ABRUZZI: DUE SECOLI DI LIBERA MURATORIA

Giornata di studio organizzata dalla Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. - Regione Massonica Abruzzo Molise, nella splendida cornice di Villa Dragonetti a L’Aquila.
L'Aquila, 17.09.2016

L'Aquila 17.09.2016

Oriente di L’Aquila 17 settembre 2016

 

Tradizione, storia e attualità: questi gli elementi caratterizzanti della Libera Muratoria abruzzese che, nei suoi ultimi duecento anni, sono stati analizzati in occasione di una giornata di studio organizzata dalla Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. Regione Massonica Abruzzo Molise nella splendida cornice di Villa Dragonetti a L’Aquila.

Oggi, quello che fu per la nobile famiglia dei Dragonetti un meraviglioso casino di caccia costruito fuori delle mura di cinta della Città del “99”, è un accogliente albergo dotato di diverse sale tutte affrescate da cui si raggiunge, percorrendo pochi chilometri, la base del Gran Sasso, il massiccio montuoso più alto degli Appennini.

Ed è in questa sede che i Massoni abruzzesi hanno accolto il Ven.mo e Pot.mo Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Antonio Binni che ha accettato con particolare entusiasmo l’invito a partecipare all’evento fatto a dicembre scorso dal Grande Ispettore Generale Regionale Marcello Millimaggi e dal Delegato Magistrale Vincenzo Bonanno che, dopo una visita particolarmente struggente effettuata allo storico Tempio dell’Aquila colpito e gravemente danneggiato dal sisma del 2009, avevano avuto l’idea di organizzare un convegno proprio sulla storia della Massoneria Abruzzese. Il racconto dei due secoli dell’Istituzione Massonica è stato affidato al Fr\Marcello Millimaggi che, attraverso uno studio bibliografico puntuale e certosino, è riuscito a dipingere un quadro esaustivo dell’intensa e, per certi versi, eroica storia della Libera Muratoria d’Abruzzo dalla seconda metà del XVIII secolo fino ai nostri giorni.

Fra i tanti protagonisti si contano personaggi come Pietro Marrelli, Teofilo Patini, Melchiorre Delfico, Giuseppe De Vincenzi, Fabio Cannella, Silvio Spaventa, Giacinto Dragonetti. Di quest’ultimo ha ricordato il breve trattato “Delle virtù e de’ premj” definito come il tentativo, da parte Dragonetti, di tradurre in termini legislativi l'imperativo massonico di “innalzare templi alla Virtù e scavare oscure e profonde prigioni al vizio”. Un significativo approfondimento dal titolo “Teofilo Patini: squadra, compasso e…. pennello” è stato trattato dall’Illustre Prof. Aldo Alessandro Mola, storico e saggista ben noto alla Gran Loggia d’Italia, che ha donato ai convenuti uno straordinario spaccato della vita del Patini, uno tra i più importanti artisti dell’800 che ha lasciato all’Umanità opere pittoriche di eccezionale valore con le quali riuscì a interpretare in modo mirabile, la sofferenza, il dolore, la miseria, ma anche la speranza e la nobiltà del lavoro.

Il Fr.Alfredo Montuori ha relazionato sulla figura di Giacinto Dragonetti, illuminista e giureconsulto aquilano del ‘700, autore di opere che rappresentano il più puro spirito riformista dell'Illuminismo meridionale. Parlare di Pietro Marrelli, brillante avvocato e politico rivoluzionario dell’800, è toccato al Fr. Ugo Perrucci che, ripercorrendo le fasi salienti della sua avventurosa vita, trascorsa fra l’Abruzzo, la Campania, l’America e l’Irlanda, sempre dedicata alla lotta contro ogni forma di sopruso, ha esaltato mirabilmente l’attaccamento di questo grande Fratello alla Libertà. Una sessione del convegno è stata dedicata alle testimonianze e ai simboli massonici che sono largamente presenti sul territorio provinciale aquilano; il Fr. Antonio D’Alessandro, paziente ed attento ricercatore, ha offerto ai presenti un’interessante e ricca esposizione di queste sintomatiche tracce di una presenza massonica spalmata su vaste aree dell’aquilano anche attraverso una significativa galleria fotografica da lui personalmente curata. L’argomento “Massoneria e Musica” non poteva che essere appannaggio del Fr. Fabrizio Casu che, peraltro, insieme ad altri cinque eccellenti musicisti, non ha fatto mancare un magnifico ed apprezzatissimo concerto finale tenuto alla fine di due comunicazioni delle Sr.lle Cinzia e Giulia De Vendictis che hanno affrontato l’attualissimo tema della preziosa presenza delle donne e dei giovani in Massoneria. Della Massoneria nella Marsica, terra coronata da alti monti e nutrice di “magiche” erbe, ne ha riferito, nel suo breve saggio, brillantemente il Fr. Raimondo Terramano.

Il Ven.mo e Pot.mo Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Antonio Binni, nella sua allocuzione finale, nell’esprimere tutto il suo plauso per l’iniziativa, ha voluto sottolinearee e approfondire alcuni punti dei numerosi interventi evidenziando come l’Abruzzo abbia contribuito in modo incontrovertibile alla costruzione della Cattedrale Massonica Italiana.

Binni ha anche avuto modo di rilasciare interviste ad alcune testate giornalistiche intervenute di cui una, della durata di circa trenta minuti, è stata trasmessa da una seguitissima televisione a copertura regionale nel corso del notiziario della sera dello stesso giorno del convegno e, in replica, per più volte, nei giorni successivi. 

Il convegno si è concluso nel segno della solidarietà con la consegna di un defibrillatore al circolo canottieri “La Pescara”, nella persona del presidente Luca Nicolaj, e di un contributo in danaro alla Associazione Italiana Sclerosi Multipla – Sezione Provinciale di L’Aquila, nelle mani della Presidentessa Marta Pappalepore.

(Bruno Petrei)

Per visualizzare l'intervista di Luca Bergamotto al Gran Maestro Antonio Binni Gran Loggia d'Italia clicca qui.