la sfera spirituale, verso il trascendente, di poter ordinare e guidare il mondo della materia.
Ma egli deve essere consapevole che tale tensione non è un dono, una grazia che gli giunge dall'alto, ma è una conquista da ottenersi tramite un travaglio interiore (perché tale in effetti è il lavoro dell'Iniziato) che via via lo condurrà a divenire pietra di fondamento del proprio tempio interiore.

I DUE ASPETTI DEL TERMINE CULTURA

È opportuno, analizzare in breve, l'aspetto antropologico e quello etnologico del termine cultura.

Dal punto di vista antropologico si intende per cultura quel patrimonio sociale dei gruppi umani che comprende conoscenze, fantasie, leggende, ideologie, norme, nonché le disposizioni ai comportamenti che da tale patrimonio derivano e che si contretizzano in modalità di attività e di schemi comportamentali tipici di ogni società.

Nel senso etnologico invece, il termine cultura indica ogni prodotto dell'attività umana di un gruppo sociale, cioè l'insieme delle modalità di soluzione dei problemi esistenziali ereditato, sviluppato, accettato e sostenuto dal gruppo stesso.

Tale insieme comprende tanto il sistema di organizzazione sociale del gruppo quanto la natura dei modi di vivere e di pensare nell'attività quotidiana, nell'arte, nella letteratura, nella religione ed anche nel'attività ludica del gruppo stesso.

Al di là di questi aspetti, nel corso di questo scritto, consideriamo la cultura quale patrimonio delle cognizioni intellettuali acquisite da ogni essere umano attraverso l'istruzione, le esperienze, l'ambiente sociale, patrimonio che riguarda le più diverse discipline ma che comunque comporta (ed in questo momento il concetto di cultura si distacca da quello di nozionismo e di erudizione) una rielaborazione spirituale di quanto acquisito, rielaborazione che si risolve a sua volta, nella formazione della personalità etica ed estetica dell'individuo.

Il termine cultura trae la sua origine dalla radice indoeuropea kwel (circolare, girare) da cui il greco kyklos (cerchio) ed il latino colere (coltivare).
La cultura è pertanto connessa con culto, atto con il quale l'uomo, mediante il rito che coinvolge la sua componente spirituale, si pone verso il trascendente, verso il sacro, e con coltivazione, atto con il quale l'uomo, mediante il lavoro che coinvolge la sua componente materiale, ordina l'ambiente nel quale vive.

Noi Liberi Muratori, nella nostra qualità di Iniziati, dobbiamo sempre tenere ben presenti questi stretti rapporti tra i termini cultura, culto e coltivazione che sono imprescindibili dal concetto di sacralità che deriva loro dallo stretto rapporto con il trascendente.

È infatti solo allorché si comincia a considerare la cultura come fine a se stessa e viene ad essa attribuito per scopo un indefinito miglioramento dell'uomo scindendo tale miglioramento da ogni rapporto con il trascendente, che comincia a delinearsi la scissione tra cultura profana e cultura tradizionale-iniziatica, scissione che sta accentuandosi sempre più con ritmi sempre più vertiginosi.

L'elaborazione del concetto di cultura avviene nella seconda metà del XVIII secolo, nel corso del trapasso dall'illuminismo al clima intellettuale del romanticismo.
Dovendo dare una definizione della cultura iniziatica del Libero Muratore, possiamo dire che essa rappresenta l'insieme di quanto si acquisisce e si interiorizza con lo studio dei principi ideali e delle finalità della Massoneria, con lo studio esoterico dei nostri specifici simboli e con la partecipazione attenta, vissuta e cosciente ai nostri Riti.

Ma tutto ciò che l'Iniziato acquisisce deve, come già detto, comportare una rielaborazione spirituale, una sorta di sacralizzazione di quanto acquisito. Se ciò non avviene avremo solo un nozionismo iniziatico che appagherà l'ambizione di chi lo possiede, ma sarà inutile per la crescita, come è inutile un fuoco che non scalda o una luce che non illumina.

Per attuare questi particolari atteggiamenti il Libero Muratore deve svolgere con costanza un impegnativo lavoro individuale ma che sia anche supportato dalle energie derivanti dal lavoro di gruppo in Loggia.

Solo in tal caso egli acquisisce, in modo via via sempre più accentuato, quelle capacità che sono i pilastri della cultura iniziatica. Tra tali capacità la più importante e la più realizzativa sul piano pratico è la conoscenza intuitiva (del resto l'etimologia del termine è simile a quella di esoterismo: in tueri; osservare dentro).

Grazie alla conoscenza intuitiva si acquisisce una percezione immediata, diretta che andando al di là della sfera del razionale e della realtà fenomenica rende l'Iniziato un essere che può tendere alla realtà ultima delle idee universali.

Tale tipo di conoscenza si distacca dal pensiero razionale costretto nella dimensione materiale dell'esistenza e che quindi, essendo condizionato dall'ego ed essendo basato sul particolare, è avulso dal principio primo universale, principio in grado di creare in virtù di quel processo produttivo che Plotino definiva poietico.
In estrema sintesi si può quindi dire che, mentre la cultura profana è analitica e quindi separa, la cultura iniziatica è sintetica e quindi, come tale, tende a riunire.

Il MASSONE NEL MONDO PROFANO

In virtù della cultura iniziatica da lui posseduta, come deve porsi il Massone nei confronti del mondo profano?

È indubbio che la Massoneria deve portare all'esterno quel suo immenso capitale che le deriva dal possedere quel tipo di cultura iniziatico-tradizionale grazie alla quale può e deve opporsi alla tendenza di subordinare la cultura alla formazione di una società orientata esclusivamente verso l'aumento crescente del potere, del profitto, delle tecnologie esasperate.

Per ottenere ciò non deve attuarsi una dicotomia netta tra cultura profana e cultura iniziatica, ma esse devono integrarsi a vicenda nella società contemporanea: la cultura massonica potrebbe in tal caso essere vista come una sorta di metacultura. Infatti la cultura iniziatica è sostanzialmente armoniosa ed equilibrata in quanto non implica una valutazione di superiorità nei riguardi della cultura profana.

Si può affermare che idealmente nella cultura iniziatica nulla è privo di un significato totalizzante; ma si può anche affermare che non essendo composta da compartimenti stagni della conoscenza, nulla le impedisce di giungere ad una sintesi armoniosa ed equilibrata con la cultura profana.

In pratica la Massoneria è in grado di porsi tra cultura iniziatica e cultura profana con un processo di sintesi, che non deve mai scadere in una forma di sincretismo, sintesi coerentemente capace di contemperare i valori tradizionali con la mentalità progressiva della scienza moderna, soprattutto, nella sfera del progresso tecnico-scientifico.

E ciò è fattibile poiché la cultura iniziatica, in quanto interessa l'ambito della spiritualità e del sacro, è in grado di condurre al recupero ideale di una formazione completa della personalità, reso possibile anche grazie alla pluralità di acquisizione di conoscenza nei vari campi della Tradizione, pluralità che oltretutto conferisce alla cultura iniziatica un peculiare carattere di universalità.

Tale pluralità è possibile in quanto la nostra Istituzione non impone nulla in tale campo: essa esige solo la conoscenza ed il rispetto degli Statuti e la perfetta interiorizzazione della nostra simbologia e della nostra ritualità nonché la loro esatta esecuzione, il che ovviamente comporta la conoscenza di quanto in essi è contenuto.

Quale raffigurazione visiva di quanto detto, possiamo idealmente immaginare una ruota, che poi in effetti non è che un mandala, inteso quale simbolo universale che esprime la via che conduce alla perfezione interiore, ruota che possiede tanti raggi i quali, partendo dalla circonferenza, si riuniscono nel mozzo della ruota, cioè nel centro.

Tali raggi sono i vari percorsi di studio che si possono seguire: la via dello yoga, della meditazione, dello studio non solo in senso storico ma studio teso soprattutto alla conoscenza delle realtà spirituali che ci sono state trasmesse dall'ebraismo, dai Templari, dal Sufismo, dai Rosa-Croce, dagli gnostici, dai Kabbalisti, dagli Alchimisti e così via, realtà che nel tempo si sono sedimentate in quella Tradizione che più o meno apertamente permea i Rituali e dell'Ordine (vedi leggenda di Hiram) e del Rito.

Ma l'Iniziato deve essere consapevole che tutti questi percorsi indicati come raggi che partono dalla circonferenza della ruota, intesa quale molteplicità, devono, per dare i loro frutti e non scadere nel semplice nozionismo, giungere sempre al mozzo, al centro della ruota che altro non è se non l'Uno e cioè l'Assoluto.
È opportuno sottolineare che i percorsi da intraprendere per acquisire una cultura iniziatica non sono però solo quelli che ci sono pervenuti dalla Tradizione occidentale ma considerano anche quanto l'Oriente, con la sua sapienza tesa alla costante ricerca dell'interiorità, ci ha trasmesso.

Non possiamo infatti mettere in atto una netta distinzione tra Occidente ed Oriente, ma dobbiamo creare un ponte che consenta alle realtà storico-culturali occidentali ed orientali, di incontrarsi e di fondersi in una sintesi armonica tale da contribuire insieme alla costruzione di un tempo ancora vivibile per l'intera Umanità.
Un'altra caratteristica della cultura iniziatica è l'universalità che oltre che dai diversi settori di studio intrapresi, le deriva anche dall'analisi esoterica dei simboli. Infatti il simbolo è universale in quanto ogni essere umano può accedervi senza limiti di razza, di tempo e di luogo: civiltà distanti tra loro hanno, nella loro tradizione e nella loro cultura, simboli identici tali da destare meraviglia negli studiosi profani che non riescono a comprenderne il perché, mentre per un iniziato si tratta di realtà ovvie.

Per quanto riguarda il termine universale è interessante ricordarne l'etimologia: unus-uno e versus participio passato di vertere-volgere. Ritorna in tal caso il concetto di centro della ruota, concetto base della nostra cultura iniziatica che indica il raggiungere, passando attraverso il molteplice, il nostro fine ultimo, l'Unità del Tutto.

Da quanto esposto si evince che nella cultura iniziatica esiste un immenso patrimonio di idee e di valori da trasmettere da una generazione all'altra e che sono in grado di influenzare il mondo profano e l'intera società.

Oggi è in atto, nel mondo profano, una profonda crisi di identità non solo culturale ma anche esistenziale, crisi che si esprime fra l'altro con la stanchezza, la delusione, l'apatia mentale, la diffidenza verso le lusinghe dei tanti cambiamenti promessi quali cambiamenti positivi ma che nascondono in effetti potenziali e gravi rischi per l'intera umanità.

Le radici ed i valori che sembravano stabili e tenaci sono in piena crisi, specie nel campo familiare, religioso, politico ed anche del lavoro.

Si esalta e si accetta tutto anche se non possiede una propria identità culturale: in questo settore i giovani sono i più esposti ed è proprio verso di loro che dobbiamo impegnarci al massimo.

Si instaurano le mode del momento dove si annulla ciò che si considera come sorpassato e trionfa il nuovo accettato da un conformismo sfrenato e collettivo. In tal modo prevale la massa contro l'individualità, il materialismo contro la spiritualità, la fredda ragione, la tecnologia sfrenata, l'interesse personale e di gruppo contro il sentimento, l'intuizione, la creatività.

L'Iniziato che si rende conto di ciò cerca di mettere in atto una cosciente ed anche sofferta ricerca di una dimensione autentica tale da contrastare il generale crollo dei valori e di riempire il vuoto esistenziale che ne è derivato.

Ma allorché si sente affermare che l'uomo, in seguito alla eclissi del sacro (sacro inteso come dimensione opposta a quella puramente materiale) lo ricerca affidandosi a strutture o ad ideologie le più varie, non è opportuno domandarci, se tale eclissi non sia del sacro ma sia invece della cultura?
Se diamo una risposta affermativa a questa domanda, allora sì che il compito della Massoneria diviene essenziale in quanto grazie alla sua Tradizione, al suo sistema di valori ma soprattutto grazie alla sua cultura iniziatica, può instaurare con il mondo profano un dialogo, un confronto costruttivo e culturalmente efficace.
In ogni settore e non solo in quelli in rapido sviluppo della società, la Massoneria deve diffondere la sua cultura iniziatica la quale, con il trasferire i suoi principi essenziali nella cultura profana, sarà in grado di costituire una forma di cultura che, contemperando i valori tradizionali con la mentalità progressiva della scienza moderna, riequilibri i due piani della realtà, la ragione e l'intuito.

Solo allorché si raggiungerà un tale equilibrio potremo sperare in un tempo presente e futuro migliore in quanto tale tempo sarà dominato dall'Amore, da quel sentimento che "muove il sole e le altre stelle" , da quel sentimento che è il solo in grado di condurre nell'Uno tutte le Sorelle e tutti i Fratelli. Benché l'Amore sia stato e sia un termine molto e forse anche troppo usato, tuttavia spesso rimane un sentimento astratto, male interpretato ed anche, nonostante le apparenze, poche volte praticato.

Troppo spesso infatti si confonde l'Amore con il desiderio che in effetti è l'antitesi dell'Amore, il quale, possedendo una forza centrifuga, inonda il mondo di energia radiante, mentre nel desiderio la forza è centripeta e come tale esige, per essere soddisfatto, di ricevere anziché dare.
Chi ama dà e chi dà osa e chi osa vince: la realizzazione e la vittoria non sono per i timidi, per gli incerti, per i pigri.

Per amare è necessario essere realizzati e la realizzazione è la completa trasformazione di se stessi, quella stessa trasformazione che, in pratica, è cominciata in noi dal momento nel quale siamo stati iniziati ad Apprendista Libero Muratore.

Mario Fisicaro
Gran Maestro Aggiunto