Dalla Conoscenza alla Libertà

DALLA CONOSCENZA ALLA LIBERTÀ

Il cammino verso la conoscenza è un lavoro arduo e faticoso. Questo percorso, simile ad un labirinto in cui è facile perdersi, richiede perseveranza e determinazione.
L’apprendimento e la continua ricerca necessaria alla sua realizzazione è paragonabile ad un lungo viaggio di cui possiamo solo intuire la meta finale.
Per la Massoneria, la Conoscenza rappresenta il fine da perseguire ed il seme da diffondere allo scopo di irrobustire la capacità di autodeterminazione e di progresso dei popoli attraverso la crescita morale e culturale dei singoli cittadini.
Al fine di far conoscere ad un pubblico sempre più vasto le tematiche proprie del lavoro massonico,  il 5 maggio 2007, a cura della Loggia Carlo Fajani, si è tenuto in Ancona un convegno dal titolo “Dalla Conoscenza alla Libertà”,
Con tale iniziativa si è voluta celebrare e ricordare l’importanza dell’azione tesa a favorire la Conoscenza in senso lato, intrapresa dal patriota anconetano nell’ambito del Risorgimento Italiano.
Carlo Fajani, promuovendo ed organizzando in Ancona le prime scuole serali apparse in Italia nel XIX secolo, ha permesso a tante giovani menti di intraprendere il viaggio verso la conoscenza, divulgando nel popolo il desiderio di cultura e permettendo a molti il riscatto da un’ignoranza storicamente insuperabile
Il titolo del Convegno racchiude in se la sintesi di un percorso formativo che si realizza all’interno delle Logge ma che deve essere posto sempre più all’attenzione della società civile.
Riportiamo il contributo dato al Congresso dal Fr. Paolo Ciannella, Grande Oratore della Gran Loggia d’Italia, nel quale vengono chiariti egregiamente i fondamenti di base di questa importante ed attuale tematica.

 

LA FUNZIONE FORMATIVA  DELLA LIBERA MURATORIA AL GIORNO D’OGGI
Sintesi dell’intervento di Paolo Ciannella al convegno “Dalla Conoscenza alla Libertà”

Prima di affrontare l’argomento “se e quale funzione abbia la Massoneria nel mondo contemporaneo”, è indispensabile un chiarimento preliminare.
La Massoneria in quanto tale non opera, non suggerisce azioni concrete, non formula proposte politiche o sociali.
La Massoneria è un Ordine Cavalleresco che, se si immergesse nell’agone politico o sociale, perderebbe le sue peculiari caratteristiche e non si differenzierebbe da altre compagini associative che, pur meritevoli di ogni rispetto, tuttavia nulla hanno in comune con essa.
La Massoneria è un’idea, uno stile di vita, un metodo, una scuola iniziatica. Essa snaturerebbe la sua essenza se entrasse in competizione con altre organizzazioni filantropiche, solidaristiche, umanitarie.
La Massoneria chiama a sé quegli uomini che, liberi da pregiudizi, onesti cittadini, amanti della verità e spinti dal desiderio di conoscenza, aspirino a migliorarsi. Sono gli uomini e le donne «liberi e di buoni costumi» che la Massoneria cerca per forgiarli, fortificarli, renderli pietre viventi per l’edificazione del Tempio della Virtù.
Questi uomini e queste donne, resi migliori dallo sviluppo intellettuale e morale acquisito nelle Logge, saranno portatori nel mondo dei principi e dei valori della Massoneria, dei quali l’umanità ha tanto bisogno.
Sono essi, gli iniziati, i messaggeri della Istituzione libero muratoria, ai quali è affidato il compito, di portare nel mondo un messaggio di pace, di speranza, di tolleranza. Ognuno lo farà secondo le proprie possibilità, capacità e le occasioni che gli presenterà la vita. Se avranno assimilato i principi della Massoneria, se saranno dei “perfetti massoni”, ovunque essi si troveranno ad operare, le persone con le quali verranno a contatto si accorgeranno che si tratta di persone dotate di una particolare “luce” e quindi “diverse”, ossia speciali.
Queste caratteristiche il Massone le acquisisce frequentando la Loggia, altrimenti detta “Officina”, vocabolo che suggerisce l’immagine di un luogo dove si lavora febbrilmente per la realizzazione di uno scopo comune. E in effetti nella Loggia il Massone lavora alacremente e senza sosta per il proprio perfezionamento intellettuale e morale.
Non si potrebbero diffondere nel mondo principi di tolleranza, di libertà, di uguaglianza, che debbono essere alla base della convivenza civile e democratica, se tali virtù non siano intimamente possedute e quindi assimilate (ossia, letteralmente: rese simili a sé).

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Le splendide relazioni di Pascolini e di Pruneti ci hanno confermato che la Massoneria in Italia, nell’Ottocento, ha dato un contributo sostanziale all’elevazione dell’uomo, alla formazione della sua coscienza civile, alla promozione, in definitiva, di una società migliore.
Analogo giudizio potremmo, senza tema di smentita, riferirlo al mondo intero, il cui progresso umano e sociale è legato indissolubilmente alla storia della Massoneria.
Essa ha potuto compiere questa missione per mezzo dell’opera dei massoni, del loro impegno civile e umanitario.
Carlo Fajani ne è una espressione luminosa. Il suo impegno in favore delle classi più emarginate, la lotta all’analfabetismo, intuita come obiettivo primario per il riscatto sociale e morale e per l’acquisizione di una libertà interiore, prima ancora che sociale e politica, costituiscono l’opera illuminata di un massone e la proiezione dei principi acquisiti in Loggia.
La Massoneria, formando uomini migliori, può oggi dare un contributo essenziale all’umanità. I suoi valori perenni aiutano ad interpretare i bisogni attuali della società contemporanea e costituiscono un formidabile apporto alla risoluzione dei problemi del mondo moderno.
Questa è la realtà, ma la verità subisce deformazioni dovute all’ignoranza o, ancor peggio, alla malafede.
Come viene considerata la Massoneria dalla opinione pubblica? Molte errate convinzioni sono suggerite da una stampa malevola e disinformata che ha l’obiettivo di fare scalpore a scandalizzare, piuttosto che informare correttamente il grosso pubblico.
Lo scorso anno l’Istituto Italiano di Studi Filosofici di Napoli (Istituzione nota in tutto il mondo e vanto della cultura nazionale) promosse, con la Gran Loggia d’Italia degli A\L\A\M\, Discendenza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi, un importante convegno su «La Massoneria nell’immaginario collettivo».
Emersero testimonianze significative sulla disinformazione dell’opinione pubblica in ordine a questa gloriosa Istituzione e, cosa questa deplorevole, l’intenzionale antimassonismo di coloro che, animati da fanatismo non disinteressato più che da ignoranza, ne danno un’immagine deformata e deteriore.
I detrattori dipingono la Massoneria come un centro di potere e di affari e come un’associazione nella quale ci si scambiano favori. Inoltre ne affermano la irreligiosità, rispolverando improponibili reminiscenze anticlericali di risorgimentale memoria.
I benevoli, ma disinformati, la ritengono una istituzione anacronistica, che si avvale di riti e di simboli che sarebbero ormai superati ed improponibili nell’epoca attuale.
Secondo costoro, i massoni, nella più benevola delle ipotesi, sarebbero dei nostalgici che sopravvivono esaltando i fasti di epoche ormai sorpassate in cui la Massoneria aveva svolto un ruolo che ora più non le si addice.
Si tratta di giudizi che più che deformare la realtà, la stravolgono. Ai detrattori ci limitiamo a rispondere che le caratteristiche negative che essi attribuiscono alla Massoneria, costituiscono invece i vizi che essa combatte da sempre.
L’affarismo è estraneo alla Libera Muratoria, perché ne contraddice i principi statutariamente fissati. Quanto ai pretesi favori che i massoni si scambierebbero (evidentemente in danno di altri), si tratta dello stravolgimento del concetto di solidarietà. Essa, intesa in senso morale ed iniziatico, e non certo in senso materialistico, impegna i massoni tutti, ma non soltanto verso i Fratelli, ma nei confronti di tutta 1’umanità. Anche questo è un imperativo categorico che si impone alla coscienza di tutti i massoni degni di questo nome.
Quanto alla irreligiosità, si tratta di un’altra falsità.  La Massoneria, nel rispetto delle credenze religiose di tutti, onora l’Ente Supremo che indica con il nome di Grande Architetto dell’Universo, evidenziandone l’aspetto creatore e di artefice dell’Armonia Universale, che ritroviamo in tutte le religioni.
Ai più benevoli, ma disinformati, ci limitiamo a dire che la Tradizione, della quale la Massoneria è gelosa custode, non è il culto di un passato che più non esiste, ma la continuità di valori eterni, racchiusi nei simboli e nei riti che i massoni non si stancano di decifrare, perché essi aiutano ad interpretare la realtà di oggi individuando i rimedi più appropriati.
Sotto tale aspetto, i massoni, portatori di valori tradizionali, sono degli anticipatori dei tempi nuovi. Facendo nostra una espressione felice, possiamo dire che «la Tradizione è l’essere nel divenire».
La Massoneria, quindi, ha un ruolo di primaria importanza da assolvere, attraverso l’attività dei propri adepti, come è stato innanzi chiarito.
La funzione formativa consiste in un’attività che potremmo definire educativo-pedagogica. Essa si rivolge innanzi tutto ai propri adepti i quali nelle Logge, uniti dal vincolo della fratellanza, alimentano il proprio spirito acquisendo conoscenze iniziatiche. Essi elevano la propria coscienza, rinsaldano i principi morali, e si abituano progressivamente alla tolleranza, al rispetto degli altri, all’ascolto delle opinioni altrui, con piena disponibilità a rivedere le proprie, all’accettazione delle diversità, nel rispetto della vera uguaglianza.
La fraternità suggella il loro rapporto con i fratelli, con i quali conseguono la vera libertà, che costituisce uno dei più ambiti obiettivi del Liberi Muratori.
Il lavoro loggiale realizza una sintesi tra elementi in rapporto dialettico tra di loro. Simbolismo e chiarezza razionale, intima concentrazione e proiezione verso il futuro e verso l’esterno, verità di agevole comprensione e scandaglio di verità inesplorate.
Ma la coppia dialettica più rilevante è costituita dalla pluralità di persone e dalla valorizzazione del singolo individuo. Ad un modello di uomo ideale fa da contraltare la valorizzazione della personalità individuale.
Questi apparenti contrasti furono presi in considerazione dal filosofo massone, illuminista tedesco Gotthold Ephraim Lessing (1729 - 1781), il quale nel suo trattato “L’Educazione del Genere Umano” e nei “Dialoghi per i Massoni” teorizzò che “quello che è l’educazione per il singolo lo è la Rivelazione per l’intero genere umano”, segnalando lo sforzo di integrazione della realtà individuale in un principio oggettivo, concludendo che l’«illuminazione», che costituisce la meta dell’umanità non possa conseguirsi senza che venga perseguito contemporaneamente il fine della costruzione dell’uomo.
Johann Gottlieb Fiche (1762 - 1814), nelle sue Lezioni ai componenti della Loggia “Royal York dell’Amicizia” riprende in un certo senso il concetto di Lessing, sostenendo che in una società dominata dalla divisione del lavoro (ossia dalle diversificate esperienze individuali), la Massoneria svolge il compito di operare nella direzione di una cultura umana universale. Scopo dell’uomo saggio e buono è lo scopo finale dell’umanità e la sua massima possibile perfezione. L’individuo cosciente lo pensa chiaramente, a tale scopo egli si pone come meta cosciente di tutto il suo agire.
Uomini cosi formati, rappresentano nel mondo altrettanti fari di luce e, pur non avendo alcuna pretesa di insegnare niente a nessuno, svolgeranno una naturale funzione educativa.
Quale bisogno vi sia nel mondo che ci circonda dei principi massonici è superfluo dire.
La tolleranza, il rispetto dell’altro, l’accettazione del diverso, la necessità del dialogo, sono valori che la società contemporanea sembra avere smarrito del tutto.
Lo scenario mondiale è terrificante. La violenza, le pulizie etniche, i genocidi, il terrorismo, i fondamentalismi religiosi, fonte di fanatismo, di intolleranza e di feroce violenza nei confronti del diverso, offrono un panorama di sofferenza e di pericolo per l’intera umanità che non può che spaventare.
Sul fronte europeo e italiano, in particolare, il malessere, sia pure in forme meno clamorose, minaccia una convivenza armonica a pacifica.
Le disuguaglianze, le ingiustizie, i disagi sociali, la povertà costituiscono un terreno paludoso sul quale si innestano intolleranze, violenze.
Il rispetto della persona umana è violato soprattutto verso le creature più deboli: le donne e i bambini.  
Si impone una visione del mondo che consideri la centralità dell’uomo e gli restituisca dignità.
I massoni hanno fiducia nell’uomo e nel suo futuro, ecco perché lo pongono al centro di ogni impegno sociale, nella ferma convinzione che su di esso non debbano prevalere interessi di parte, di qualsiasi natura, compresi quelli di natura economico finanziaria.
Il dialogo deve costituire la scelta prioritaria per prevenire le incomprensioni, i contrasti, le lotte, il rifiuto dell’altro, la non accettazione del diverso.
Tutti gli uomini contano. Ciascuno è portatore di una sacralità e di una scintilla divina che deve essere rispettata ed alimentata. In ciò consiste la vera uguaglianza, che, se intimamente compresa, porterà all’eliminazione dell’odio, delle lotte, del rifiuto dell’altro.
Il massone, entrando nel sodalizio, ha fatto una scelta di vita, si è impegnato ad affrontare le sfide della quotidianità, applicando i principi massonici. Il suo obiettivo deve essere quello di costruire un vero tempio dell’umanità.
Si tratta di un compito culturale ed etico al tempo stesso, da una parte rivolto al dialogo, dall’altro all’educazione.
Il massone deve dialogare e produrre ogni sforzo perché gli uomini dialoghino fra di loro al fine di conoscersi, accettarsi, rispettarsi nella diversità. Soltanto così potranno essere evitate intolleranze a incomprensioni che portano ai conflitti ed alla violenza.
La Libera Muratoria, attualizzando il principio della tolleranza ed impegnandosi per la promozione della persona umana, si fa portatrice di un messaggio che al tempo stesso è perenne ed attualissimo: il rispetto di ogni uomo, l’accettazione delle diversità, la conoscenza dell’altro, l’eguaglianza dei diritti e la giustizia sociale, un mondo cioè nel quale ciascuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità.
Questo impegno educativo pedagogico del Massone è rivolto innanzi tutto ai giovani, affinché crescano con i valori massonici del rispetto dell’altro e della solidarietà nei confronti dei più bisognosi. In questa opera il Massone è un educatore e la Massoneria, attraverso i propri adepti, svolge un ruolo formativo nei confronti della intera umanità.
La funzione educativa della Massoneria tende a formare uomini liberi. La libertà, che presuppone la centralità dell’uomo, è la massima aspirazione del massone, alla quale si perviene attraverso un percorso di conoscenza iniziatica.
La libertà si consegue anche attraverso la difesa della laicità dello Stato. La società multietnica e il coesistere di diverse culture impone alla Massoneria di proporsi come strumento di pace e di universalismo.
La laicità costituisce la garanzia di una pari dignità dei cittadini, indipendentemente dalle diversità di fede, di razza di opinioni. E’ la condizione per garantire la libertà di ciascuno, senza che alcuni prevalgano sugli altri, affinché persone diverse con eguale dignità possano coesistere pacificamente  e armonicamente.
L’opera educativa della Libera Muratoria non si vede, né si sente, ma c’è ed è viva e costante. Pochi onesti sono disposti a riconoscerla e a ritenerla indispensabile per il progresso dell’umanità. La maggioranza che fa opinione preferisce enfatizzare i fatti clamorosi che fanno rumore, ma che non riproducono la realtà ma, soprattutto, obnubilano la verità.

          Paolo Ciannella