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Le insegne 

Spesso, nella rappresentazione vulgata della Massoneria, si fa riferimento ad elementi dell'abbigliamento adottato come a oggetti anacronistici e talvolta folcloristici.
L'aspetto rituale e simbolico del lavoro massonico ritrova invece precisi riferimenti e stimoli nell'abbigliamento e nei segni.
L'uso di adottare nel Tempio un diverso modo di abbigliarsi rispetto alla normalità profana non solo allude all'origine operativa della M. – il grembiule di pelle era un oggetto tipico nell'abbigliamento dei Maestri Muratori – ma costituisce un sistema di segni che – con precise differenze ed insegne - definisce il grado iniziatico.
In questo secondo aspetto si manifesta anche la radice cavalleresca dell'Ordine, cosicchè per esempio ogni Ufficiale di Loggia indossa un emblema della propria funzione. Il mutare il proprio codice di abbigliamento svolge anche il compito di ricordare all'iniziato che, varcando la soglia del Tempio si stacca dalla propria quotidianità per adottare, non solo simbolicamente, un abitus differente.
Marca il fatto che, da quel momento in poi, Fratello tra i Fratelli, iniziato tra iniziati che intendono perfettamente i suoi segni e le sue parole, il M. vive un momento non ordinario della vita: è all'interno di un rito.
L'essere tenuto ad una veste simbolica gli ricorda che rappresenta non solo se stesso, ma un ruolo, una funzione; lo porta a sentire, quasi per induzione, che ripete e perpetua un senso ereditato da una tradizione molto antica.
In questa accezione, l'anacronismo degli elementi e degli emblemi adottati è funzionale a questa consapevolezza, ha una forte capacità di evocare il legame con essa, e di portare a riflettere sulla relatività del tempo, sul senso reale delle apparenze, sulla necessità di ricuperarne ogni volta la radice più autentica.
In sintesi, questo abbigliamento gli serve per capire chi, come e dove è staccandolo dal proprio quotidiano. Hanno un valore simbolico i guanti bianchi, i ricami di paramenti e collari, i colori adottati…E' possibile così affermare che il segno del vestire è elemento di stimolo al lavorare per simboli: come tutto ciò che è nel Tempio.

Il Grembiule

L'atto di “cingersi” come preparazione ad una funzione, ad una ritualità, è attestato in molte culture.
Ereditato dalla M. Operativa, come tenuta da lavoro, il grembiule – bianco, segno di innocenza, ma anche di appartenenza, come la tunica presso i romani – è sintesi della condizione del L.M., chiamato a “lavorare” poiché nella sua attività esprime ciò che è andato imparando e perfezionando di sé.

I Guanti

Anche questi, elementi risalenti sia alla M. operativa sia all'ordinazione cavalleresca, hanno una funzione simbolica. Quella di ricordare al M. che le sue mani devono essere “senza macchia”.
L'uso dei guanti, che evitano il contatto della contaminazione tra mano e oggetto, è diffuso nella ritualità sacra.

Le Insegne

Simbolo distintivo della funzione, indica un impegno preso – e svolto – a favore dell'Ordine e dei Fratelli e Sorelle. E' perciò non tanto né soltanto un segno di differenza, quanto un vincolo. I pendenti metallici indicano i ruoli ricoperti.

 
 
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