Antimassoneria: trecento anni di diffidenza

Antimassoneria: dall'avvento del fascismo ai giorni nostri.

Sintesi della mostra itinerante organizzata dalla
Gran Loggia d'Italia degli Antichi e Liberi Accettati Muratori
Obbedienza Piazza Gesù Palazzo Vitelleschi

La necessità di rendere fruibile una parte dell'immensa quantità di libri, bolle, encicliche pontificie, manifesti, film, materiale pubblicistico e leggi che attaccano l'istituzione Massonica, ci ha spinto a raccogliere nella mostra "Antimassoneria: trecento anni di storia" una piccolissima parte di quanto la diffidenza, la malafede, i preconcetti e la paura dei profani verso l'Istituzione Massonica prodotto in quasi tre secoli
"L'odio antimassonico - spiega Luigi Pruneti, Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia - è una psicosi.  Come l'antisemitismo e tutte le varie forme di anti.... cioè di avversione viscerale contro una realtà o una idea.  Perciò la Mostra presenta le bolle pontificie di scomunica dei massoni, l'editto del Cardinal Firrao che nel 1739 stabilì la pena di morte per i massoni, la confisca dei loro beni e la demolizione delle case in cui si radunassero, e centinaia di opere sulle varie forme dell'antimassonismo".
In passato i massoni erano accusati di eresia e accusati di segreto.  Oggi i papi promuovono il dialogo interreligioso e il confronto con il mondo odierno, rifiutato in passato.  "Però - osserva Aldo A. Mola, storico della Massoneria - uno studioso di valore come Massimo Introvigne, sociologo delle religioni, ripete che la massoneria è incompatibile con la chiesa cattolica per via del suo metodo.  E' una affermazione oscura.  L'antimassonismo risulta un grumo di pulsioni irrazionali.  La demonizzazione della P2 e l'inchiesta Cordova sono solo episodi di una serie secolare di persecuzioni ai danni dei massoni, tipica di un Paese 'diversamente libero' ".

Con la fine del primo conflitto mondiale e con la nascita e il consolidarsi del fascismo le accuse alla Massoneria, già da tempo sostenute da più parti, andarono inasprendosi: Mussolini, infatti, nel discorso alla Camera del 21 giugno 1921, dichiarò che il fascismo non era legato alla Massoneria, da lui considerata un enorme paravento, dietro al quale generalmente vi erano piccoli uomini.  In seguito, il 23 febbraiol923, il Duce fece approvare dal Gran Consiglio del fascismo l'incompatibilità tra Partito e Massoneria; da questo momento iniziarono le devastazioni delle sedi massoniche e le violenze contro i liberi muratori, come illustrato da Hugo Pratt in Favola a, Venezia, qui esposto.
Nel 1925 Emilio Bodrero ripubblicò l'inchiesta sulla Massoneria, una raccolta di interviste a numerose personalità della nazione, che doveva servire a far approvare il disegno di legge "Sulla disciplina di associazioni, enti ed istituti e sull'appartenenza ai medesimi del personale dipendente dallo Stato, dalle amministrazioni  provinciali e comunali e da istituti sottoposti per legge alla tutela dello Stato e degli enti locali".  Naturalmente si trattava di una inchiesta a senso unico, dove gli intervistati erano stati scelti tra le figure italiane note per la loro avversione alla Massoneria stessa, tranne rarissimi casi, fra cui Giovanni Amendola.  La legge in questione fu poi votata alla Camera il 19 maggio dello stesso anno; si noti che quella fu l'unica occasione nella quale Antonio Gramsci ebbe la possibilità di intervenire alla Camera.  Gramsci disse che la Massoneria era il fulcro della borghesia cioè il nemico di classe (del resto era in linea con la Terza Internazionale che considerava la massoneria un nemico da annientare).
La propaganda antimassonica utilizzava anche strategie basate sull'ideologia razziale, sostenuta in primis dall'ex sacerdote Giovanni Preziosi, che nel 1921 aveva tradotto in italiano e curato i Protocolli dei "Savi anziani" di Sion.  Si tratta di un falso, prodotto nei primi anni del XX secolo in Russia dalla Okhrana 5 la polizia segreta zarista, e pubblicato in forma di documento segreto attribuito a una cospirazione ebraica tesa ad impadronirsi del mondo.  La natura di falso fu appurata già da una serie di articoli pubblicati sul Times di Londra nel 1921, che dimostrarono che gran parte del materiale era frutto di plagio da precedenti opere di satira politica, non correlate agli ebrei.
Anche in vari giornali dell'epoca, esposti nella mostra, continuavano gli attacchi all'istituzione massonica.  Nonostante l'apparente scomparsa dell'istituzione, dunque, la propaganda negativa proseguiva, mettendo in ridicolo la Massoneria con continue vignette derisorie; anche le copertine dei libri non si risparmiavano allegorie satiriche: ad esempio, in La storia e i misteri della Massoneria, la copertina, illustrata da Rivalta, rappresenta la setta come una piovra, alla quale un avanguardista taglia i tentacoli.
A partire dagli anni '30 anche in Francia la campagna di propaganda antimassonica riprese con pieno vigore, come ci racconta Marie Rygier nel suo La Franc-Maqonnerie Italienne devant la guerre et devant le Fascisme, qui esposto in edizione originale.  Il testo riporta le violenze fasciste contro le logge e i massoni italiani, l'uccisione del Fratello Giovanni Amendola e gli interventi legislativi finalizzati a perseguitare l'Obbedienza.
In Italia, in piena epoca fascista, viene pubblicato da Einaudi La Massoneria e la rivoluzione intellettuale del secolo XVIII, del francese Bernard Fay che era uno dei tanti ricercatori che aveva fatto dell'abate Barruel un punto di riferimento imprescindibile, tanto da volerne continuare l'opera, pur essendo dotato di un retroterra storico serio.  Era, infatti, convinto che la fine dell'Ancien Régime e i drammatici avvenimenti del XIX secolo fossero dovuti ad un complotto massonico.
Famoso è poi il film Forces Occultes del 1942, diretto da Jean Marques-Rivière, opera di propaganda antimassonica che narra di come un deputato nazionalista, Pierre Avenel, fosse stato avvicinato dalla Massoneria e costretto a prestarsi agli intrallazzi della setta.  Ribellatosi, il deputato veniva aggredito e ferito.

Nel 1938 in Italia vennero promulgate le leggi razziali e nei giornali, come ad esempio La Tribuna, si continuò ad accostare gli ebrei alla Massoneria.
Due numeri de La Tribuna sono di particolare rilievo per l'antimassoneria: quello del 20 agosto 1938, dove nell'articolo di fondo intitolato "Ebraismo e Massoneria", Francesco Scardaoni ripete le ormai note accuse ad ebrei e massoni, aggiungendo che "il fascismo, che qualche povero di spirito accusa ora di aver creato un antisemitismo di imitazione, fin dai primissimi momenti condannò e soppresse la Massoneria; quanto dire che prese nettamente posizione contro l'attività ebraica, in ciò che essa aveva di antinazionale".  Il secondo, del 20 luglio 1940, narra della persecuzione contro gli ebrei, ai quali era stato addirittura vietato per legge di farsi cristiani, oltre che della perquisizione effettuata nella sede della Gran Loggia massonica di Belgrado, nella quale, si dichiara, erano venute fuori documentazioni assai interessanti sull'attività di alcuni politici massoni, presumibilmente legati alle logge francesi.  Per comprendere l'atmosfera, si pensi che l'anno seguente, in Serbia, i servizi propagandistici dell'esercito nazista organizzarono a Belgrado una Esposizione antimassonica, per celebrare la quale fu addirittura emessa una serie di francobolli con illustrazioni antimassoniche.
Si pubblicavano anche manifesti di stampo antigiudaico e antimassonico; tre dei quali sono qui esposti, uno raffigurante un lavoratore che abbatte Capitalismo e Giudaismo, uno con Roosevelt, Churchill e Stalin che si dividono Italia, Grecia e Polonia, sormontati da squadra e compasso, ed il terzo, del 1944, ad opera del Nucleo di Propaganda della Repubblica Sociale Italiana che raffigura un bambino piangente, che rappresenta l'Italia, conteso da tre mani che hanno raffigurata nel polsino rispettivamente falce e martello, stella di David e squadra e compasso.

La guerra non migliorò le cose: a massoni ed ebrei furono attribuiti fino alla fine gli insuccessi militari, la crisi del regime, il 'tradimento di Badoglio'.  Di questo periodo La Massoneria d'oggi (note ad un suo catechismo clandestino) di Attilio Ostuzzi, ci fornisce un classico esempio (sufficiente citare i titoli di alcuni capitoli, quali "La piovra del mondo", "La sinagoga di Satana", "La triplice impostura", "L'avvelenamento dell'opinione pubblica", "Il pervertimento degli adepti").  In Il tradimento dì Badoglio, di un anonimo che si celava dietro lo pseudonimo di Italicus, abbiamo un violento atto di accusa alla Massoneria di cui Badoglio sarebbe stato il braccio armato ed esecutivo assieme a numerosi vertici dell'esercito.  L'autore cita in proposito Ardengo Soffici, che nel 1927 aveva scritto: "Chi dicesse che il fascismo ha disfatto la Massoneria, oggi come oggi farebbe ridere.  La Massoneria non ha mai funzionato così allegramente come dopo la distruzione delle sue logge.  La Massoneria, persi i grembiulini, le squadre e le sciabole fiammeggianti, s'è messa a tirare al sodo, s'è insinuata tra le file fasciste, ha acciuffato più posti di comando o di osservazione che ha potuto ed ora lavora come non si potrebbe meglio, a guisa di cancro e di tabe, alla disgregazione e rovina dell'organismo abitato.  Chi se n'è accorto, ne ha le prove e lo dice; ma nessuno gli crede.  In verità, siamo ancora impelagati, impantanati, rinvoltati nella massoneria".

Come fa notare Luigi Pruneti nei suoi testi dedicati all'antimassoneria, nel dopoguerra vi fu la ripresa del dibattito culturale; numerosi storici parlarono e scrissero testi che analizzarono la guerra sotto molteplici punti vista, senza quasi mai accennare all'argomento Massoneria.  La mente degli studiosi non si soffermò sul tema oppure non volle farlo e come in un'amnesia di massa fu dimenticato che la prima vittima del fascismo fu proprio l'Istituzione Massonica.  Pochissimi ricordarono la distruzione delle sedi di Logge massoniche, di come roghi avessero bruciato arredi e documenti dell'infame setta, i Fratelli vittime degli squadristi o coloro che furono fucilati dai nazisti alle Fosse Ardeatine.  Erano vittime scomode e il loro ricordo forse non avrebbe aiutato l'opinione pubblica nel suo continuo condannare l'Istituzione.  Parlare di massoneria per condannarla sembrava essere la parola d'ordine della cultura ufficiale cui si aggiungevano gli articoli calunniatori e le polemiche della stampa periodica.

Tra i pezzi più importanti esposti, relativi alla fine della guerra, c'è una copia del settimanale «Italia e Civiltà», (Firenze, 15 gennaio 1944), in cui Giovanni Spadolini - futuro fautore della legge (detta Spadolini-Anselmi) che, sciolta la P2 come associazione segreta, il 25 gennaio 1982 vietò le associazioni segrete - nel 1944 spiegava che la crisi del fascismo in Italia era avvenuta dopo il 1936 perché "vi scivolarono dentro e vi presero piede in sempre maggior numero i profittatori, gli ambiziosi, i retori […] proprio mentre riaffioravano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo" e la monarchia si svincolava dal regime "appoggiata da una cappella di generali massonici".

La questione delle associazioni segrete torna alla ribalta quando molto più avanti, il 28 settembre 1976, il settimanale Panorama dedicava la copertina a "I segreti della Massoneria.  Trame nere chiesa partiti".  Si trattava di un'altra delle tante inchieste che cercavano di evidenziare i rapporti fra Licio Gelli, Lino Salvini, la P2 e le logge coperte.
Arriviamo così alla primavera del 1981, quando scoppiò il "caso P2".  Nel corso di un'indagine che fu condotta dalla Procura della Repubblica di Milano, su un'ipotesi di estorsione aggravata nei confronti di Enrico Cuccia, furono scoperti, a Castiglion Fibocchi, gli elenchi della loggia di Gelli, consegnati al Presidente del Consiglio il 20 aprile dello stesso anno.  Il clamore suscitato fece sviluppare la curiosità dell'opinione pubblica che ben presto degenerò in una vera e propria tensione che abilmente manipolata poneva sul banco degli imputati l'intera istituzione massonica.  Furono pubblicati numerosi articoli e inserti speciali allegati ad alcuni periodici, ad esempio l'allegato a Panorama dell'8 giugno 1981 che titolava "I Fratelli Maledetti" .

Altra tematica ancora contemporanea è l'inconciliabilità fra i principi cattolici e quelli massonici, sancita in numerosi documenti e riviste; ne è una dimostrazione il mensile Chiesa Viva, il cui ideatore, nonché direttore e maggior autore degli articoli del mensile, è padre Don Luigi Villa.
Si espone inoltre una piccolissima selezione dei testi che si occupano delle vicende che hanno visto la Massoneria sul banco degli imputati in epoca contemporanea, fra i quali alcuni del Professore Aldo Alessandro Mola, docente di Storia Contemporanea presso l'Università degli Studi di Milano e Direttore del Centro per la Storia della Massoneria, lo studio dei quali è fondamentale per chi si voglia avvicinare all'argomento ( Anticlericali e laici all'avvento del fascismo.  Patriottismo "Libero Pensiero", "Giordano Bruno", del 1986 e Gelli e la P2 tra cronaca e storia del 2008 che sulla scorta delle carte poi donate da Gelli all'Archivio di Stato di Pistoia, degli Atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, di decennali ricerche in Italia e all'estero e della conoscenza personale di tanta parte dei protagonisti del falso "scandalo", documenta l'infondatezza dell'imputazione di cospirazione militare e/o politica alla Loggia Propaganda Massonica n. 2 all'obbedienza del Grande Oriente d'Italia (dalla fondazione, 1877), con regolamento speciale, come poi chiarito dalla Corte d'Assisi di Roma.- con sentenze confermate in appello e in Cassazione.  Ampia antologia di documenti inediti e/o dimenticati.  L'invenzione della P2 come Male Assoluto precorse di dieci anni l'annientamento dei partiti coinvolti nello "scandalo".
Testi basilari sull'antimassoneria sono quelli del Professor Luigi Pruneti, Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Oh, setta scellerata ed empia.  Appunti su oltre due secoli di pubblicistica antimassonica, 1992, che è il primo testo che raccoglie gli studi dell'autore sull'antimassoneria; Antimassoneria ieri e oggi, atti del Convegno di Grosseto, 1995, excursus storico, preciso, conciso e documentato sull'antimassoneria; e finalmente La Sinagoga di Satana.  Storia dell'antimassoneria 1725-2002.  Quest’ultimo è il più importante testo che tratta di antimassoneria ed al quale tutta la mostra è ispirata.  Narra di come il tentativo di criminalizzare l'associazione massonica che difende in primo luogo la libertà di pensiero, sia portato avanti in malafede: dall'abate Barruel ad oggi niente è cambiato.
Dal libro è stato ricavata l'inchiesta video Tre secoli di diffidenza.  Storia dell'antimassoneria (DVD), regia di Bruno Rocco.