Considerazioni sistematiche sul fenomeno religioso

"Osservazioni ed analisi dei lineamenti distintivi della religione" del Gran Maestro Antonio Binni

 

"Fra le prime regole, che si apprendono, quando si è cooptati in Massoneria, vi è quella, per certo fra le più importanti, secondo la quale, in loggia, è fatto divieto assoluto di parlare di politica e religione.

La norma, per la forma perentoria, con la quale è formulata, ha il sapore dell’assioma.

Anche la verità più evidente non sfugge, tuttavia, alla interpretazione, visto che lo stesso broccardo in claris non fit interpretatio è pur sempre il risultato di una ermeneusi. 

Del resto, è di tutta evidenza che la portata del divieto è circoscritta alla contrapposizione, partitica, da un canto, e, confessionale, dall’altro, considerato che il principio di tolleranza impone di non tenere per questo o quel partito, per questa o quella religione. 

La ratio della proibizione si fonda, dunque, sull’obbligo di non creare in Loggia un contraddittorio su nessuna delle due prefate materie, perché il confronto polemico, sia sull’una, sia sull’altra, finirebbe, fatalmente, quanto inevitabilmente, per incidere negativamente sulla fratellanza e, una volta la stessa incrinata, sulla armonia che deve, invece, sorreggere i lavori di Loggia. 

In via di logico coerente corollario, consegue la – dunque del tutto legittima- facoltà di scrutinare, in termini generali, tanto la politica, quanto la religione.

Intesa, la prima, come l’arte e la scienza di governare lo Stato e la società civile, e, la seconda, come il complesso delle norme e dei culti che, nel corso della storia, esprime la relazione delle varie società umane con il mondo del divino, di regola, a fini salvifici. 

Le riflessioni, che seguono, sono dedicate al fenomeno religioso, come fatto autonomo e distinto da tutte le altre manifestazioni dello spirito, quali la politica, l’economia, la morale, l’arte."

 

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