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L'allocuzione del Gran Maestro del 14.3.2009 

L'allocuzione del Gran Maestro in occasione della Grande Assemblea della Gran Loggia d'Italia

 
 
 
Ven.mo e Pot.mo Fr. Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Aggiunto Vicario, Ven.mi e Pot.mi Fr. Gran Maestri Aggiunti, Ven.mi e Pot.mi FFr. già Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro e già Gran Maestri Aggiunti, Elett.mi e Pot.mi FFr. e SSr. Membri Effettivi, Aggiunti ed Onorari della Giunta Esecutiva dell’Ordine, Ill.mi FFr. e SSr. Gran Consiglieri dell’Ordine, Risp.mi FFr. e SSr. Maestri Venerabili delle RR. LL. della Comunione.
 
Fra pochi giorni, il Sole entrerà in Ariete e sarà l’equinozio di primavera, il momento dell’equilibrio fra luce e tenebre, fra bianco e nero.
Come costellazione equinoziale l’Ariete subentrò al Toro verso il 2200 A.C. e furono gli Egizi che individuarono in questo grumo di stelle poco splendenti il Capro celeste, simbolo di Amon – Ra, il Dio nascosto. 
Fu subito considerata una costellazione benefica, giacché culminava quando Sirio, sorgendo nella Costellazione del Cane Maggiore, indicava che era giunto il momento della piena primaverile, apportatrice di limo e di acqua e dunque di benessere e di prosperità.
Questa sua valenza positiva fu poi sposata dal Cristianesimo, che vide nel Capro sacrificale e nel Sole risorto dalle algide tenebre invernali una parabola del Salvatore e della Nuova Legge. 
La “migliore stella” acquistò una fama talmente positiva che si posero i giorni della Creazione sotto di lei, come testimonia Dante: 
Temp’era dal principio del mattino, / e ‘l sol montava ‘n su con quelle stelle / ch’eran con lui quando l’amor divino / mosse di prima quelle cose belle;
 
Versi tratti dalla Prima Cantica della Divina Commedia, versi che indicano l’incipit, il processo iniziatico di rigenerazione che, attraverso le prove del viaggio ultraterreno, portano il Poeta all’illuminazione, alla salvezza. 
Non è però sempre così, alcune volte il viaggio fallisce, diventa “folle volo” come nel mito degli Argonauti e del vello d'oro, ove l’Ariete si muta in icona di un tragico processo dissolutivo. 
Al vello d’oro ambiscono i 54 Argonauti, una sorta di supereroi, di personaggi eccezionali, dotati di caratteristiche sovrumane.
Vi sono Argo, colui che ha progettato e dato il nome alla nave, Castore e Polluce, Laerte padre di Ulisse, Linceo dalla vista acutissima, Orfeo, il magico cantore, Melampo, iniziato ai misteri dionisiaci ed anche una donna, Atalanta.  Questo manipolo di prodi segue Giasone verso la magica Colchide, la parte costiera della attuale Georgia. Giasone è l’iniziato, il protetto di Era e di Athena, la cui eccezionalità è raffigurata dalla zoppia sacra, da un calzare perduto mentre era sulla fatale via di Iolco. 
Siffatta compagnia di predestinati, nel corso di un lunghissimo itinerario, affronta imprese di ogni genere: s'imbatte nelle sanguinarie donne di Lemno, si scontra con i giganti dagli arti tentacolari, misura l'ira di Cibele, subisce gli attacchi delle arpie e degli uccelli dalle piume di acciaio, supera gli scogli erratici del Bosforo.
 
Ogni impresa è una prova, ogni prova riveste una valenza simbolica, un significato iniziatico.
 
Giasone porta a termine la sua avventura grazie ai favori di Medea, figlia del re Eete, però, come accadrà a Didone, s’innamora perdutamente dell’eroe e l’amore sarà per lei un atroce veleno: “infelix Dido longum bibebat amorem”. 
Per Giasone Medea tradisce il suo paese e il padre, uccide in modo orribile il fratello, rinuncia alla patria, all’amicizia, all’onore, sacrifica tutto per l’uomo da un solo calzare. 
Giasone irriconoscente però la umilia innamorandosi di Creusa. La vendetta di Medea è allora atroce: uccide Creusa e poi i figli avuti da Giasone stesso, affinché il dolore non abbandoni mai il fedifrago. 
Terribili sono le parole che Euripide mette in bocca alla maga prima che compia il turpe delitto: “Per qualche istante dimenticherò che sono i miei figli poi per sempre dolore, solo dolore”. 
Pure per Giasone l’esistenza è da quel momento in poi un buio gorgo di pena fino a quando muore fra la carcassa putrescente di Argo, scrigno di strazianti ricordi, come Medea stessa gli aveva profetizzato: “Tu morirai di mala morte colpito al capo da un rottame della nave Argo: questa sarà l’amara fine delle nostre nozze”. 
Nera parabola della Primavera che a niente porta se la terra non è stata lavorata con perizia nel lontano autunno. Metafora del viaggio destinato al naufragio se gli impegni, le responsabilità assunte non sono rispettate.
 
L’ansia degli Argonauti, abbandonata la Colchide, impuri per il sangue versato, sembra ben ricordare una certa inquietudine millenarista, un’attesa d’infausti presagi che pervade questi nostri giorni.
 
Molti ricordano ora la fine del Lungo Computo, uno dei tre calendari Maya il cui ciclo temporale, iniziato nel 3114, si concluderà il 21 Dicembre del 2012, quando Bolon Yokte, divinità della creazione, dovrebbe discendere di nuovo sulla terra. 
In questo humus d'inizio millennio sono nati gruppi, cenacoli, associazioni, scuole profetiche, estremamente attive nel seguire le orme di Cassandra.
I nuovi seguaci dell’Apocalisse scomodano i veggenti e i mistici di ogni epoca, proponendo, insieme alle opere "canoniche", anche personaggi e scritti poco conosciuti. Fra questi il testo di un papiro profetico risalente al regno di Ramsete II, chiamato talvolta il Canto di Anubis: “Si sentirà allora il lugubre ululato di Anubis e […] le città rovineranno […] e si disseccheranno i fiumi e le piante e l’agnello giudicherà il leone.
 
Sicuramente questi anni non sono felici, forse non vi sarà il crack delle carte di credito, forse la General Motors non chiuderà i battenti, di certo però il 2009 sarà un anno più difficile del 2008 e sulla testa dell’economia incomberà una spada di Damocle, “il rischio dei rischi” come è stato definito da un nostro ministro: “La stretta creditizia”.
Auguriamoci che ciò non avvenga ma con un P.I.L. calato del 2,6 % non c’è molto da stare allegri. 
L’ombra del ’29 sembra imperare e fornire ispirazione anche ai rimedi, messi in cantiere un po’ ovunque. L’ombra di Keynes e del New deal impera di nuovo.
Allora la ripresa ci fu, ma dopo il ‘36, grazie ad un’esuberante offerta energetica dovuta alla coltivazione di nuovi campi petroliferi e soprattutto alla corsa al riarmo. Oggi queste condizioni non sussistono e ci si chiede se gli interventi, pur avendo valenze sociali, come e quando arriveranno a riverberarsi su un tessuto produttivo al pari del nostro, ove tanta parte ha la piccola e media impresa e il settore manifatturiero. 
Alla base dell’attuale situazione economica vi è il male relativamente oscuro ma complesso della politica che non ha saputo adeguarsi ai cambiamenti planetari che ha cercato di gestire il nuovo col vecchio.
In generale si è dimostrata povera di idee, preoccupata soprattutto di mantenere al potere una nomenklatura di mestiere, tendenzialmente inerte ed improduttiva. 
Il navigare a vista, senza il radicamento ad un substrato di pensiero, ad un progetto sociale, ad una visione del modello uomo, porta poco lontano. 
Tutto sembra veicolarsi sulla strategia del messaggio mediatico e l’incapacità di riflessione ha comportato e comporta, come uniche soluzioni gli slogan ottimistici, la demonizzazione degli avversari, le dichiarazioni populistiche d’intenti. In tanta miseria sembrano interessanti innovazioni, atti di coraggio, l’imitazione di modelli e soluzioni adottate in altri paesi. I risultati sono quasi sempre deludenti giacché là sono il frutto di consolidata storia e tradizione, da noi corpi estranei, facciate di gesso e di cartone, destinate a sfarinarsi con le prime piogge. 
Vi è comunque una causa prima di questa ansia così ben motivata dalla crisi economica, la perdita di valori, e in primo luogo di un valore: l’uomo. 
La modernità nasce con il Rinascimento, ma questa visione antropocentrica non rappresenta una frattura col passato. Non si tratta dello scendere da un piano di Trascendenza ad uno d’immanenza, ci si limita a considerare l’esistenza da un’ottica diversa.
Il vir assurge a microcosmo: in lui le leggi universali, in lui la voce dell’Altissimo, in lui la gioia dell’atto creativo, in lui la bontà del divino. 
Da allora l’uomo fu il fine e il mezzo, l’oggetto e il soggetto e con lui furono sempre meglio precisati i valori che ne rappresentavano l’ecceità: la tolleranza, la libertà, l’uguaglianza, la fratellanza, la pace, la solidarietà, l’aspirazione alla felicità, l’orgoglio di appartenere ad un popolo, ad una cultura, ad una patria, ad una tradizione. 
La contemporaneità è stata l’omicida prima e poi il necroforo di questa concezione, trasformandoci in consumatori, “attori – marionette” posti su quel grande palcoscenico chiamato mercato. 
I valori si sono, di conseguenza, smarriti. Sono rimasti sì di fronte a tutti ma con la stessa concretezza di un apparato scenico. Anche l’aspirazione alla felicità è stata mercificata nell’aspettativa di avere, di possedere qualcosa di più, creando un pneumatico vuoto interiore. 
Il cosiddetto benessere, quando è limitato a una maggiore possibilità di consumi comporta quello che è sotto i nostri occhi: il branco che sostituisce il bisogno di appartenenza, l'esaltazione del futile, l’indifferenza, il darwinismo sociale, il sistema mondo governato dalla cupidigia, il crollo dell'eticità, la fragilità emotiva, l’entropia della partecipazione e la tendenza all’egotismo. 
State ben certi prima o poi usciremo da questa valle che sembra avere l’orizzonte sbarrato da una muraglia di grigia impotenza. 
Usciremo, ma solo trovando la giusta via, lavorando per un’età di nuovo umanesimo capace di riscoprire l’uomo e la sua attesa di felicità ed è questa la strada che da sempre percorre la Massoneria. 
La Massoneria, pertanto, può cogliere ora un’occasione unica, può diventere oggi il sole della nuova primavera, alimentare la lucerna del mondo per ridonare agli uomini un sorriso che rischiano di dimenticare. 
Sì, Fratelli carissimi, possiamo. Se vorremo, però, trasformare una possibilità in fatto, un auspicio in vissuto, dovremo ritrovare noi stessi. La Libera Muratoria dovrà tornare ad essere palestra iniziatica e non contenitore di nulla, tempio e loggia e non club che anela a metamorfizzarsi in perversa imitazione di un aggregato politico. 
Noi ci stiamo provando, tutti insieme. Cerchiamo, con forza ed impegno, di non perdere questo momento così particolare e, nonostante il gravare delle difficoltà, tutto ci fa pensare che probabilmente, il giorno in cui le speranze diventino realtà non sia poi così lontano. 
L’importante è comunque, proprio ora, proprio in questo attimo della storia pervaso di millenarismo e di catastrofismo, moltiplicare gli sforzi, cercare di realizzare, i punti di quel Manifesto massonico che stilammo nel 2007 E. V. 
E’ un carico di lavoro notevole che in modo graduale e diverso interessa tutti, ma lo dobbiamo sostenere giacché siamo chiamati ad assumere le nostre responsabilità di iniziati, ad essere Liberi Muratori veri e non di facciata. 
Ad oggi l'impegno costante di tutti ci ha consentito di ottenere alcuni risultati che fanno ben sperare per il futuro, esaminiamoli. 
La Commissione per la stesura di un nuovo Statuto del C.S.I e quella sul cerimoniale sono ormai giunte a terminare i loro lavori e sulla stessa strada è pure la Commissione per la rivisitazione dei Rituali. Le altre stanno operando alacremente, anche se la velocità di marcia dipende dalle difficoltà e dai problemi da affrontare. 
Dall'inizio dell'anno ad oggi sono già stati organizzati tre convegni: a Paola il 31 Gennaio, a Viterbo il 14 Febbraio, ad Ancona il 21 dello stesso mese.
E' solo l'inizio di una stagione culturale intensa e promettente. Vi ricordo, infatti, che sono in calendario i seguenti eventi:
  • 28 Marzo Cremona: Spartiti segreti. Itinerari esoterici e presenze massoniche nella musica
  • 23 Maggio Cagliari: Massoneria, Monarchia ed Esercito in Italia fra Ottocento e Novecento.
  • 30 Maggio Corigliano Calabro: Premiazione dei vincitori del Concorso indetto dalla Provincia Massonica della Magna Grecia (Delegazione Magistrale della Calabria), riservato agli studenti dell’ultimo anno della Scuola Media Superiore.
  •  21 Giugno Parigi, partecipazione al festival di musica massonica.
  • 4 Luglio Napoli: La Rivoluzione e l’albero della Libertà a 210 anni dalla primavera napoletana del 1799.
  • 11 Luglio Triora (IM): “E farai in modo che niuna strega viva …” Lo spettro del nemico occulto nell’immaginario collettivo e la persecuzione di minoranze, diversi e culture non allineate.
  • 25 Agosto San Leo: Conferenza spettacolo dal titolo Frammenti, storie, testimonianze sul mistero dei Catari.
  • 26 Settembre Roma: conclusione del primo concorso di arte massonica, con premiazione dei partecipanti.
  • 10 Ottobre Siena: La donna e l’iniziazione nella storia.
  • 24 Ottobre Roma: Roma: 3000 anni di storia 3000 anni di misteri.
 Inoltre bisogna considerare che:
  • La Regione Massonica Calabria ha ripreso le pubblicazioni del bimestrale regionale di cultura esoterica “Il Tempio”.
  • Il 18 Aprile a Roma vi sarà la cerimonia per il conferimento delle onorificenze di Prima Classe dell’Ordine della Croce Greca.
  • 6 Giugno, sempre nella Capitale, vi sarà il secondo Meeting dei giovani massoni.
 Come ben sapete, di concerto con la Gran Maestranza, attribuisco a questa iniziativa una particolare importanza, giacché i giovani sono il nostro futuro, coloro che in un prossimo domani avranno la responsabilità di portare avanti il testimone della Libera Muratoria. 
Questo anno il meeting sarà incentrato su un tema tratto dal 1° Articolo degli Statuti Generali della Società dei Liberi Muratori: “L’Ordine dei Liberi Muratori ha per fine il perfezionamento degli uomini ed il bene della patria e dell’umanità”. 
Una siffatta traccia nasce dal ritenere necessario il riconsiderare continuamente quelle che sono le basi della Libera Muratoria e il suo metodo che è progressivo: si va dal semplice all’arduo, attraverso un approfondimento graduale, secondo il dettato di tutte le scuole iniziatiche. Alcune volte, invece, si prevaricano i tempi, posponendo la nigredo all’albedo
Vorrei fra l’altro sottolineare come quello “specifico”, complesso e difficile da definire, quel “vaso ermetico”, che comunemente e erroneamente è chiamato “esoterico” lo si acquisisce con difficoltà ed estrema pazienza e prudenza, solo quando si è preparati.  
L'affascinante mitologia di Valentino, il grande eretico gnostico vissuto nel II secolo d.C., narra che all’origine vi era l’Abisso – Silenzio, era "l’immenso Nulla, lo sterminato Non Essere, l’inconcepibile vuoto, che conteneva in sé la possibilità di tutti gli esseri e i nomi che esistono". Poi s'accese la scintilla vitale, ebbe luogo il big bang della creazione. Abisso depose un seme in Silenzio e Silenzio generò Intelletto, che risplendeva della "luce [...] dell’Essere, della Conoscenza, della Parola". 
L’intelletto del segreto massonico, germina solo quando si è stati capaci di creare dentro di noi il fertile vuoto, rimuovendo con pazienza le scorie della propria profanità, l’orgoglio inutile di un sapere pur sempre limitato, il desiderio sconsiderato di incensare il nostro io. Solo allora il silenzio che ascolta può accendere la luce fertile dell’Essere. 
Per arrivare a ciò bisogna lavorare con costanza sul semplice, sul fondamentale, ritornare a domandarci chi siamo e dove vogliamo andare, quale sia il valore intrinseco della Massoneria. 
Interrogarsi sul fine di conseguire il perfezionamento degli uomini e di realizzare il bene della patria e dell’umanità”, significa comprendere il significato delle origini, così ben sintetizzato da Gotthold Ephraim Lessing, ne i Dialoghi massonici, Quando Falk afferma:
Però voglio dirti ancora una cosa: le vere buone azioni dei massoni hanno un solo scopo, rendere inutili la maggior parte di quelle che oggi si chiamano buone azioni”.
Al ché Ernst risponde sconfortato: “Delle buone azioni che cercano di rendere inutili le buoni azioni! E’ un enigma!”. 
E’ l’arcano semplice e complesso della soglia del Tempio, non si può proseguire correttamente il viaggio se non si è capaci di risolverlo. 
Inoltre, carissimi Fratelli e dilette Sorelle, molte forze sono state spese sul piano della difesa della massoneria, con il proseguo delle azioni legali, con un documentario che presto sarà distribuito anche in lingua francese e con i progetti, in parte già operativi, approntati dalla Consulta per la difesa della Massoneria. 
Monitorare il fenomeno, esporlo, approfondirlo, denunciarlo, aggredirlo con l’azione giudiziaria è comunque insufficiente, dato che bisogna combattere contro tre secoli di pregiudizi. Il rimedio principale è quella azione culturale, d’interscambio, di dialogo, di avvicinamento all'intellighenzia del Paese che stiamo facendo a 360°. In più, bisogna uscire dalle mura di casa, far sì che anche in Europa si conosca ciò che avviene in Italia, si sappia che nel bel Paese sono spesso colpite le libertà fondamentali come quelle di pensiero e di associazione.
 
Per questo in Novembre quando mi recai in Francia, cercai di sensibilizzare i Fratelli e le Sorelle d’Oltralpe su siffatto aspetto. Cosicché sia nell’allocuzione fatta nel Tempio “Arthur Groussier” il 6 di Novembre sia nella conferenza tenuta nel Palazzo del Lussemburgo il giorno 8 parlai della discriminazione e dei continui attacchi alla Massoneria in Italia. Evidentemente quella opera di sensibilizzazione ha dato buoni frutti, giacché mi sono continuamente richiesti dossier sull’argomento.
Sempre per quanto concerne la difesa della Massoneria si stanno aprendo altre porte. Fra qualche tempo ne vedremo i risultati. 
Mi sia consentito a tal punto di esporvi quale sia l'attività che stiamo esplicando sul piano internazionale. Come ben sapete nel breve volgere di un anno abbiamo firmato trattati di amicizia e di collaborazione con il Grande Oriente di Francia, la Gran Loggia Massonica Femminile d’Italia, il Grande Oriente dell’Uraguay, il Grande Oriente di Svizzera, la Gran Loggia Mista di Francia e, a livello di Rito, col Supremo Consiglio Massonico dell’Ordine di Delphi e col Supremo Consiglio Femminile di Francia, domani, inoltre stipuleremo un analogo accordo col Supremo Consiglio Misto di Francia. Entro giugno riusciremo probabilmente a sancire rapporti ufficiali con altre due, forse tre, Potenze massoniche.
 
Numerosi sono inoltre gli appuntamenti che ci attendono lungo tutto il 2009, fra i tanti vi cito solo la Riunione degli Alti Gradi Scozzesi che si terrà a Casablanca il 29-30 Maggio e la IX Conferenza dell'Unione del Mediterraneo, fissata a Venezia per il 7-8 Novembre. 
Il 20 Febbraio 2009 siamo stati accolti in A.M.M.L.A. Associazione di Musei, Biblioteche ed Archivi Massonici in Europa e invieremo un nostro delegato alla conferenza annuale che si terrà a Bayreuth in Germania dal 10 al 12 Luglio. Recentemente, infine, il Gran Segretario agli Affari Esteri del Grande Oriente di Francia ci ha comunicato che siamo stati ammessi a partecipare alla "cadre" del dialogo che la Commissione Europea intrattiene con le Comunità religiose e le associazioni filosofiche non convenzionali”. 
Cercheremo pure di incrementare i rapporti internazionali di collaborazione anche tramite la Loggia di Ricerca, il cui antico nome è stato cambiato in αλ?θεια.
Aléteia: Verità che si oppone all’ignoranza e al pregiudizio, sincerità che avversa la menzogna, realtà che confuta l'apparenza. 
Si legge in Platone: “te ou pro tes aletèias timetéos aner” : « non bisogna preferire l’uomo alla verità ». Non si devono inseguire i fantasmi che spesso vanagloria, opportunismo presunzione agitano di fronte ai nostri occhi ma la verità, i principi i valori. Non è forse questa la Massoneria? 
La Loggia di ricerca riveste un aspetto importante, perché la Massoneria può far sentire la sua voce soprattutto attraverso la cultura, una cultura che diventerà del tutto spendibile quando le Comunioni massoniche cesseranno di avere una visione da chiesette, pronte a scomunicarsi l’un l’altra ma comprenderanno il senso primo della Libera Muratoria che non pone ostacoli ma li rimuove, partendo dal presupposto che è, in primis, una fratellanza universale. La cultura può essere, attraverso le logge di ricerca, un metodo per abbattere steccati, attraverso una corrispondenza di studi, progetti, contributi reciproci.
 
Insomma, carissimi Fratelli e dilette Sorelle ci stiamo muovendo in ogni direzione, seguendo un progetto preciso, niente è casuale, niente è estemporaneo. Numerosi sono i semi affidati alla terra e tante pianticelle sono già spuntate per ascoltare le parole che reca il vento e salutare il Sole; sta a noi, a tutti noi, farle crescere, operando per il bene dell’Istituzione che si compenetra con il bene dell’uomo. 
Certo i tempi, se da un lato sono propizi, dall’altro manifestano la difficoltà del momento. I problemi economici, la recessione colpisce un po’ tutti, coinvolgendo purtroppo diversi nostri Fratelli e Sorelle.
 
Come se non bastasse ultimamente il nome Massoneria è comparso sulla ribalta mediatica, a causa di una sorta di guerriglia interna che ha riguardato una compagine massonica.
Non è stato divertente, né edificante leggere i commenti spesso sarcastici dei giornali su "quanto bene si vogliono i fratelli". Ha fatto, tuttavia, piacere notare come qualcuno al termine di tale bagarre abbia distinto. Ad esempio su “Liberal” del 5 Marzo è uscito un articolo sulla situazione massonica in Italia che così si conclude: “Non tutta la Massoneria italiana […] si dibatte in questa situazione. La Massoneria di Piazza del Gesù, estranea all’idea del potere e dell’influenza politica, vive con serenità e senza troppe contraddizioni la sua funzione di scuola iniziatica, che è quella di coltivare e di meditare una tradizione regolare che ha come fine l’affinamento e la nobilitazione dell’uomo e gli ideali di fraternità e di libertà”. 
E' un piccolo ma significativo riconoscimento per il nostro comune impegno che prosegue con sempre maggior convinzione sul sentiero segnato dai Nostri Maggiori, da quei Fratelli, come Giovanni Ghinazzi, che seppero interpretare al meglio il portato e il significato della Libera Muratoria. Siamo certi, infatti, che chi lascia la via di Damasco per tentare altre strade estranee al viaggio iniziatico, ineluttabilmente si smarrisce nel deserto ove vi è sempre un Pozzo di Samara che lo attende.
 
Noi proseguiremo sereni, sulla strada della Tradizione, vivendo nella Tradizione questi nostri giorni, felici per quello che riusciremo a realizzare con passione ed amore, con prudenza e perseveranza. 
Seguiremo l’unico cammino che si addice ad un Libero Muratore, quello indicato dalla “Lucerna del mondo” che in questi giorni equinoziali “quattro cerchi giugne con tre croci”, affinché “Con migliore corso e con migliore stella / […] la mondana cera / Più a suo modo tempera e suggella”.
 
Che la nuova luce equinoziale rischiari, carissimi Fratelli e Sorelle, il vostro percorso di uomini e di iniziati e che la Gran Loggia d'Italia possa essere sempre di più, per noi tutti, l'ameno giardino ricco d'acqua, di frutta e di verzura ove curare lo spirito e ritemprarsi dalle temperie della vita.

Luigi Pruneti, Gran Maestro, 14/3/2009 E.V.

 
 
 
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