
La misura
Avvicinarsi al lavoro massonico spesso risulta oggi sorprendente, soprattutto in un tempo che, come il nostro, consuma frettolosamente una quantità di segni senza fermarsi a riflettere su di essi.
Occorre, per comprenderne in maniera non semplicistica o superficiale la natura, ricuperare il valore di atteggiamenti culturali molto distanti da quelli contemporanei, quelli di un tempo in cui le immagini a disposizione erano poche e preziose, in cui le nozioni non erano ordinate come quelle attuali, le forme di trasmissione del sapere non erano scolastiche, ogni conoscenza era un tesoro prezioso da condividere solo con chi era parte di un gruppo fidato e conosciuto.
Per risalire soltanto ad origini dirette, la M. Operativa praticava forme di comunicazione iniziatica disseminando i prodotti della propria arte (cattedrali, chiese, capitelli, rilievi) di un patrimonio di simboli il cui senso era patrimonio gelosamente custodito e trasmesso dai Maestri dell'Arte.
Ma velare il reale significato di certi elementi, di certe immagini, non era solo renderlo un messaggio riservato a chi aveva le conoscenze per interpretarlo. Era anche un “messaggio in bottiglia” lanciato nel tempo per chi avesse poi avuto la capacità di capire e ricercare.