Antimassoneria

 
Pagine di antimassoneria di ieri e di oggi
 
Alec Mellor definisce l’antimassoneria un certo tipo di radicalizzazione intellettuale e di pigrizia che tende a spiegare sistematicamente tutto, ma in particolare le disgrazie di una nazione, con la Massoneria. Aggiunge che“è un mono – ideismo di tipo ossessivo, ammantato di un genere pseudo letterario. Può giocarvi l’interesse commerciale, ma ciò che vi si trova, soprattutto è uno stato di paura, di odio, di persecuzione. Insomma è una psicosi”.
Questa sorta di idiosincrasia è molto antica, infatti, già nel 1725 Samuel Prichard pubblicò a Londra gli opuscoli Masonry dissected con i quali accusava i liberi muratori di ateismo, deismo, immoralità e di torbide iniziative politiche. Fu solo l’inizio, di lì a poco seguì la scomunica di Clemente XII In eminenti apostolatus specula, il processo al poeta Tommaso Crudeli ed altre persecuzioni che interessarono soprattutto gli stati italiani, la Spagna e il Portogallo.
Nuova, tumultuosa acqua fu portata al mulino dell’antimassoneria dall’abate Augustin Barruel autore delle Memoires pour servir a l'histoire du jacobinisme, opera capace di convincere contemporanei e posteri che la Rivoluzione francese fosse opera dei Figli della Vedova.
In quelle pagine, di grande successo, si legge che le logge erano state inquinate da gruppi dediti a tenebrose scienze occulte, a incantesimi ed altri simili misfatti. L’intento era quello di scardinare la società cristiana, timorosa di Dio e rispettosa dei troni. Questa corruzione non era stata generale, gran parte della massoneria britannica, ad esempio, ne era rimasta immune; inoltre, molti adepti ignoravano l’obiettivo della congrega.
L’histoire fu subito smentita, con intelligenza, da un contemporaneo di Barruel, Jean Joseph Mounier, celebre per il giuramento nella sala della pallacorda. Anche Mallet du Pan la considerò una stupidaggine e lo stesso fece il De Maistre; fu, però, tutto inutile [1].
Il Gesuita divenne un caposcuola che influenzò l’antimassoneria posteriore, sia per la teoria del complotto che per alcuni aspetti specifici, definiti da Mola suasori. Essi consistevano nel dichiararsi ex massone e nel«distingue l’errore dall’errante» che, possibilmente, andava redento. Inoltre Barruel individuava nel divenire della storia un unico piano eversivo che, avvalendosi di sigle e di gruppi diversi, mirava ad uno scopo ben definito. La massoneria, pertanto, non era altro che progettualità sovversiva, volta a realizzare un regno delle tenebre che eliminasse i valori cristiani e civili. Si aggiunga a ciò, la capacità del Religioso di accreditare il proprio verbo con pseudo fonti. Queste ultime consistevano in frasi estrapolate con cura da un’immensa letteratura e “cucite” nel testo secondo una metodologia accuratamente studiata. Quando poi, non riusciva a trovare qualcosa di utile, modificava ciò che aveva sottomano o, addirittura, inventava di sana pianta. L’abate era, per di più, abilissimo ad alternare toni diversi, a presentarsi con distinti stati umorali, tanto che le sue pagine sembrano ora uscite dalla penna di un distaccato erudita ora dal sermone di un infuocato predicatore.
Assumendo nel contempo la dignità dello studioso e la partecipazione appassionata dell’uomo di chiesa, egli convinse e coinvolse, denunciando, con ponderata abilità, la «feroce setta dei mostri che si mordono, si straziano, si assassinano l’un l’altro». Una cricca che coronò il suo sogno eversivo nella grande rivoluzione dell’89, descritta mirabilmente per quadri, che stillano sangue di vittime innocenti:
"andavano ruinando [....] le Chiese, e le case religiose, uccidendo spietatamente le vedove e i pupilli, i vecchi e i fanciulli, senza distinzione di età e di sesso
Contestare oggi gli scritti del Barruel è inutile, dato che da tempo la storia ha dimostrato quanto la sua opera fosse priva di fondamento. Alec Mellor, sottolineò che i massoni, non solo “non avevano né preparato né fatto” la grande rivoluzione, ma anzi, nel corso della medesima, vi avevano perso alcuni dei maggiori esponenti. Lo stesso autore denunciò, infine, la cattiva fede del gesuita. Infatti, «la futura bibbia dell’antimassoneria fu [] concepita da lui e dal suo editore per raggiungere un successo scandalo, una specie di best – seller dell’epoca»[2].
La prova più evidente di tutto questo risiede in alcuni documenti dell’archivio Vaticano dalla cui lettura si evince che, fino a tutto il 1792, Barruel non nutriva alcun sospetto sui latomistici complotti. Fu solo quando seppe che il matematico scozzese John Robinson, stava preparando un libro sulle cospirazioni massoniche, che gli balenò l’idea di batterlo sul tempo, scrivendo un testo che, visti i tempi, poteva diventare celebre. Ebbe intuito e, in un arco di tempo relativamente breve, data la mole del lavoro, partorì la sua cartacea creatura.
Le indubbie abilità dell’autore nel confezionare siffatta opera non spiegano, comunque, del tutto l’immenso e duraturo successo della medesima. Per comprenderlo bisogna sottolineare la semplicità della sua proposta che, eliminando i complessi meccanismi della storia, riduce ad una sola causa eventi inimmaginabili e difficili da spiegare
Questa chiave interpretativa, fu individuata già dal Mounier che, nel libro Dell’influenza attribuita ai filosofi, ai massoni e agli Illuminati sulla Rivoluzione francese, scriveva: «Si sono sostituite a cause complicatissime delle cause semplici e alla portata delle menti più pigre e superficiali».
In altre parole le ragioni della sua inusitata fortuna furono dovute all’individuazione di una via semplice, che consentiva anche ai più impreparati ed ignoranti, di afferrare fenomeni e avvenimenti la cui vastità li rendeva oscuri, alla ristrettezza delle loro menti.
Sui danni che L’histoire comportò per la massoneria mi piace riportare il giudizio di un cattolico come il Mellor che affermò: «Barruel può essere considerato il padre dell’antimassoneria moderna, quella che era esistita prima di lui fu senza seguito. La sua, invece, fu un durevole seme di odio, e di tutti coloro che scrissero contro la massoneria egli è quello che le fece maggiormente male […] Barruel fece agli avversari un torto immenso, dal quale la massoneria, si può ben dire, non poté mai rimettersi e che fu la sorgente dalla quale intere generazioni di antimassoni attinsero» [3].
L’opera del Barruel influenzò storici, scrittori, pubblicisti ed anche autori filomassonici ne furono condizionati, accreditando alla libera muratoria imprese che non le appartenevano. Essi, partendo dall’assunto dell’Abate, le attribuirono il merito di gran parte del rinnovamento sociale e politico dell’Ottocento e di fine Settecento, suffragando il mito della massoneria quale madre della rivoluzione.
L’impatto barrueliano fu talmente vigoroso che ancora oggi si leggono pareri di tal genere: «E ci fu anche, e c’è tuttora un’altra Massoneria, quella in cui il sensismo lockiano e il deismo tolandiano cedono il passo al materialismo illuministico e al razionalismo enciclopedico, e ciò avvenne in terra di Francia […] Fu questa Massoneria a preparare la Rivoluzione, fu essa ad impadronirsi del Direttorio, fu essa a dominare, dominando Napoleone Bonaparte» [4].
Come si vede, la leggenda non muore e, quando, meno te lo aspetti, risorge dalle proprie ceneri, al pari della mitica fenice.
Barruel fu come il tronco di una possente quercia, dalla quale si dipartono numerosi rami: la sua teoria generò mille varianti, procreò schiere di imitatori, seguaci, interpreti pronti a modificare o ad adattare l’intuizione del maestro ad ogni contingenza.
I semi gettati dall’Abate francese, produssero, dunque, abbondante messe che ancora oggi cresce vigorosa. Il perché di questa inossidabilità è spiegato da Aldo Alessandro Mola che, alcuni anni fa scrisse: “L’antica condanna è sempre incombente. Per sgombrare il campo da ogni illusione basti risalire all’origine: ai Quattro Coronati, che non furono vittime di un’avventata inchiesta di un qualche paese europeo di fine Novecento o dei campi di sterminio di mezzo secolo prima o delle canagliate contro ebrei e massoni messe in campo della polemistica reazionaria franco – belga – italiana di fine Ottocento, prima ancora che esplodesse l’affare Dreyfus. Quei Quattro Coronati erano – e rimangono – emblema della perenne incompatibilità fra libertà di ricerca e aspirazione del potere ad esercitare occhiuta sorveglianza su ogni forma di libero pensiero”.
 
Riteniamo che un modo per opporsi all’antimassoneria, sempre risorgente, sia quella di esporre i suoi frutti alla valutazione di tutti, affinché sia possibile constatare con mano come essa, nella maggior parte dei casi, sgorghi da pregiudizi ideologici, da ignoranza su fatti e avvenimenti, da calcoli politici, da desiderio di palcoscenico, da più o meno occulte istanze liberticide. Per questo abbiamo aperto questa “pagina” che vuol essere un primo, succinto archivio dei principali eventi antimassonici, soprattutto italiani. Siffatto "data base" potrà essere aggiornato ed integrato anche grazie alle segnalazioni e alla collaborazione di tutti coloro che nutrano interessi su questo fenomeno e soprattutto desiderino portare un loro contributo in difesa della libertà di pensiero e di associazione.
 
 
[1] Buona parte di quanto segue è ripreso da L. PRUNETI, La Sinagoga di Satana. Storia dell’antimassoneria 1725 – 2002, Edizioni Giuseppe Laterza, Bari 2002, pp. 39-43.
[2] A. MELLOR, I nostri Fratelli separati. I Liberi Muratori, Edizioni Bolla, Milano 1963, p. 247
[3] Ibidem, pp. 246 – 247.
[4] O. BUCCI Presentazione di Z. SUCHECKI, La Massoneria nelle disposizioni del “Codes Iuris Canonici” del 1917 e del 1983, Città del Vaticano 1997, p. 9.
 
 
Cronologia dell’antimassoneria
 
I.       Settecento
 
Ø      1725 Samuel Prichard pubblica a Londra i primi libelli antimassonici.
Ø      1738 Bolla In Emminenti Apostolatus Specula di Clemente XII. Fra i motivi della condanna: la promiscuità di fedi diverse, la segretezza, le trame ordite contro la pace, ecc.
Ø      1739: Processo al poeta Tommaso Crudeli, autore dell’opera L’arte di piacere alle donne e alle amabili compagnie. Viene condannato all’esilio, prima a Poppi e poi a Pontedera, muore a Firenze nel 1745.
Ø      1740: Numerosi massoni sono imprigionati in Spagna.
Ø      1741 Bolla Provvidas Romanorum di Benedetto XIV. Fra i motivi della condanna il grave pericolo per la religione, per la società, per gli stati; inoltre la massoneria è illegittima da un punto di vista giuridico.
Ø      1741: A Malta è proibito l’approdo e la permanenza ai liberi muratori.
Ø      1743: A Vienna 18 massoni sono arrestati.
Ø      1743: Persecuzione di massoni in Portogallo.
Ø      1746: Persecuzione dei massoni a Venezia
Ø      1775: Nuova persecuzione di massoni in Portogallo.
Ø      1775 (12 Settembre): Per decreto di Ferdinando IV di Borbone numerosi massoni sono incarcerati a Napoli.
Ø      1785 (7 Maggio): Venezia, “I Signori della notte alla criminal”, per ordine del Consiglio dei Dieci, irrompono nei locali di una loggia massonica e requisirono gli arredi che furono bruciati a “perpetuo monito” nel cortile del Palazzo Ducale.
Ø      1789: Cagliostro è arrestato e sottoposto a processo.L'anticristo
Ø      1790: L’Abate Baissie pubblica in Francia L’esprit de la Franc – maçonnerie dévoilée.
Ø      1794 : L’abate François Lefranc pubblica in Francia La conjuration contre la Religion catholique et les souverains.
Ø      1795: Cagliostro muore a San Leo
Ø      1797 – 1798 L’abate Barruell pubblica Memorie per servire alla storia del Giacobinismo.
Ø      1799: Al termine della Rivoluzione napoletana numerosi massoni perdono la vita sul patibolo.
 
II.    Ottocento
                                                                                                                                                  L'anticristo
Ø      1821: Bolla Ecclesiam a Jesu Cristo di Pio VII.
Ø      1825: Bolla Quo Graviora di Leone XII.
Ø      1826: Negli USA scoppia il “caso” Morgan.
Ø      1846: Bolla Qui Pluribus di Pio IX.
Ø      1860 – 1870: numerosi periodici si distinguono per un’aspra polemica contro la massoneria, fra questi vanno ricordati: “Il Commercio”, “Firenze”, “Napoli”, “La vespa”, “La stella d’Etruria”, “La Rivista Nazionale”, “La Vera Buona Novella”, “Civiltà Cattolica”.
Ø      1862: E’ pubblicato il libro: Fatti e argomenti intorno alla massoneria.La massoneria è accusata di satanismo, corruzione e comunismo. Per la prima volta si parla di complotto ebraico – massonico.
Brano caratteristico: «Non dire che il furto e la comunanza delle donne sono cose illecite ... perché predicare che il furto è una risorsa illegale, mentre annunziamo che non vi sarà più né mio né tuo? perché parlare della promiscuità delle donne se la comunanza sarà un dovere?».
Ø      1862: E’ pubblicato il libro: Storia dottrina e scopo della Frammassoneria. La massoneria è accusata di ateismo, comunismo, anarchia.
Brano Caratteristico: «Una repubblica, che abbracci l’universo, e della quale sarebbero capi i frammassoni. Essi non vogliono né re, né Religione, né distinzione, se non per sé medesimi. Essi si nutriranno del sangue e del sudore del popolo, e lo lasceranno nella disperazione, senza speranza di vita migliore».
Ø      1863: E’ pubblicato a Napoli il romanzo antimassonico Lionello o delle società segrete.Il massone pentito
Ø      1864: Pio IX pubblica la Bolla Multiplicer inter.
Ø      1869 (2 Ottobre): Bolla Apostolicae Sedis di Pio IX. Le trame massoniche sono ordite dal demonio.
Ø      1872: Pio IX scrive la lettera Costretti.
Ø      1884: Bolla Humanum Genus di Leone XIII. Combattere la massoneria significa lottare contro le tenebre.
Ø      1880 – 1889: Giuseppe Franco pubblica a Prato i romanzi antimassonici: La sposa di Sila, La contessa internazionale, Massone e massona.
Ø      1884: De Segur pubblica in Francia Les Francs – Maçons.
Ø      1885: Leo Taxil pubblica I fratelli tre puntini.
Ø      1887: Leo Taxil pubblica La massoneria svelata e spiegata.
Ø      1887: Leo Taxil pubblica Il Vaticano e i massoni.
Ø      1888: Leo Taxil pubblica Confessioni di un ex libero pensatore.
Ø      1888: Leo Taxil pubblica I delitti massonici.
Ø      1893: E’ fondata l’Unione Antimassonica Italiana.
Ø      1893: Il vescovo Léon Meurin scrive La Franc – Maçonnerie , synagogue de Satan. Omicidi massonici secondo Taxil
Ø      1895: Domenico Margotta pubblica Ricordi di un 33.
Ø      1895: Esce il periodico: “Rivista antimassonica”.
Brano caratteristico: «[Le logge sono] vere bolgie tenebrose, dove l’intrigo e il protezionismo distribuiscono meriti, fama, cariche e persino assicurano l’impunità nonché a colpe volgari, a deplorevoli eccessi, che gettano lo sconforto nella nazione, ne turbano il credito, ne scuotono le istituzioni».
Ø      1896: Congresso antimassonico di Trento.
Ø      1897: Leo Taxil a Parigi ammette che i suoi libri sono frutto di pure e semplici invenzioni.
1897: E’ pubblicata l’opera La massoneria e l’esercito.
Brano caratteristico: «Abba Garima la volle il 33 Crispi, la eseguì il 33 Barattieri, che Nathan non riconosce massone, la decretò la Gran Loggia detta Parlamento, che ha per sue luci i ministri di stato, più il Gran Consiglio dei 33, sedenti nel Grande Oriente di Roma. Questo è fatto notorio, ancorché il Nathan, rispondendo al Bofandini lo neghi».
 
III.Novecento
 
Ø      1906: F. M. ENIGMA pubblica La setta verde in Italia. I massoni sono epicurei, panteisti, immorali, anarchici.
Brano caratteristico: “con ardore veramente satanico, [i massoni si preoccupano] di diffondere e far trionfare dappertutto i [loro] principi […]; contrari ad ogni tipo di religione, ma più specialmente alla cattolica; principi sovversivi di ogni autorità sacra e profana; principi perfino opposti all’onestà naturale e nemici della moralità cristiana».
Ø      1907 I periodici: “Il martello”, “Il bastone”, “Il mulo” si distinguono per la loro battaglia antimassonica.
Ø      1912: Il Partito Nazionalista stabilisce che gli iscritti non possono far parte della massoneria.
Ø      1913: Esplode il “caso” del generale Fara.
Ø      1912 - 1913:E’ attuata la famosa Inchiesta sulla Massoneria di Goffredo Bellonci. 
Ø      1914: Al Congresso di Ancona i socialisti stabiliscono l’incompatibilità fra partito e massoneria.
Ø      1917: Benedetto XV promulga il  Codes Juris, i massoni sono scomunicati(2335).
1917: Padre Massimiliano Kolbe, dopo aver assistito a Roma ad una celebrazione massonica di Giordano Bruno, decide di combattere la Libera Muratoria e fonda insieme a sei confratelli la “Milizia dell’Immacolata”.
Dagli scritti di Kolbe: «i massoni non sono altro che una cricca organizzata di ebrei fanatici, i quali mirano sconsideratamente a distruggere la Chiesa Cattolica».
Ø      1920 (18 Maggio): In Ungheria il reggente Horthy scioglie la Gran Loggia Simbolica di Ungheria.
Ø      1922: A Mosca il IV Congresso della III internazionale dichiara la massoneria il principale nemico del Comunismo. Si distinguono per il particolare accanimento i delegati italiani Giacinto Menotti Serrati e Antonio Graziadei. La prima conseguenza e la decapitazione della segreteria P.C. Francese (Henry Torrès, Antoine Coen, Ludovic Oscar Frossard).
Ø      1923: Il Gran Consiglio del Fascismo determina l’incompatibilità fra fascismo e massoneria. La fine della massoneria
1925 (3 Ottobre): Notte dell’Apocalisse fiorentina. Gli squadristi uccidono Napoleone Bandinelli, Giovanni Becciolini, Gustavo Consolo, Gaetano Pilati. Dall’ordine del giorno del direttorio del Fascio di Firenze: «Da oggi in poi, né i massoni, né la massoneria devono rimanere anche un solo attimo liberi dalla persecuzione […] Si devono annientare senza misericordia, i massoni, i loro beni, i loro interessi. Essi devono venire cacciati via dai pubblici impieghi […] Nessuno deve restare escluso. I bravi cittadini devono schivare ogni massone. Sotto il peso della nostra forza, essi devono venire isolati, come lebbrosi».
Ø      1925 (28 novembre): E’ varata la legge Sulla disciplina di associazioni, enti ed istituti e sull’appartenenza ai medesimi del personale dipendente dallo Stato, dalle amministrazioni …La massoneria è messa al bando.
Ø      1927: In Romania le Guardie di Ferro, braccio armato della Legione dell’Angelo Michele, fondata da Corneliu Zeelea Codreanu, iniziano una spietata campagna contro la massoneria.
Ø      1928: In URSS Stalin ordina di cancellare ogni traccia di massoneria in tutto il Paese.
Ø      1933: In Portogallo l’Estado novo di Antonio de Oliveira Salazar proibisce per legge la massoneria.
Ø      1933 (28 Febbraio): In Germania è varata una legge contro la massoneria, definita “organizzazione nemica dello Stato”.
Ø      1934: In Francia l’affare Stavisky scatena una violenta campagna antimassonica. Le sedi massoniche sono presidiate per il timore di assalti.
Ø      1937: In Svizzera Louis Ferdinand Celine scrive Bagatelle per un massacro.
Ø      1937: In Svizzera è promosso un referendum popolare per la proibizione della massoneria. La richiesta di bandire la libera muratoria non passa.
Ø      1938: III edizione dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, con introduzione di Julius Evola.
Dalla Introduzione:“Questo documento venne nelle mie mani circa quattro anni fa (1901) insieme con l’assoluta garanzia che è la traduzione verace di documenti (originali) rubati da una donna a uno dei capi più potenti, e più iniziati della Massoneria (Massoneria Orientale). Il furto fu compiuto alla fine di un’assemblea segreta degli “iniziati” in Francia - paese che è il nido della cospirazione massonico-ebraica”.
Ø      1938 (21 Dicembre) In Spagna Francisco Franco fa promulgare una legge che impone di rimuovere dai cimiteri qualsiasi scritta o simbolo di carattere massonico.
Ø      1939: E’ pubblicato il libro di F. Gaeta, Che cosa è la massoneria.
Ø      1939 (23 Settembre). In Spagna esecuzione di numerosi massoni.
Ø      1940: In Spagna è istituito il Tribunale speciale per la repressione della massoneria e del comunismo.
Ø      1940 (19 Agosto): Il maresciallo Patain promulga una legge che bandisce la massoneria in Francia.
Ø      1941: E’ pubblicato il libro di G. Preziosi, Giudaismo, bolscevismo, plutocrazia, massoneria. Brano caratteristico: «Nella terza Italia sorta con un programma laico, massone anticlericale, in opposizione al Papato, gli Ebrei trovano le condizioni ideali per infiltrarsi in tutti rami del nuovo organismo, senza far rumore, come i tarli, i quali finché mangiano non si scoprano. La massoneria fu la scala usata dagli Ebrei per l’arrembaggio al nuovo stato. Essa divenne il loro segno. Con essa fecero breccia ovunque».
Ø      1941: Nel Palazzo della Bruckère a Bruxelles è tenuta un’esposizione antimassonica. In tutto il Belgio la repressione della libera muratoria è fortissima e si avvale della collaborazione dei rexisti di Leon Degrelle.
Ø      1943 (9 Marzo): A Parigi è proiettata la prima del film antimassonico Forze occulte.
Ø      1944: E’ pubblicato il libro di F. Gaeta, La massoneria.
Ø      1944: Strage nazi – fascista delle Ardeatine, fra le 322 vittime, oltre al Gran Maestro Placido Martini, vi sono altri 18 massoni, nessuno li citerà mai come tali.
Ø      1945: Vescovo di Marsico e Potenza in un documento ufficiale definisce la massoneria traditrice della Patria e nemica della Chiesa.
Ø      1947: La Costituente vara il II Comma dell’art. 18 della Costituzione. Inutili tentativi di Moro, Lucifero, Cervolotto, Mancini, De Vita di definire cosa s’intendesse per associazione segreta.
Ø      1947 – 1948: Matura nell’ambito dell’Università del Sacro Cuore di Milano il progetto di promuovere un referendum per mettere fuori legge la massoneria.
Ø      1948: nella Romania comunista la massoneria è vietata da una legge e i fratelli più in vista sono arrestati.
Ø      1949: Idelfonso Schuster, Arcivescovo di Milano considera la Massoneria, insieme a spiritismo, comunismo e protestantesimo, il più grande pericolo per le coscienze.
Ø      1968: Il periodico della CSL “Mondo Domani” pubblica a firma di Giuseppe Chiarini una lunga serie di articoli antimassonici, alcuni dei quali accompagnati dalle liste degli iscritti.
Ø      1973: F. GIANTULLI, L’essenza della massoneria italiana: il naturalismo.
Brano caratteristico: «i massoni si dedicano ad un vero e proprio culto del fallo, fatto di cose concrete e non di simboli, fino ad ispirare ad esso una vera e propria morale».
Ø      1977: Esce il film “Un Borghese piccolo piccolo”.
Ø      1978: L’Espresso pubblica i nomi di 452 Maestri Venerabili Italiani.
Ø      1981 (primavera): Esplode il “caso” P2. A Castiglion Fibocchi sono requisiti elenchi on 1500 nomi di iscritti alla loggia di Licio Gelli. Maurizio Costanzo chiede scusa al suo pubblico per aver aderito alla P2.
Ø      1981 (23 Settembre): S’insedia la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2.
Ø      1982: E’ varata la Legge 17 che dichiara sciolta la loggia P2 e regola il comma 2 dell’articolo 18 della Costituzione. Un’associazione è da considerarsi segreta quando “l’occultamento della identità dei soci o delle attività e delle attività sociali concretamente svolte sia voluto e assoluto (e non relativo alla mancata conoscenza ufficiale della pubblica autorità). Inoltre, poiché l’associazione si risolve nel rapporto associativo ben potrà dirsi con l’articolo 1 […] che un’associazione è segreta anche quando si costituisca all’interno di un’associazione palese”.
Ø      1983 (Gennaio): Nuovo Codice di Diritto Canonico non fa più riferimento alla scomunica per i massoni.
Ø      1983: La fondazione Gramsci organizza a Firenze il convegno Aspetti della presenza massonica a Firenze. Fra i relatori Alberto Cecchi (Commissione P2), Lorando Ferracci (socialista), Marco Ramat, Angelo Gracci.
Ø      1983: E’ promulgata una Legge regionale della Toscana che prevede l’obbligo di dichiarare l’iscrizione a qualsiasi associazione.Ø      1983 (Novembre): La Sacra Congregazione della fede precisa: “rimane, pertanto immutata la sentenza negativa della Chiesa sulla massoneria […] e che i Cristiani che sono iscritti alla massoneria versano in peccato mortale e non possono accedere ai sacramenti”.
Ø      1984 (12 Luglio): La Commissione P2 termina i suoi lavori. Gli atti sono pubblicati in 106 tomi di 117.113 pagine.
Ø      1985 – 1989: Esposto dell’avvocato Montorsi alla Procura di Bologna sulle presunte interferenze dei massoni (circa 50) nella vita pubblica cittadina. L’inchiesta portata avanti da Libero Mancuso si conclude con un proscioglimento generale.
Ø      1989 (9 Marzo) Sant’Uffizio alla bolognese, di Nicola Matteucci, su “Il Giornale”: «peccato che non vi sia un pretore che chieda ai partiti politici l’elenco dei loro iscritti per confrontarli con le assunzioni effettuate negli enti pubblici. Ma forse violerebbe il principio di libertà di associazione».
Ø      1988: Umberto Eco scrive Il Pendolo di Foucault “, ove fra l’altro si legge: “i massoni sono caricature borghesi della cavalleria templare”.
Ø      1988: Quando Il Giornale di Montanelli solleva il sospetto che l’onorevole De Mita abbia lucrato sulle ricostruzioni in Irpinia, l’on, Sansa parla di trame P2. Indro Montanelli replica scrivendo il celebre articolo “Achtung P2”.
Ø      1988: Durante l’annuale convegno di Comunione e Liberazione dal titolo “Il Gigante e la collina”, l’on. De Mita è accusato di aver cercato di laicizzare il partito in combutta con forse massoniche.
Ø      1990: relazione Racheli al Consiglio superiore della Magistratura: La Massoneria può rappresentare un pericolo per le istituzioni.
Ø      1992: Ha inizio l’inchiesta del procuratore di Palmi Agostino Cordova, dovute alle dichiarazioni del notaio Pietro Marapodi, già anticipate dal settimanale “Avvenimenti”.
Ø      1992 – 1992: Piccola antologia della stampa periodica sulla Massoneria e l’inchiesta Cordova:
“Avvenimenti”, 18/11/1992: «Sulle tracce della massoneria coperta sono state trovate tracce di alcuni grossi scandali di questi anni, dal traffico di rifiuti tossici, al commercio illegale di armi agli appalti, addirittura al traffico di uranio con l’ex Unione Sovietica».
“Il Giornale” 4/11/1992: «E via di questo passo per una pagina intera senza un solo fatto preciso, ma con un linguaggio ultimativo che ha chiaramente l’obiettivo, comune con altre vicende simili della recente storia italiana, di criminalizzare un’organizzazione da sempre nel mirino dei cattolici, comunisti e fascisti».
“La Stampa” 4/11/92: «asserragliati nei loro templi, intabarrati nei loro grembiulini, i Fratelli, complottano, ordiscono trame, mettono a punto i loro disegni inconfessabili. E cos’altro è, agli occhi dei suoi nemici, la Massoneria se non un’inesauribile, centrale di complotti? O un’oscura conventicola col pallino di voler governare segretamente il mondo?».
 “L’Unità” 10/7/93: «Rischia di saltare l’inchiesta del Procuratore Cordova […] sabotata dalla generale riluttanza degli organi investigativi […] Moltissimi poliziotti e carabinieri presenti nelle logge massoniche».
“L’Indipendente”, 3/11/1993: “La caccia al Massone in Toscana è ormai diventata un safari che espone alle doppiette pidiessine non solo i dipendenti del pubblico impiego, ma anche quelli delle aziende private. Ormai in Toscana essere massoni è un reato; o comunque una colpa che ti confina nel ghetto di coloro che è sconsigliabile frequentare».
“Il Manifesto”, 26/9/1993: «Più che muratori sembrano fratelli manovali” [eppure] “Vengono allo scoperto affari poco puliti, scambi di favori, carriere miracolate e il grande arrembaggio alla cosa pubblica».
Ø      1993 (27 Luglio): Graziano Cioni, Galasso, Tina Anselmi ed altri presentano alla Camera un progetto di legge sulla massoneria.
Ø      Marco Pacini pubblica il libro Friuli segreto, gli amici del Circolo della morra i fratelli dell massoneria, i personaggi, le regole del gioco, la posta in palio.
Ø      1993: (Settembre): Inizia la pubblicazione delle liste dei sull’Unità, seguita da “Il Tirreno”, “Cuore”.
Ø      1993: “L’Unità pubblica” il volumetto La Toscana delle logge.
Ø      1993 (Dicembre): Legge 580 sul “Riordino delle Camere di Commercio, Industria e agricoltura”. Sono escluse dalle camere le associazioni segrete e quelle che richiedono un giuramento o una promessa solenne, la massoneria non rientra nel divieto, in quanto associazione palese.
Ø      1994 (31 Marzo) Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Art. 4: Il dipendente deve dichiarare l’appartenenza ad associazioni anche palesi i cui interessi siano coinvolti dallo svolgimento dell’attività dell’ufficio.
Ø      1994 (25 Settembre): Delibera in chiave antimassonica del Comune di Lucca.  
Ø      1994: Delibere in chiave antimassonica dei Comuni di Viareggio, Camaiore e Pietrasanta.
Ø      1994: La Loggia P2 è prosciolta dall’accusa di aver complottato contro il Paese. Flamini scrive che la sentenza è di basso profilo ed è contro la verità storica che vede la Loggia P2 destabilizzare la Penisola impedendole “un’evoluzione democratica su posizioni di sinistra”.
Ø      1995 (23 Febbraio) Articolo di Giorgio Bocca su “la Repubblica”: «L’operazione in cui il procuratore Cordova ha veramente capito la “potenza della democrazia degli uomini” che se ne infischiano della “democrazia delle leggi” è stata l’inchiesta sulla massoneria» eg ancora: «i massoni non erano, non sono ventimila o trentamila scemi. Sono un’associazione segreta che va dai gruppi onorevoli e rispettabili a quelli dei traffici inconfessabili per finire alla copertura della mafia».
Ø      1995: E’ pubblicato il libro di Guarino, L’Italia della vergogna.
Brano caratteristico: «Le altre P2, i nomi e le logge finora coperti, regione per regione. Migliaia di massoni insospettabili tra cui politici, militari, giornalisti, attori, avvocati, funzionari dello Stato, medici. Tutti ad alto livello. L’elenco dei massoni tra breve sotto processo, la denuncia del giudice Agostino Cordova».
Ø      1995 (8 Giugno): Delibera della Provincia di Firenze: “Non possono altresì essere nominate come rappresentanti della Provincia persone appartenenti o affiliate ad associazioni segrete di qualsiasi natura ed a logge massoniche”.
Ø      1996: (5 Agosto) Legge 34 della Regione Marche, art. 5: “Gli aspiranti dovranno presentare dichiarazione di non appartenere a Logge Massoniche”. La legge comportò un’interrogazione parlamentare, presentata da Tiziana Parenti e Vittorio Sgarbi, al quale rispose l’on. Sergio Zoppi, Sottosegretario alla funzione pubblica affermando: «L’autocertificazione può essere legittimamente richiesta in relazione alle logge massoniche […] appare ragionevole che gli organi regionali dispongano di un quadro esauriente di notizie al fine di accertamenti utili ad individuare situazioni di segretezza dell’associazione senza per altro ledere libertà costituzionalmente garantite».
Ø      1998: Processo a Bologna, a seguito delle pubblicazioni a Siena di false liste di massoni, su “Il cittadino”. Dichiarazione di Fragai al “Tirreno”. Risposte di Graziano Cioni, Leonardo Domenici, Fabio Mussi che dichiara su “Il Tirreno” (25/04/98): «Sono contrario a fare sconti alla massoneria […] La massoneria ha cessato con la fine del Risorgimento di svolgere una qualche positiva funzione nazionale. Oggi è un’organizzazione affaristica. I massoni tendono a distribuirsi in tutti i partiti, ma ad appartenere ad uno solo: il loro. I DS sono impegnati in una larga azione di rinnovamento della politica il cui principio ispiratore è la trasparenza. Abbiamo bisogno di acque chiare: non vedo la necessità di intorbidirle».
 
IV. Duemila
Ø      2000: (Maggio) Il Comune di Lucca abroga la delibera del 1994.
Ø      2000: (3 Luglio) archiviazione dell’inchiesta Cordova. La dottoressa Augusta Iannini, giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma, accoglie la richiesta di archiviazione avanzata dai Pubblici Ministeri Lina Cusano e Agnello Rossi. Scrive nella richiesta di archiviazione: “in questo procedimento […] l’art. 330 del c.p.p. è stato interpretato come potere de p.m. e della polizia giudiziaria di acquisire notizie e non, come si dovrebbe, notizie di reato”, e ancora: Non può, infatti, essere taciuto che in questo procedimento penale l’indagine conoscitiva, ha vissuto momenti d’inusuale ampiezza.
Da uno sguardo d’insieme del ponderoso materiale acquisito e raccolto in circa 800 faldoni ed un numero imprecisato di scatoloni contenente materiale sequestrato, si può trarre la certezza che è stata compiuta, in tutto il territorio nazionale, una massiccia e generalizzata attività di perquisizione e sequestro che le iniziali dichiarazioni del notaio Pietro Marrapodi, peraltro anticipate dal settimanale “Avvenimenti”, certamente non consentivano, quanto meno a livello nazionale […] Da questi racconti a contenuto generalissimo ma conformi all’immaginario collettivo sul tema “gruppi di potere”, il p.m. di Palmi ha tratto lo spunto per acquisire una massa enorme di dati (prevalentemente elenchi di massoni) che poi è stata informatizzata e che costituisce una vera e propria banca dati sulla cui utilizzazione è fondato avanzare dubbi di legittimità, tanto più che l’indagine si sta concludendo con una generalizzata richiesta di archiviazione.
In questo procedimento, infatti, l’at. 330 c.p.p. è stato interpretato come potere del p.m. e della polizia giudiziaria di acquisire notizie e non, come si dovrebbe, notizie di reato.
Era, infatti, chiaro che l’acquisizione di elenchi di associazioni, anche e non solo massoniche, costituiva una mera notizia e non certamente una notizia di reato».
Ø      2001 (2 Agosto): Il Tribunale Europeo condanna all’unanimità lo Stato Italiano al pagamento di un’ammenda di 10.000.000 per aver consentito il mantenimento della legge 24/96 della Regione Marche, violando l’articolo 11 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. In quanto la corte riteneva che “La libertà di associazione riveste una tale importanza da non poter subire alcuna limitazione”.
Ø      2004 (8 dicembre): Diffida allo Stato italiano a prendere immediate misure necessarie a garantire i diritti riconosciuti dall’articolo 11 della Convenzione, in riferimento alla legge 34 della Regione Marche.
Ø      2007: Da una rivelazione del faccendiere Massimo Pizza ha inizio l’inchiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Potenza Henry John Woodoock che chiede a 103 prefetture di avere gli elenchi degli iscritti alle logge massoniche. L’indagine è ancora in corso, la stampa parla di un coinvolgimento di logge deviate.
Ø      2007: Ferruccio Pinotti pubblica il volume: Fratelli d’Italia.
Ø      2008: La Procura della Repubblica di Livorno apre un’inchiesta sulla gestione di “Porto 2000”. In tale ambito requisisce gli elenchi dei livornesi iscritti alla massoneria. Il “Corriere di Livorno” pubblica tali liste, pur precisando che gli affiliati alla Gran Loggia d’Italia non sono implicati nell’indagine in corso.
Ø      2008 (17 Giugno): Dalla Sicilia ha inizio un’inchiesta nei confronti di alcuni imputati, accusati di far ritardare i processi contro alcuni boss della mafia. Dato che fra gli inquisiti vi sono due presunti massoni, l’indagine viene battezzata “Hiram”.
Ø      2008 (17 Giugno): Dichiarazione (AGI) del Senatore del P.D. Giuseppa Lumia: “Esiste un rapporto capillare fra mafia e settori della massoneria nel nostro Paese, ma tutte le volte che si è cercato di toccare questo tasto, vi è stata anche sui media una strana congiura del silenzio, anche da parte della politica. Le mafie sono potenti proprio per la loro capacità di inquinare e di tessere rapporti con altre centrali di potere, fra queste anche le logge coperte o deviate. La prossima commissione antimafia dovrà indagare con coraggio e con rigore su questo legame che non è affatto recente, ma che non è stato mai davvero affrontato”.
Ø      2008 (26 Giugno): L’On. Antonio Di Pietro, intervistato da Klaus Davi a “Klauscondicio” dichiara: “Esiste una Massoneria bianca, conosciuta, che ha dei principi liberali e una sua storia. Ma ne esiste anche un’altra, istituita nel tempo, che fa un utilizzo strumentale dell’associazionismo per fare carriera, giochi di potere, controllo della politica e dell’informazione. Negli anni si sono costituite tante P2: una l’abbiamo conosciuta. Tante altre non le conosciamo e agiscono tutti i giorni”.
Ø      2008 (3 Luglio). Alla Camera dei deputati l’On. Di Pietro illustra un’interpellanza da fare al Ministro della Giustizia sulla nomina proposta dal Csm a procuratore Generale della Corte d’Appello di Messina del Magistrato Antonio Franco Cassata. Il leader dell’IDV afferma, fra l’altro, che Cassata “è stato presidente del circolo culturale “Corda fratres” di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). “Un circolo ben frequentato, oltre che da esponenti della massoneria, anche dal boss Giuseppe Gullotti, mandante dell’omicidio del giornalista Alfano (avvenuto nel 1993), ma anche da Rosario Cattafi, indagato per le stragi del 1992” (ANSA).
Ø      2008 (28 Luglio) Ferdinando Rossi del Movimento Politico dei Cittadini in un comunicato ANSA sulla nomina di Ferrero a Segretario di Rifondazione Comunista afferma: “Si dovrebbe parlare di problemi quali: la finanza e la massoneria. Quest’ultima è l’organizzazione che ha in mano i partiti, che fa vincere gli appalti e che crea accordi con la criminalità organizzata. Ma i partiti non lo fanno perché loro stessi sono compromessi”.
Ø      2008 Settembre: Il mensile “La voce delle voci”, pubblica la prima parte di un elenco di “26.410 iscritti alle logge massoniche" città per città.  
Ø   2008 Ottobre: prosegue la pubblicazione degli elenchi di iscritti a logge massoniche, in nome della "libertà di stampa"
 Ø   2008 Novembre:  terza "tranche" degli elenchi di iscritti a logge massoniche: la rivista considera la massoneria un pericolo e ritiene che i massoni non abbiano diritto alla riservatezza