Epoca risorgimentale

Documento Garibaldi

Non è ben chiaro se Napoleone fosse massone oppure no, ma è certo che mise le mani sulla Massoneria francese, consapevole di quanto fosse cosa migliore assecondarne le meritorie finalità che ritrovarsela magari ostile.

Così in Italia il vicerè Eugenio Beauharnais fu nominato Gran Maestro del Grande Oriente, mentre a Napoli Murat faceva altrettanto, legando la massoneria napoletana a quella francese in modo ancor più stretto. E ciò risultò ancor più evidente all'indomani del Congresso di Vienna, quando la Restaurazione e la Santa Alleanza misero sotto tutela tutta l'Europa. Allora, e non poteva essere altrimenti, nella Massoneria italiana la ricerca della Vera Luce e la cospirazione finirono per intrecciarsi indissolubilmente. Basti ricordare che furono massoni Federico Confalonieri, Silvio Pellico e Giuseppe Garibaldi, per non fare che pochi esemplari nomi ? mentre non è accertato che lo fosse Giuseppe Mazzini.

Certamente però non va confuso il ruolo cospiratorio svolto da società segrete nate e sviluppatesi per queste specifiche finalità politiche, come la Carboneria, con il ruolo etico e spirituale della Massoneria. Ma d'altra parte non è possibile non tener conto del fatto che moltissimi dei principali esponenti del Risorgimento italiano furono, in effetti, affiliati alle logge. In altre parole, la massoneria italiana non è responsabile di un progetto cospiratorio avente come fine l'unità d'Italia, ma è certo che a fare l'Italia furono in gran parte dei massoni.