Il lago Fucino e la Dea Angizia

1^ Consulta 2017 dei Giovani Massoni della Regione Abruzzo e Molise

La Marsica, meraviglioso territorio nella provincia dell’Aquila, con la sua splendida cornice ricca di storia, ha accolto, il 24 giugno scorso, il primo meeting della Consulta dei Giovani Massoni della Regione Abruzzo Molise organizzato in questa terra che deve il suo nome ai Marsi, antico popolo guerriero che lo abitava sin dal VI secolo A.C., in età coeva con l’Impero Romano di cui i Marsi furono prima acerrimi rivali e poi valorosi e insostituibili alleati.

Il nome “Marsi” sembra derivare dal dio Marte, divinità della Guerra, di cui i Marsi erano degna espressione per essere un popolo di valorosi guerrieri; prima strenui difensori dei propri territori contro l’invasione romana nel ruolo di capofila della Lega Italica con altre popolazioni dell’Italia Centrale, poi grandi alleati dei Romani stessi che, non riuscendo a sconfiggerli, li accolsero come alleati. Celebre è la storica frase, attribuita ad Appiano di Alessandria, secondo la quale “Nec sine marsis nec contra marsos triumphari posse” (“Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi”).

Altre fonti storiografiche farebbero derivare il nome Marsi da Marso, figlio di Circe, che in queste terre aveva forti legami. A Luco dei Marsi, infatti, è presente un’importante area archeologica, nella quale, è stato portato alla luce un Tempio, ricco di "Ex voto suscepto", dedicato alla dea Angizia, divinità venerata da questa popolazione che, la tradizione vuole, figlia di Eeta e sorella di Circe e Medea. Angizia, è riconosciuta come divinità protettrice dei serpenti, dei quali si serviva anche per finalità curative e taumaturgiche.

Proprio a Luco dei Marsi è iniziata, la giornata della Consulta dei Giovani Massoni dove, all’interno della “Sala ex Municipio”, di proprietà comunale, è stato proiettato l’interessante video “Sulle rive dell’antico lago Fucino – il santuario di Angizia”, che ha proposto la ricostruzione digitale del Tempio di Angizia e della circostante area archeologica, così da prospettarli nel loro antico splendore di circa 2.500 anni fa, mentre si rispecchiavano in quelle che furono le acque del Lago del Fucino, oggi interamente prosciugato.

Dopo la proiezione del video, magistralmente commentata da un Fratello della Rispettabile Loggia "Amici della Virtù" all’Oriente de L'Aquila, i partecipanti si sono trasferiti nella vicina aera archeologica, dove un’esperta guida locale ha brillantemente illustrato l’archeologia del sito e relazionato sull’influsso che poteva avere la presenza del lago quando lambiva i gradini del Tempio e le mura dell’antica città di Angizia.

Il Lago del Fucino, allora terzo lago d’Italia per grandezza, fu interamente prosciugato nel 1871 ad opera del Principe Alessandro Torlonia; ma un prosciugamento parziale era stato già effettuato in epoca romana dall’Imperatore Claudio, che aveva usato un sistema idraulico assolutamente unico ed ancora oggi in parte funzionante e visitabile. Il sistema progettato dai Romani prevedeva una serie di pozzi e cunicoli scavati attraverso il Monte Salviano per una lunghezza di circa 6 km ognuno, attraverso i quali l’acqua, ivi convogliata, veniva fatta defluire nel fiume Liri che scorreva, al di là del monte, nella adiacente omonima valle. Molti anni dopo, Alessandro Torlonia fa restaurare i canali già scavati dai Romani, li integra con una superba opera d’ingegneria idraulica e completa del tutto il prosciugamento del lago facendo emergere quei terreni che, oggi, costituiscono la piana del Fucino, seconda in Italia per estensione dopo la pianura Padana, il cosiddetto “orto d’Italia” che crea da 150 anni una solida economia agroindustriale.

La successiva tappa della giornata fa approdare i Giovani Massoni abruzzesi in località Incile, frazione del Comune di Avezzano, ove si trovano gli accessi dei Cunicoli di Claudio; qui, un noto giornalista e romanziere locale, guida d’eccezione, illustra, ai partecipanti le varie fasi storiche che hanno portato al definitivo prosciugamento del 1871. La storia del Lago del Fucino è la storia di quelle terre; il lago ne ha dettato la morfologia, le fasi storiche, il clima, il carattere degli abitanti e, la sua scomparsa, ne ha trasformato completamente la vita e le secolari consuetudini.

Terminata la visita ai Cunicoli di Claudio, i Fratelli riprendono “la via” alla volta di Alba Fucens, nel Comune di Massa d’Albe, località ai piedi del Monte Velino che, dall’alto dei suoi 2.487 metri, sovrasta tutta la regione marsicana. La quarta ed ultima tappa della giornata vede i Giovani Massoni presso la chiesa di San Pietro in Alba Fucens e, successivamente, presso l’importante omonima adiacente area archeologica, prima per importanza in tutto l’Abruzzo, sotto l’esperta ed ottima guida di un componente dell’associazione che gestisce e manutiene il sito archeologico. All’interno della Chiesa, eretta nel XII sui resti di un antico Tempio dedicato al Dio Apollo, si possono ancora ammirare dei graffiti di origine medievale e una evidente iconografia ancora da interpretare.

L’adiacente anfiteatro romano, in ottimo stato di conservazione, ha destato enorme meraviglia nei presenti per l’atmosfera surreale che si percepisce al suo interno.

All’interno della città di Alba Fucens, ove sono evidenti le mura perimetrali delle case, dei mercati e negozi, delle aree destinate alla cura del corpo e ai bagni pubblici; è ancora percorribile un tratto della vecchia strada romana denominata via Valeria, proseguimento della più nota via Tiburtina.

La giornata si è conclusa alle ore 17,30 circa con alcune riflessioni, condivise dai Giovani Massoni presenti, sulla proiezione “Sulle rive dell’antico lago Fucino – il santuario di Angizia” e sui luoghi visitati scambiandosi opinioni su archetipi e simboli ricorsi durante la giornata.