Il 14 novembre 1986, dopo ventiquattro anni di ininterrotta maestranza passava all'Oriente Eterno Giovanni Ghinazzi.
Nato a Bologna il 9 luglio 1915, pochi mesi prima della morte di Saverio Fera, si distinse nella vita profana come pilota dell'aeronautica militare e fu decorato con diverse medaglie durante la guerra di Spagna e con una croce al merito per la partecipazione alla guerra d'Albania. Anche nel corso del secondo conflitto mondiale molti furono i riconoscimenti conferitigli. Percorse tutta la carriera militare fino al grado di generale.
Iniziato a Bologna il 7 luglio 1945, vi fondò la R\L\ “Orione” ed il “Triangolo 8 Agosto” che sarebbe divenuto loggia e di cui rimase Venerabile per venticinque anni. Nel 1953 fu nominato Gran Maestro Aggiunto e nel 1962 (13 gennaio) assunse la suprema carica dell'Obbedienza per l'Ordine e per il Rito. Ai Fratelli e le Sorelle che conobbero Giovanni Ghinazzi, a coloro che lo hanno avvicinato attraverso i suoi scritti e le sue realizzazioni riproponiamo all'inizio di quest'anno così importante per la nostra Obbedienza un documento (Officinae Marzo 1990 n°1 p. 35 ) che è un programma, lo scopo che tutti noi, Figli della Gran Loggia d'Italia, Figli della Libera Muratoria dobbiamo avere sempre presente.
Ai Fratelli Scozzesi dal 1° al 31° grado
RICORDARSI ininterrottamente che lo scopo della Libera Muratoria è di fare dei suoi Membri degli uomini più illuminati, più forti, più desiderosi di lavorare, individualmente e in comune, al benessere della Società umana e di richiamare tutti sui gravi problemi relativi all'ordine universale e al destino dell'uomo;
CERCARE perennemente il Real Segreto;
MIRARE perpetuamente alla Verità, senza alcun limite al libero esame, nel solco dei grandi principi di tolleranza e di universalità;
AFFINARSI ininterrottamente nel corso della scoscesa salita verso l'Apice della Piramide;
ESSERE nella circostante società degli apostoli, perenni banditori degli eterni principi della nostra dottrina;
OPPORSI senza sosta alla violenza, qualunque ne sia la matrice;
ESSERE ESALTATORI della democrazia e dei suoi valori;
COMPRENDERE i tempi e incanalarne le istanze nel maestoso alveo delle nostre tradizioni e della nostra dottrina;
PATROCINARE l'adeguamento delle Istituzioni sociali alle caratteristiche dei tempi attuali,
CONDIZIONARE la Materia con lo Spirito, cercando di colmare l'attuale solco che li divide;
RIPRISTINARE 1' equilibrio nell'inscindibile binomio DIRITTI E DOVERI, nel convincimento che i due termini si debbano vicendevolmente integrare;
PROPUGNARE la PACE UNIVERSALE, favorendo la reciproca convivenza tra i Popoli e cancellandone gli attuali dislivelli sociali;
ESSERE PERENNI PROMOTORI di una solida morale, che cancelli l'attuale clima di immoralità e di corruttela;
FAVORIRE la liberTà di coscienza, inalienabile presidio di ogni altra libertà;
AFFINARE LE NOSTRE LOGGE - a livello di Ordine e di Rito - affinché divengano delle poderose scuole e delle formidabili Officine per la costruzione dell'uomo come portatore di valori eterni;
ABITUARE i nostri Fratelli - e attraverso di essi espandere ciò nella vita profana - ad essere in ogni circostanza dei GIUDICI ILLUMINATI, SERENI ED OBIETTIVI e a non divenire, pertanto, facili prede di oblique propagande esposte, attraverso i vari attuali canali di comunicazione, in forma suggestiva non meno che ingannevole;
ESSERE TRA NOI, nel comun denominatore della nostra dottrina, SOLIDALI in ogni circostanza profana, cosi come apprendiamo ad esserlo massonicamente nella sacralità dei Templi, affratellati dalla molteplice e contemporanea univoca interpretazione dei nostri Sacri simboli. LA PODEROSA FORZA, che ne scaturisce e che ci eleva al di sopra del comune grigiore, mettiamola a disposizione del nostro Paese come perenne monito contro tutti i tentativi di scardinamento e di lesione delle libertà di tutti i cittadini;
CONOSCERE infine, qualunque sia la fede politica che nutriamo, la singola posizione di responsabilità, che personalmente dobbiamo assumere in ogni circostanza, e specialmente in quelle particolarmente gravi che si prospettano in un probabile imminente futuro.
E ciò in ossequio agli incancellabili doveri che abbiamo assunto, verso noi stessi, verso la Patria e verso l'Umanità, attraverso i vari giuramenti che abbiamo prestato a concorrenza dei Gradi raggiunti, mai dimenticando i nostri Fratelli che, nel corso dei secoli, sempre hanno adempiuto, a costo anche della vita, ai loro impegni istituzionali.
Giovanni Ghinazzi