Dicono di noi: a spasso per il Web

CASTIGAT RIDENDO MORES, O QUASI…
 
Il web pullula di informazioni sulla Massoneria che vanno dalla satira irriverente a grotteschi deliri su complotti più o meno “illuminati”. Con lo scopo di gettare discredito sulla libera muratoria, finiscono per creare fantasiose parodie, talvolta assai godibili e divertenti.
 
Web e Massoneria. Due mondi all’apparenza distinti e distanti. La Libera Muratoria, da un lato, la cui origine misteriosa si perde nel tempo e la tecnologia di uso quotidiano, dall’altro. Il simbolismo esoterico contro l’informazione “usa e getta”. Eppure continue e reciproche contaminazioni stanno azzerando le distanze tra questi due domìni, tra queste due sfere, a prima vista inconciliabili. Come sovente accade, la grande rete, per la caratteristica che gli è propria di non avere filtro alcuno, diffonde informazioni di ogni sorta fondendo cronaca, opinioni e teorie in un prodotto indistinto che dai fruitori viene percepito come notizia.
Come ben si può immaginare, ad una ricerca alla voce “Massoneria” il web restituisce una fedele ricostruzione dell’annoso conflitto tra detrattori e favorevoli all’antica istituzione. Come in alto, così in basso, verrebbe da dire abusando dell’adagio ermetico, anche il “macrocosmo” web propone tesi trite e ritrite, così come ricostruzioni più o meno verosimili che si intrecciano tra siti massonici, paramassonici ed antimassonici.
Capita, a volte, che argomenti usati per screditare la Massoneria risultino talmente paradossali e grotteschi da ottenere l’esatto effetto contrario. Viceversa occorre che ricostruzioni tese ad avvalorare chissà quali fantasiosi segreti e misteri, finiscano per sminuire il vero valore della scuola iniziatica. Al di là del bene e del male, il risultato è che una navigazione critica tra i siti di argomento massonico risulta comunque un’esperienza, pur se non sempre edificante, spesso divertente. Soprattutto se si pone particolare attenzione alle “notizie” più curiose che solcano il mare magnum di internet.
L’ultima, in ordine di tempo, è stata diffusa dal quotidiano Repubblica per poi rimbalzare in tutta la rete: “Come calza bene a Google il grembiule dei fratelli”. Stando a quanto sostenuto nell’articolo, il logo di Gmail, la posta elettronica del noto motore di ricerca, somiglierebbe in modo imbarazzante al grembiule indossato dai “maestri“ massoni. Suggestione subito smentita da Google Italia, che comunque non ha del tutto convinto qualche “complottista”. Categoria, quest’ultima, cui è senz’altro ascrivibile Capitano Nemo, che nel suo blog “Il Nautilus” (1) dimostrerebbe, dati alla mano, l’evidente influenza degli “Illuminati” dietro il noto cartoon “The Simpson’s”.
La serie, ideata dal dissacrante Matt Groening, sarebbe disseminata, in numerosi episodi, di simboli occulti come l’occhio onniveggente. Come se non bastasse, un intero episodio “Homer il grande” (stagione 6 ep. 12), è dedicato alla Loggia dei Tagliapietre, con chiaro riferimento al simbolismo costruttivo massonico. Abile manipolazione con tanto di corredo di simboli subliminali o lucida parodia della società americana? Molti dei commenti postati di seguito all’articolo propendono per la seconda ipotesi. Ma c’è anche chi sostiene che ci si trovi di fronte ad un “Fumetto satanico [...] scientificamente studiato da agenti prezzolati dagli Illuminati e preparato apposta per sovvertire fino alle estreme conseguenze teste già bacate e rovinate quali quelle della povera gioventù attuale”.
Suggestiva è anche la tesi riportata nel blog “Macchie d’Inchiostro” (2), che nella sezione rubricata (bontà sua) “Letteratura e libri, Tra il serio e il faceto” cita Antonio Soro, noto studioso di scintoismo, autore di un libro dal titolo I Puffi, la “vera” conoscenza e la massoneria (EDES - Editrice Democratica Sarda, 2005). Secondo l’autore i Puffi rappresenterebbero un esoterismo massonico di natura gnostica che la massoneria moderna, imboccata la via del razionalismo, avrebbe in gran parte smarrito. Testualmente dal blog.” [...] Nel suo percorso per dimostrare questa tesi, Soro parte dai colori della puffesca livrea, primo indizio del coinvolgimento massonico. Il blu è, infatti, il colore “pneumatico” dei figli del Dio misterioso nelle scuole gnostiche antiche, mentre il berretto bianco rappresenterebbe la purezza cui lo gnostico aspira. Il Grande Puffo, manco a dirlo, sarebbe il “Maestro di Loggia”, vestito – solo lui – con cappuccio e pantaloncini rossi, che rimanderebbero al fuoco dello Spirito e alla simbologia del grado massonico dell’Arco Reale. [...] Il secondo indizio sarebbero le case dei Puffi: simili a funghi, anzi ad un fungo particolare, l’amanita muscaria, che può essere velenoso. L’iniziato massonico è chiamato a trasformare il veleno in elisir di rigenerazione”.

Archiviati doverosamente i puffi, restando in tema di fumetti, come non citare il celebre Walt Disney. Della sua appartenenza alla Massoneria si son scritti fiumi di parole. La vera novità e che anche Topolino sarebbe un “fratello”. Almeno secondo il sito del Centro Culturale San Giorgio, specializzato in messaggi subliminali (3): “In una striscia del fumetto Topolino (n° 2412, del 19 febbraio 2002), in un fumetto appare un simbolo di nostra conoscenza. Sì, è proprio una Squadra e un Compasso. E’ vero che nell'avventura si parla di navigazione, e questi due strumenti si usano per tracciare le rotte, ma qui appaiono incrociati proprio nella tipica foggia massonica... Non dobbiamo dimenticare che Walt Disney, il creatore di topolino, era vicino alla massoneria, come testimonia la cartolina commemorativa dell'Ordine para-massonico De Molay, in cui, a fianco della foto di W. Disney, appare proprio il simbolo in questione”.

A sostegno di questa tesi, non stonerà un contributo personale del sottoscritto. Riguardo al personaggio di Macchianera, noto criminale ed acerrimo nemico di Topolino, nei pochi casi in cui non indossa la maschera, si nota una somiglianza non casuale proprio con lo stesso Walt Disney. Se si aggiunge che l’usuale abbigliamento del ladro è una sorta di clamide nero, il cerchio si chiude. Trattasi forse di un ulteriore indizio dell’appartenenza di Disney alla Massoneria? Ormai assodata la fratellanza di Topolino, chissà che, di là dalle apparenze, con Macchianera non ci sia qualche segreto (e massonico) accordo?!? A questo punto è legittimo dubitare anche del commissario Basettoni. C’è di che far traballare l’intero establishment di Topolinia.
Scusate. Forse mi son fatto prendere la mano.
Per restare in tema di fumetti, come non citare “Squadra, compasso e china. Elementi massonici nell’arte del fumetto” (4). Un lavoro, stavolta di parte massonica, dedicato a disegnatori di chiara fama iniziati alla libera muratoria come Hugo Pratt (iniziato nel 1977 alla Gran Loggia d’Italia) e l’indimenticato Jacovitti. Autore, quest’ultimo che ha dedicato splendide tavole illustrate a personaggi letterari di evidente ispirazione massonica come Zorro o Pinocchio. Quanto a Pratt, tra le curiosità sul web, esiste addirittura una “Loggia virtuale Corto Maltese” (5).
Ahimé, lo spazio tiranno mi impone un rapido ridimensionamento. Come spesso accade quando si scandaglia il web, si sa come si nasce ma non come si muore. Rimandando così ad ulteriori e futuri approfondimenti sul tema del presente lavoro, non posso  concludere senza introdurre un nuovo capitolo dedicato a YouTube, il fenomeno che più ha rivoluzionato la rete negli ultimi tempi. Questo sistema di condivisione di file video assai diffuso risulta ricchissimo di materiale massonico di varia natura. Per amor di parodia non ci si può esimere dal visionare “Monty Python - Architect sketch” (6). Filmato per cui ogni commento sarebbe superfluo. Alla prossima.
 
 


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